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Paolo Panaro porta in scena “Il naso” di Nikolaj Gogol alla Vallisa di Bari

17 Nov 2011 | Nessun Commento | 1.580 Visite
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Paolo PanaroTorna all’Auditorium La Vallisa di Bari, puntuale come le foglie cadenti a ottobre e gradita come un fausto, succulento raccolto, la rassegna teatrale “Le direzioni del racconto”, organizzata dal Centro “Diaghilev” in collaborazione con l’Assessorato alle Culture del Comune di Bari e l’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia. E il ritorno non sarebbe certo così gradito se al centro della rassegna non ci fossero le letture sceniche del grande attore di Monopoli Paolo Panaro, il cui indiscusso talento è stato già oggetto di alcune note pubblicate da chi scrive tempo fa su LSDmagazine (si veda “Una voce tra le mura. Paolo Panaro a Mola di Bari”, 7 giugno 2010). Anche questo autunno Panaro propone i pezzi da novanta del suo macinino delle meraviglie: le esilaranti avventure di Baldus di Teofilo Folengo, le eleganti narrazioni delle Mille e una notte, le coraggiose avventure di Orlando Furioso e le vicende di Pinocchio.

Da un secolo all’altro, sfidando la memoria e rielaborando anche linguisticamente testi non sempre immediati e facili, Panaro li rende con la sua fisicità di cantore pugliese fruibili, vivi, spontanei, nuovi. E tra un capitolo e l’altro della letteratura italiana, tra una novella di Boccaccio e una strofa di Ariosto, emerge quest’anno un titolo nuovo, che ci porta nel vicino oriente russo: “Il naso” di Nikolaj Vasil’evič Gogol’. Ci sembra che il racconto del geniale scrittore russo della prima metà dell’Ottocento, in cui si narra la storia del Maggiore Kovalev che perde il suo naso e lo insegue per Pietroburgo, sia particolarmente adatto al talento di Panaro. La sua personale rielaborazione rivela un ampio lavoro di ricerca sul testo, durante il quale l’attore ha condotto una efficace mediazione tra le traduzioni più importanti del testo gogoliano, partendo da quella classica e austera di Tommaso Landolfi, arrivando fino alla versione più recente di Andrea Camilleri. Il testo letterario risulta così impreziosito ed esaltato e la capacità dell’interprete di riportare in vita i buffi personaggi gogoliani, manichini e allegorie in moto perpetuo nella Pietroburgo dai contorni fantastici, è davvero lodevole.

Paolo PanaroNon si può infatti restare insensibili agli assalti del riso, quando Paolo Panaro, sdoppiandosi, si cimenta nell’esilarante dialogo tra il Maggiore e il suo naso, che vestito da ufficiale se ne va a pregare con genuflessioni nella Cattedrale della Madre di Dio di Kazan’ e sembra infastidito allorché il suo proprietario lo disturba per convincerlo a tornare al suo posto! Lo spettacolo, da non perdere, andrà in scena anche venerdì 18 novembre (ore 21.00), sabato 19 (ore 21.00) e domenica 20 (ore 19.00). Per prenotare, si può telefonare ai seguenti numeri: 3331260425 – 3398796764.

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