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Piccolo omaggio agli Antò

13 Giu 2008 | Nessun Commento | 10.674 Visite
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Antonio Gramsci

Oggi faccio un uso personalistico di Lsd, celebro il mio santo, il santo di tanti italiani che hanno avuto la fortuna o la sfortuna di essere chiamati almeno una volta Antò. E questa improvvisata di genere puramente basso popolare, me la concedo per potervi citare alcuni dei più celebri Antò nelle loro più celebri frasi, per rendere omaggio a loro, agli Antoni, alle Antonelle e al nostro celeberrimo santo Antonio. Auguri. 
 Iniziamo con uno dei padri della Repubblica.
«E’ compito educativo e formativo dello Stato, che ha sempre il fine di creare nuovi e più alti tipi di civiltà, di adeguare la “civiltà” e la moralità delle più vaste masse popolari alle necessità del continuo sviluppo dell’apparato economico di produzione, quindi di elaborare anche fisicamente dei tipi nuovi di umanità. Ma come ogni singolo individuo riuscirà a incorporarsi nell’uomo collettivo e come avverrà la pressione educativa sui singoli ottenendone il consenso e la collaborazione, facendo diventare “libertà” la necessità e la coercizione?»  Antonio Gramsci

Psiche e amore di Antonio Canova

«Ho letto che gli antichi una volta prodotto un suono erano soliti modularlo, alzando e abbassando il tono senza allontanarsi dalle regole dell’armonia. Così deve fare l’artista che lavora ad un nudo.» Antonio Canova

 “Io parlo con i fatti, non con menzogne o allusioni. Lo dimostra la laurea in giurisprudenza conseguita il 19 luglio 1978. Lo stesso anno in cui il Presidente del Consiglio (Berlusconi)  si iscrisse alla P2”. “Voglio anche ricordare al Presidente del Consiglio che il suo ex sodale Bettino Craxi non era laureato”.  Antonio Di Pietro

“Io da quando sono single vivo da dio. Faccio quello che voglio: se ho fame mangio, se ho sete bevo, se ho sonno dormo, se ho voglia di fare l’amore faccio la doccia.” Antonio Cornacchione

«Prego madre natura di infradiciarti di emorroidi, di darti emicranie continue e nausea dirompente, di farti sordo, muto, ma non per sempre. Che la voce ti venga sporadicamente per pochi secondi nei quali tu spari delle cazzate immmani!»  Antonio Albanese in arte Alex Drastico

Antonio Albanese

“Fa schiuma ma non è un sapone, che cos’è?”, la signora al telefono, “la borra!” Antonella Clerici e una sprovveduta signora al telefono

«Quando la musica è grande, è grande ovunque. Non ha limiti o barriere.»  Antonella Ruggiero

«Il dolore indurisce. Il grande dolore indurisce maggiormente.» Antonia S. Byatt

– Ma ciò che inquieta di più e che rode come un tarlo testardo infilato in una vecchia tavola e impossibile da far tacere se non con un veleno che avvelenerebbe anche noi, è la lettera che non abbiamo mai scritto. “Quella” lettera. Quella che tutti noi abbiamo sempre pensato di scrivere, in certe notti insonni, e che abbiamo sempre rimandato al giorno dopo. – Antonio Tabucchi “Si sta facendo sempre più tardi”- Feltrinelli editore (2001)

“Pronto? Chi parla?” Idealmente Antonio Meucci

E per concludere la splendida lettera di un clown interpretata da Antonio De Curtis in arte Totò:
“Noi ti ringraziamo nostro buon Protettore per averci dato anche oggi la forza di fare il più bello spettacolo del mondo.Tu che proteggi uomini, animali e baracconi, tu che rendi i leoni docili come gli uomini e gli uomini coraggiosi come i leoni, tu che ogni sera presti agli acrobati le ali degli angeli, fa’ che sulla nostra mensa non venga mai a mancare pane ed applausi. Noi ti chiediamo protezione, ma se non ne fossimo degni, se qualche disgrazia dovesse accaderci, fa che avvenga dopo lo spettacolo e, in ogni caso, ricordati di salvare prima le bestie e i bambini.Tu che permetti ai nani e ai giganti di essere ugualmente felici, tu che sei la vera, l’unica rete dei nostri pericolosi esercizi, fa’ che in nessun momento della nostra vita venga a mancarci una tenda, una pista e un riflettore. Guardaci dalle unghie delle nostre donne, ché da quelle delle tigri ci guardiamo noi, dacci ancora la forza di far ridere gli uomini, di sopportare serenamante le loro assordanti risate e lascia pure che essi ci credano felici. Più ho voglia di piangere e più gli uomini si divertono, ma non importa, io li perdono, un pò perchè essi non sanno, un pò per amor Tuo, e un pò perchè hanno pagato il biglietto. Se le mie buffonate servono ad alleviare le loro pene, rendi pure questa mia faccia ancora più ridicola, ma aiutami a portarla in giro con disinvoltura. C’è tanta gente che si diverte a far piangere l’umanità, noi dobbiamo soffrire per divertirla; manda, se puoi, qualcuno su questo mondo capace di far ridere me come io faccio ridere gli altri.”

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 “Forza azzurri, viva Alessandro Del Piero!” Me medesimo, Antonio Sasso

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