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Pino Daniele e “Nero a Metà”, quando i suoni e la nostalgia ritornano alle origini

16 Dic 2014 | Nessun Commento | 1.378 Visite
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pino9999Dopo il grande successo del concerto-evento dello scorso 1° settembre all’Arena di Verona, Pino Daniele aggiunge 6 nuove date esclusive di Nero a Metà: 6 dicembre a Conegliano (TV – Zoppas Arena), l’11 dicembre a Bari (Pala Florio), il 13 dicembre a Roma (Palalottomatica), il 16 e il 17 dicembre a Napoli (PalaPartenope), il 22 dicembre a Milano (Mediolanum Forum- Assago). In questi nuovi appuntamenti, che vedono la partecipazione di un ospite speciale per ogni concerto, Pino Daniele è accompagnato dalla band originale del 1980, composta da James Senese (sax), Gigi De Rienzo (basso), Agostino Marangolo (batteria), Ernesto Vitolo (piano), Rosario Jermano (percussioni), mentre l’Acoustic Set vedrà sul palco Rino Zurzolo (contrabbasso), Elisabetta Serio (piano) e la partecipazione di Tullio De Piscopo.

Blues, rock, jazz, sonorità acustiche, e l’immancabile tradizione napoletana: questi gli ingredienti che Pino Daniele stà portando sul palco di Nero a Metà. Un spettacolo unico, sulle note dell’omonimo storico terzo album di Pino, dove protagoniste sono le canzoni più belle dell’artista, da “Quanno chiove”, al brano che dichiara la sua passione di sempre, “A me me piace ‘o blues”, da “I Say I’ Sto Ccà” a “Nun me scuccià”: grandi classici che all’epoca definirono un nuovo stile musicale e che ancora oggi risultano di sorprendente freschezza.

“Nero a Metà” (1980) è l’album della consacrazione per Pino Daniele, simbolo di quel sound inconfondibile, diventato suo marchio di fabbrica in Italia e all’estero. Le melodie, la fusione tra tradizione partenopea, blues, rock e jazz hanno reso questo disco un pilastro della musica italiana, tanto che ancora oggi è nella classifica Rolling Stone Italia dei “100 album più belli di sempre” ed è stato premiato ai Music Awards 2014 come uno degli album che hanno lasciato un segno nella storia della musica italiana. Per celebrarlo, l’album è stato pubblicato da Universal Music Italia in una nuova edizione rimasterizzata “Nero a Metà Special Extended Edition”, disponibile anche in doppio vinile da 180 grammi in edizione limitata e numerata in 1.000 esemplari. Il primo Lp contiene la versione rimasterizzata dell’ album originale mentre il secondo Lp contiene i due preziosi brani inediti (“Tira A Carretta” e lo strumentale “Hotel Regina”) e i nove brani in versioni alternative e demo tratti dalle registrazioni originali, già contenuti nell’edizione in cd.

pino2222Nel concerto di Bari al Palaflorio, con grande successo di pubblico, l’artista partenopeo ha eseguito tutte le canzoni del disco “Nero a Metà” e altre tra le più famose. Circa 25 canzoni tratte dal suo vasto e invidiabile percorso musicale, con oltre 2 ore di concerto, vissuto tra la nostalgia del passato, l’ironia sempre presente e la voglia innata di evolvere ancora di più quelle suggestive sonorità, partendo proprio dalle sue origini.

Percorrendo le fasi più salienti della serata,  l’evento inizia energicamente con  A testa in giù” e“A me me piace o’ blues”, due brani tra i più coinvolgenti dello storico disco, dove Pino li interpreta  non tradendo le sonorità originali, ed entrando quindi immediatamente in sintonia col suo pubblico. Continuando, da sottolineare la magia della struggente e sempre attuale “Voglio di più”, dove Pino questa volta esegue un assolo con la sua chitarra elettrica (Fernandes) e creando così un momento di grande intensità emotiva.

Un altro momento importante della serata è stato senza dubbio l’entrata in scena di Tullio De Piscopo, sempre amatissimo dal pubblico barese. Inizia il brano seduto su uno sgabellino, con ai piedi una strana e piccola batteria, suonando in duo con PinoNa’ tazzulella e cafè”.

Inutile sottolineare il grande entusiasmo che il numeroso pubblico barese riserva al suo beniamino, anche per il modo coinvolgente e sanguigno, tipico del batterista napoletano. Poi è  la volta di “Je so pazz” in una situazione quasi “jazzistica”, in trio con il contrabassista Rino Zurzolo (bravissimo), Pino e lo stesso Tullio De Piscopo.

Arriva quindi il momento tanto atteso della serata, cioè l’entrata in scena con grandi ovazioni di James Senese, altro beniamino del pubblico che con il suo sax  introduce le note della malinconica “Chi tene o’ mare” , un classico forse tra quelli dove più si sente l’ affinità artistica con il compagno di una vita, Pino Daniele.

pino3333Nel concerto hanno trovato spazio a sorpresa, in momenti differenti, due brani che raramente abbiamo ascoltato nei concerti di Pino Daniele e proprio per questo molto graditi dal pubblico, quali  Appocundria” e “Sulo pe parlà” (tratto da Vai Mò).  Due brani brevi ed acustici, suonati insieme al  contrabasso di Rino Zirzolo, risultando sicuramente  tra i momenti più belli del concerto.

Con “O’ scarrafone” il ritmo è incalzante, dove emerge il bellissimo assolo del contrabasso di Rino Zurzolo, col simpatico ritmo quasi “reagge” della Band al completo.

Con “alleria”, “E so cuntento e sta” e “Quanno chiove”, Pino daniele ritorna al repertorio più classico di “Nero a Metà”, suonando con  grande sentimento, con il pubblico che diventa anch’esso protagonista, cantando e accompagnando queste melodie, quasi fossero da sempre una parte di loro. Davvero possiamo dire tra  i brani più amati di “Nero a Metà” e non solo.      

Una menzione particolare è per “Sotto o’ Sole”, per i bei effetti di luci “solari” sul palco, sia pure in versione diversa da quella originale, dal ritmo più fusion, ma non per questo meno accattivante. La stessa versione si può trovare comunque nel nuovo cd e vinile “Nero a Metà Extended Edition”.

Al centro del concerto da sottolineare anche l’ospite della serata, la cantante salentina Alessandra Amoroso, che ha cantato insieme a PinoVento di Passione” e “Quando”. Brava questa giovane  salentina sopratutto per l’opportunità di aver cantato al cospetto del grande pubblico del Palaflorio.

pino4444Non da meno  i brani più recenti ma non troppo..eseguiti nella serata, come “Che Dio ti Benedica”, “Io per Lei”, “Amici come prima” e “Resta…resta ccu me” quasi delle eccezioni nella scaletta, quasi totalmente dedicata al periodo storico dei primi anni 80′.

Con “I got the blues” e “Nun me scuccià” si entra nelle sonorità più blues, in due momenti distinti del concerto ma legati come un filo conduttore e dalla vena più tipica del cantautore partenopeo.  Con tutta la band al completo e con Tullio de Piscopo di nuovo in scena, arriva il momento di “Tutta nata storia” (Bella’mriana). Grande impatto sonoro e grandi cori del pubblico intonando  America…

Dopo questo conciso racconto della serata, si arriva al brano finale “Yes i know my way” tratto da (Vai mò), brano che per molti appassionati, è “l’inno” per eccellenza di quel sound che ha segnato un’epoca. Un brano che non è mai mancato nei concerti di Pino Daniele.

Immancabile, tra l’ovazione del pubblico il bis sulle note dell’intramontabile “Napulè” e di nuovo “A me me piace o’ blues”, questa volta in versione strumentale e corale (e sona mo..).

Si può ben dire che col ritorno a “Nero a Metà”, Pino Daniele ha ritrovato certamente il suo pubblico originario, quello stesso che ne decretò il successo quasi 40 anni fa.

Quel suo pubblico, che aveva in parte perso per strada, ma al quale è bastato risentire il richiamo di quelle sonorità originarie, per tornare ancora più appassionato. Sperando, chissà, che questo possa diventare e rappresentare l’inizio di un nuovo percorso dell’ artista napoletano, verso nuove produzioni, attraverso un’evoluzione stessa di quelle sonorità, così straordinarie, che il suo pubblico non ha mai smesso di amare.

Foto esclusive di Roberto Panucci

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