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Pierdavide Carone ed i Terraròs insieme in concerto a Castagnole delle Lanze

30 Ago 2012 | Nessun Commento | 1.165 Visite
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pierdavide caroneSabato 1 settembre i suonatori e menestrelli del Sud, i Terraròss saranno in concerto a Castagnole delle Lanze (Asti) all’interno del Contro Festival. Per tale occasione si esibiranno con uno dei primi membri del gruppo, Pierdavide Carone che, dopo la fortunata partecipazione nel 2010 al talent show “Amici di Maria De Filippi”, ha intrapreso la carriera da solista, ottenendo in breve tempo importanti soddisfazioni. Noi di LSDmagazine lo abbiamo incontrato durante la sua pausa estiva sulla riviera jonica pugliese.
Il tuo percorso musicale ha avuto inizio con i Terraròss, gruppo nato come progetto musicale e di ricerca che mira a riscoprire e valorizzare quella che era la cultura di un tempo, ormai perduta. Quanto ti è servita la conoscenza della musica popolare per la tua formazione artistica?

Ci tengo a precisare che il mio percorso non è proprio cominciato coi Terraròss, bensì con i Whiskey & Cedro, coi quali facevo rock italiano. I Terraròss sono arrivati qualche anno dopo, ma è stata un’esperienza importantissima per la mia forma mentis, proprio perché venivo dal rock, che è un genere bellissimo, ma che si è insediato dopo nell’immaginario collettivo italiano, mentre la musica dei Terraròss è molto più radicata, ovviamente, e non solo nell’Italia, ma ancora più precisamente nella Puglia, la mia Puglia.
Le performance live dei Terraròss si distinguono per la loro capacità di coinvolgere il pubblico presente. Che ricordo hai di questi concerti?
Prima dei Terraròss, come detto prima, ero un chitarrista di un gruppo rock: scrivevo le musiche, ma ero un musicista, non un front man, e non avevo la più pallida idea di come lo si facesse. Grazie ai Terraròss, al loro essere consapevolmente naif , ovviamente in senso lato, ho appreso la capacità di essere un istrione, oltre che un musicista. Dominique è un grande istrione, ed è per questo che l’ho voluto al mio fianco durante le prime due tournèe da solista, il Tour Pop e il Distrattamente in Tour… Personalmente è stato di grande aiuto averlo con me in giro in questi primi due anni di carriera solista, mi ha aiutato ad essere più  sciolto. È bello tornare a condividere il palco con degli amici con cui ho passato tre anni della mia vita, anche se poi le strade si sono divise.
La partecipazione al talent show “Amici di Maria De Filippi” ti ha dato la possibilità di farti conoscere alla massa e di partecipare a Sanremo, che hai anche vinto, come autore. Qual è il tuo punto di vista su questo genere di programmi?
Io l’ho vissuto come un De Gregori ai tempi di Alice viveva il Disco per l’Estate: un’opportunità di far emergere la propria personalità. Se la si vive così, Amici è un programma sano e funzionale, una sorta di servizio di leva dell’arte. Il rovescio della medaglia è che l’alto impatto mediatico del programma ha creato proselitismi di plastica, se consideriamo che spesso dei ragazzi che non hanno mai avuto alcun tipo di approccio con la musica o l’arte in generale, pagano cifre spropositate in estate a quei ladri autorizzati che si fanno chiamare vocal coach, perché due mesi dopo c’è il provino ad Amici. Non è così che funziona la musica.

Sebbene per poco tempo, hai avuto la fortuna di collaborare con Lucio Dalla, uno dei più importanti artisti della canzone italiana. Sebbene tu abbia raggiunto notevoli traguardi, per un giovane come te,  quanto è importante l’ausilio di personaggi con una maggiore esperienza?
Mi ha dato una consapevolezza che nessuna targa o nessun premio può darti, perché lui era la massima espressione dell’arte, non era solo un musicista, non era solo un cantautore, né un poeta o un produttore. Era tutto, era un’artista. Se da un lato, egoisticamente, avrei voluto averlo ancora al mio fianco anche per i prossimi album, dall’altro mi reputo fortunato perché, seppur per un periodo ridotto, ho lavorato con lui e sono diventato anche suo amico e mi ha voluto bene.

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