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Pop in Jazz, Daniela Pedali ci racconta la sua ultima fatica discografica

26 Nov 2012 | Nessun Commento | 1.609 Visite
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Pop in Jazz
Da qualche giorno è arrivato in tutti i negozi tradizionali e nei principali digital store il nuovo lavoro discografico di Daniela PedaliPop in Jazz“, una raccolta di grandi successi pop reinterpretati in stile easy-jazz che vanta la partecipazione di alcuni tra i più autorevoli ed apprezzati esponenti del jazz italiano come Paolo Fresu, Dado Moroni, Marco Tamburini, Roberto Gatto e Francesco Cafiso. Prodotto da Angelo Valsiglio per Vivi Records e da Alessandro Bentivoglio per Mela & Tequila.

Noi di LSDmagazine l’abbiamo incontrata.

Il tuo percorso artistico è davvero ricco di esilaranti ed importanti tappe che – in un crescendo di riconoscimenti nazionali ed internazionali – ti ha celebrato come appassionata interprete; di tutte queste – a partire dalla partecipazione al Festival della Canzone Italiana sino ai recenti successi – quale ti rappresenta maggiormente e in quali di queste racconti la tua maturazione artistica? Quale “tessera” di ciascuna esperienza ti porti dentro per continuare a a comporre il mosaico del tuo successo?

Forse oggi non più come prima…perché sono cambiate molte cose nel sistema musica, ma per me che sono nata e cresciuta in Italia e credo che come qualsiasi altro ragazzino che abbia sognato di diventare un cantante nel nostro paese sia stato normale cominciare a farlo guardando il Festival di Sanremo, arrivare lì è stata sicuramente una tappa importante, ma se devo scegliere un momento davvero indimenticabile sicuramente scelgo la mia esibizione al Madison Square Garden di New York che è arrivata per caso ma è stato un momento di grande consapevolezza di quello che mi stava accadendo come qualcosa di davvero speciale…ogni esperienza cmq per chi sceglie nella vita di vivere il suo sogno credo sia fondamentale sia per divenire se stessi che per continuare a credere in quello che si sta facendo e io non lascio niente indietro, porto tutto con me in questo percorso , anche le cose meno belle che ho vissuto, come qualcosa che in tutti i modi mi arricchisce umanamente e artisticamente.

In particolare nel 2005 il contratto con la Sony Discos ti ha portato sul mercato latino-americano con l’album “Amore” realizzato interamente in spagnolo; un album che con le sue 300.000 copie vendute ti ha definitivamente spalancato le porte ai più importanti templi della musica mondiale, passando passando anche attraverso una esperienza televisiva. Come e quando è nato questo progetto? Cosa ha rappresentato per te, per tutto il tuo background musicale e culturale questa avventura trans-oceanica?

Il progetto americano è nato quasi subito dopo la mia partecipazione al Festival di Sanremo, un produttore latino che vive qui in Italia mi ha notato e ha fatto da tramite con acume major americane molto interessate a me e da lì è nato un album in spagnolo e una trasferta promozionale che mi ha portato in giro per gli Stati Uniti, tra esibizioni live e trasmissioni televisive…lavorare lì sicuramente mi ha fatto crescere tanto, ho dovuto imparare in fretta la lingua confrontarmi con un modo di lavorare che non conoscevo perché completamente differente dai ritmi italiani che sono meno intensi, ho avuto la possibilità di conoscere persone meravigliose e artisti straordinari.

Il tuo ultimo lavoro appena uscito è una raccolta di grandi successi pop re-interpretati in stile easy – jazz da cui il titolo “Pop in Jazz”. Ci spieghi la complessità della contaminazione tra questi due “imponenti” generi musicali? E’ una scelta volutamente ricercata o solo commerciale?

La complessità si può semplificare considerando l’incontro tra questi due generi così diversi come risultato di un processo di osmosi che ho vissuto naturalmente nelle mie esperienze, non è altro la sintesi di una mia ricerca artistica che passa attraverso il pop, soul fino ad arrivare al jazz.

Può essere considerata una scelta ricercata ma è il naturale esito del mio percorso artistico sino ad ora.

Pop in Jazz
“Pop in Jazz” è un prodotto di Angelo Valsiglio ma alla sua realizzazione hanno contribuito nomi – icona del panorama jazzistico italiano tra cui Fresu, Moroni, Gatto, Cafisi e Tamburini. Cosa ci racconti di questa fantastica esperienza musicale? Quali emozioni ti ha regalato il poter “vivere” un disco in un contesto artistico cosi musicalmente “importante”? E soprattutto quali sono le tue aspettative al lancio sul mercato di questo nuovo progetto?

La registrazione di questo disco è stato per me un viaggio meraviglioso nella musica durato ben due anni di lavoro attraverso generi differenti, artisti e canzoni incredibili, ho cercato di pormi verso questo lavoro con tutta l’umiltà possibile sapendo che andavo a toccare qualcosa con il quale era impossibile confrontarsi ma sicuramente arricchirmi e l’ho fatto con lo spirito di che si mette in gioco e soprattutto vuole sperimentare per conoscere anche meglio se stesso. Le emozioni sono state innumerevoli, come la giornata in studio con Guido Pistocchi e Dado Moroni o quando ho registrato Se Mai con Francesco Cafiso, la partecipazione di nomi eccelsi del mondo del jazz l’ho vissuta senz’altro come un privilegio confermato dall’umanità che mi hanno regalato questi artisti oltre al loro indiscusso talento e preparazione.

Con le aspettative non vado molto d’accordo…nel senso che ho imparato a non aspettarmi nulla, ogni cosa che poi arriva è bellissima.

La tua passione, la tua tenacia, e la tua eccellenza artistica sono alla base del tuo indiscusso successo. Se oggi – a distanza di anni dal tuo esordio – ti proponessero con un flashback di tornare indietro e modificare qualcosa del tuo passato, cosa vorresti cambiare? Rifaresti lo stesso identico percorso? Porti qualche rimpianto con te?

Non credo cambierei nulla…le cose vanno in un modo perché devono andare così, io sono quella che sono oggi grazie anche al mio passato che ha visto anche momenti di grande difficoltà e delusione, ma che mi hanno fatto diventare una persona migliore più consapevole e ancora ottimista verso la vita.

Pop in JazzViviamo in un contesto sociale molto complesso in cui per un “giovane artista” emergere diventa sempre più difficile per tanti motivi; a volte il talento non basta ed entrano in gioco tantissime variabili. Cosa diresti ad un giovanissimo che voglia intraprendere questo difficile percorso? E a riguardo – che opinione hai dei talent show che imperversano in TV?

Mi capita spesso di essere chiamata a raccontare la mia esperienza umana ed artistica in molte scuole di musica e di canto sparse per l’Italia, e questo mi permette di incontrare e conoscere giovani cantanti che sognano di farcela…raccontando il mio percorso fatto di vittorie e sconfitte credo già di dare un contributo al loro bagaglio…non credo molto nei consigli ma quello che sicuramente credo sia indispensabile oggi sia non tanto l’idea di riuscire ad arrivare al “successo” quanto a coltivare i propri sogni, in questo caso la musica, come qualcosa di prezioso e quindi dedicare del tempo a questo sogno, studiando, ascoltando, ricercando fuori e in se stessi quello che è più vicino a quello che si vuole dire, al messaggio che si vuol dare, e sulla base di questo credere fortemente in se stessi, questa è la marcia in più che può fare la differenza.

I talent show hanno cambiato sicuramente il modo di vivere la musica in Italia come nel resto del mondo, con la differenza forse che nel nostro paese è divenuta l’unica strada possibile per emergere, e cosa posso dire…se danno voce a dei talenti allora ben vengano..

Ho ascoltato con grande interesse alcune tracce del tuo nuovo lavoro e ritrovo più volte un perfetto equilibrio tra una vocalità sobria e raffinata e la costante ricerca di quella stessa vocalità nelle sonorità e nelle identità di grandi nomi quali Beatles, Stones e M. Jackson, questo coincide con quello che – almeno nelle intenzioni – vorresti trasmettere al tuo pubblico.

Come ho accennato prima non mi aspetto, spero solo di poter arrivare e dare qualcosa a chi ascolterà questo mio nuovo disco, quello che vorrei arrivasse sempre di me sono il mio cuore e la mia anima.

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