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Presentato il Teatro Bravò, il nuovo “salottino” culturale barese

27 Ott 2011 | Nessun Commento | 3.997 Visite
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Un’azione ardita e in controtendenza quella della Jolly Sud Cinematografica, gestore della struttura che fino a tre anni fa ospitava il cinema “Salottino” e che, con il sostegno di Nikolaus Productions Srl, Teatro Apulia e la compagnia La DifférAnce, ha ideato e ricostruito da zero un contenitore multidisciplinare per accogliere le numerose realtà artistiche pugliesi che spesso si ritrovano ad avere visibilità prima altrove che nella loro regione.

Il Bravò, dal nome di un omonimo progetto di caratura internazionale sostenuto dalla Nikolaus con il teatro Valle di Roma, è stato presentato ieri mattina da Angelica Gregucci della Jolly Sud Cinematografica con Antonio Bellino della Nikolaus Productions, Banca Apulia, rappresentata da Vincenzo De Feo, Lorenzo D’Armento de La DifférAnce e il direttore artistico Gianni Ciardo. Sono intervenuti inoltre il vicepresidente e assessore alla Cultura della Provincia di Bari Nuccio Altieri e l’assessore comunale alle Politiche Giovanili e all’Accoglienza Fabio Losito.
Salutiamo sempre con piacere – ha detto Altieri – le iniziative a sostegno di spazi destinati alla cultura ed è pregevole che istituzioni come Banca Apulia in questo caso, capiscano l’importanza di simili interventi migliorativi dell’assetto sociale che sono poi leva di sviluppo economico”. Soddisfazione espressa anche da Losito, portavoce dell’amministrazione comunale, che sottolinea “come il volto storico e simbolico dei luoghi può mutare nel tempo e questo concreto intervento sul territorio compensa oggi in positivo gli esempi squalificanti di un’Italia in cui la pornografia è stata istituzionalizzata”.

Sei gli spettacoli della stagione che partirà ufficialmente il 10 novembre con una produzione Nikolaus, Un giardino di aranci fatto in casa di Neil Simon. Una curiosa combinazione (svelata da un ritrovato borderò) vuole che “Quel giardino di aranci fatto in casa” di Herbert Ross e interpretato, fra gli altri, da Walter Matthau, sia stata la prima proiezione cinematografica oltre 25 anni fa.
Il 3 novembre il teatro si inaugurerà con una serata aperta al pubblico (su invito e/o prenotazione fino a esaurimento posti) in cui Ciardo presenterà “alla sua maniera” protagonisti e autori in cartellone la cui caratteristica comune è la qualità degli spettacoli e la loro professionalità “perché – ribadisce Ciardo – un piccolo teatro non significa un lavoro arrangiato o poco dignitoso, né deve farlo pensare l’aver mantenuto un prezzo basso per le tessere associative. Ci auguriamo che un prezzo “popolare” invogli soprattutto i giovani”.
A novembre, a partire da sabato 5 e domenica 6, sarà Successo di e con Gianni Ciardo.
A dicembre sarà la volta di una produzione La DifférAnce, La figlia di Maso per la regia di Riccardo Reim. Lo spettacolo è liberamente ispirato a un romanzo di Antonio Maselli che indaga la questione meridionale ai tempi dei moti risorgimentali.
In gennaio ancora un classico con la sagace ironia di Oscar Wilde ne L’importanza di chiamarsi Ernesto diretto da Giordano Cozzoli nel riadattamento di Antonio Bellino. Febbraio vedrà in scena un atto unico di Fausto Costantini nel monologo Luna, giovane donna albanese protagonista di un viaggio verso un’Italia che si rivela essere il Paese dei balocchi, un grande inganno. Dall’immigrazione alla cronaca nera nella galleria di personaggi cinici e leggeri che sfilano nella pièce di Michele Bia, Zona Paradiso (in marzo) per finire in aprile con un maestro del racconto, Anton Checov con Una domanda di matrimonio nell’adattamento di Gianni Ciardo.

La novità più importante del Bravò però è quella legata all’apertura ad altre realtà artistiche del panorama locale. Ogni mese infatti lo spazio del teatro sarà, per un numero di giorni di volta in volta concordato con le associazioni culturali che ne faranno richiesta, disponibile per accogliere concerti, incontri, reading o proiezioni.
Per i tesserati inoltre la possibilità di vivere il teatro come momento di formazione, durante l’allestimento e le prove degli spettacoli, per conoscere attori, registi, ma anche poter vedere come si organizza materialmente una pièce. “Perché i teatri, aggiunge Ciardo, si possono ricostruire, ma poi bisogna che abbiano uno spirito vitale. Bisogna viverli ogni momento. E’ una cosa in cui ho sempre creduto, ma non ho mai avuto il sostegno necessario”.

Naturalmente il Bravò non tralascia nemmeno l’arte figurativa. Con il teatro si inaugura anche la personale di Vincenzo Mascoli, Mi Me Si, dodici opere esposte in sala che offrono uno studio polimaterico sul rapporto tra volti e identità. Il giovane artista coratino che ha collaborato anche alle scenografie de Un giardino di aranci fatto in casa, presenterà, tra le altre, un’opera appositamente pensata per l’apertura del Teatro Bravò e dedicata alla direzione artistica.

La tessera associativa del costo di 38 euro (36 euro per CRAL e associazioni, studenti universitari), sottoscrivibile fino al 3 novembre, dà diritto alla visione dei sei spettacoli e ad avere riduzioni per i Fuori Programma.

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