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Otranto 1480: alla libreria Laterza di Bari Franco Cardini alza un velo

25 Mag 2011 | Nessun Commento | 2.835 Visite
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otranto 1480Cos’è la verità e c’è una verità?
I fatti dovrebbero essere la verità, quella verità che appassiona gli storici. E il professor Cardini, docente di storia medievale all’università di Firenze (ha insegnato anche all’università di Bari), è appassionato ricercatore di verità capace anche di coinvolgere i suoi ascoltatori in tale ricerca.
Noi di LSDmagazine eravamo li e l’abbiamo ascoltato a Bari, nella libreria Laterza, a conclusione di un ciclo triennale e anche di una modalità d’incontro. Per il prossimo ciclo, infatti, si prospettano nuove idee: i giovani coinvolti e protagonisti. Indicativa, in tal caso, mi sembra questa conclusione, quasi un lasciare il testimone alla nuova generazione che si presenterà al prossimo ciclo.
Dei fatti si parla molto e, spesso, si dicono molte parole, ma il più delle volte senza dire il fatto, – afferma il professore -, a noi che siamo sempre più immersi in fiumi, oceani di parole che non rendono limpidi i fatti, quindi non svelano, anzi, come bende quasi avvolgono e ci imbalsamano. Aletheia, verità, nel significato sottolineato da Heidegger è «non nascondimento», dunque disvelamento: togliere i veli che nascondono!
Otranto con i suoi fatti del 28 luglio 1480, – con la flotta turca guidata da Gedik Ahmet che fece strage di 12.000 uomini, di 5.000 schiavi e la decapitazione di 800 uomini, come monito per chi volesse ribellarsi, i famosi 800 martiri di Otranto-, è uno di quei fatti di cui, ancora oggi, non si sa bene la verità. “Otranto, chiavistello dell’Adriatico” è ancora oggi “luogo baciato dal mistero”.
I turchi Avevano conquistato Costantinopoli il 1453 per mano di Maometto II, ma davvero volevano andare oltre? Fu uno scontro religioso o dietro questa strage vi erano piuttosto ragioni e intrighi politici?
Il professore dipinge un dettagliato quadro con le relative cornici: i Turchi non mostravano in effetti nessuna voglia di attaccare l’Occidente. Tant’è che, appena conquistata Costantinopoli, si preoccupano di scrivere ai dinasti occidentali per assicurarli delle loro buone intenzioni, invitando a mandare ancora i loro banchieri e mercanti, i quali vanno immediatamente. Le fonti fiorentine e genovesi, poi, raccontano che, quando il sultano entrò in Costantinopoli, i mercanti fiorentini e veneziani che erano già lì accesero fuochi di gioia. C’era così poca aria di battaglia che il sultano, pur essendo un mussulmano, elude il divieto religioso e si fa fare un ritratto dal grande Bellini che gli manda la repubblica di Venezia.

otranto 1480Il mondo europeo da parte sua non mostra nei fatti un reale interesse alla crociata, la Francia è appena uscita dalla guerra dei cento anni, i re cattolici stanno terminando la conquista. Pio II prova a convocare un convegno a Modena per rispondere alla domanda di crociata ma senza nulla di fatto. C’è giusto negli anni ’70 una controffensiva nei confronti dei Turchi da parte del grande imprenditore militare Sigismondo Pandolfo. Ma è assoldato, e con molti denari, dalla Repubblica veneziana e in definitiva utilizza la flotta per portare dalla Grecia il corpo di un filosofo, Gemisto Pletone. Lo fa con quello stile con cui si sono portati i Santi, Nicola e Marco, e lo fa seppellire in una chiesa francescana ma ricostruita come tempio pagano dall’Aliberti.
Piuttosto ci sono situazioni geopolitiche italiane su cui bisogna porre attenzione: il re aragonese di Napoli, oltre a Otranto che chiude l’Adriatico, è alleato con la potenza cristiana albanese, quindi ha le chiavi dell’intero mare, allora non chiamato Adriatico, ma golfo di Venezia! Certo Venezia non guarda questa cosa di buon occhio … e in qualche modo qualcosa la fa: c’è una congiura da parte della famiglia dei Pazzi nei confronti dei Medici. Sono appoggiati dal Papa Sisto IV che vuole consegnare Firenze a suo nipote facendo scoppiare una guerra civile. La congiura fallisce ma c’è una guerra e tra i morti c’è un giovane cardinale. Il papa scomunica Firenze, la Signoria e la famiglia dei Medici e scomunicare significa uccidere civilmente, chiunque può uccidere e spogliare lo scomunicato: è un invito alle altre potenze a fare la guerra a Firenze. Il grande difensore del papa, il re di Napoli, con la sua esperienza sa come sobillare la Toscana. Firenze chiede aiuto ai suoi referenti tradizionali, Milano e Venezia. Si impegna solo Venezia: c’è una guerra contro il re di Napoli, abbatterlo significa liberare l’Adriatico!
C’è un documento in cui troviamo scritto che si tiene per certo che la guerra dei Turchi sia stata opera dei veneziani …
I retroscena certo ci sono ma nessuna prova per gli storici, e perché si possa dire: “Questa è la verità”, occorrono le prove.
Agli storici, perciò, restano solo domande: Perché lì? E perché solo lì? Non ci fu, infatti, altro attacco dei turchi all’Occidente.
Forse i fatti, molti fatti di ieri e di oggi, restano velati, ma le domande e l’accurata e costante ricerca devono sempre animare lo studio dei fatti e della storia: questo è l’invito che ho raccolto e che, ci auguriamo, accolgano i giovani che verranno. Ché, togliere i veli e fare verità, significa dare spazio alla luce e la luce, si sa, rende più colorato e bello il nostro mondo.

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