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Onda su onda: raccontato dal regista e attore Rocco Papaleo

24 Feb 2016 | Nessun Commento | 899 Visite
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20160224_121150Due uomini inappagati, insoddisfatti. Una nave merci che va per mare e li trasporta verso Montevideo, uno è Ruggero Chiaromonte un cuoco di bordo, l’altro, Eugenio ‘Gegè’ Cristofori, un occasionale passeggero, un cantante che non è mai riuscito a brillare nella sua professione. Cosi nel piccolo spazio che li ospita si incontrano e si scontrano, essendo uno idealista deluso e l’altro un egocentrico vanitoso.

Ad interpretarli Rocco Papaleo e Alessandro Gassmann coadiuvati da un vasto cast e da un coro di ufficiali italiani e marinai di varia etnia che, oltre a svolgere i loro lavoro di uomini di mare, si dedicano ad diverse attività come schitarrare canzoni popolari.

Stiamo parlando di Onda su Onda, il terzo lavoro alla regia di Papaleo che ha presentato il film, stamane, durante la conferenza stampa al Grande Albergo delle Nazioni di Bari. Già nelle sale dal 18 febbraio il nuovo lavoro del regista lucano, che ha curato anche la colonna sonora, è -così come ha detto il regista- un esempio di comicità malinconica, un sorriso costante accompagna tutto il film, una ballata comica, così come è stato definito.

“L’intenzione del film –afferma Papaleo- prevarica l’idea di commedia canonica, c’è una malinconia di fondo che si delinea in tutto il film. Sono stato definito da Gassmann ‘regista jazz’ e accetto ben volentieri questa definizione perché il jazz non è semplice improvvisazione ma è rigoroso e armonioso al tempo stesso. Nei miei lavori anch’io sono rigorosamente attento ma concedo qualcosa all’estemporaneo e mi lascio trasportare dall’ambiente e dal luogo che mi circondano”.
Il luogo in questione è l’Uruguay, infatti, cinque delle sette settimane di riprese sono state fatte a Montevideo e in luoghi limitrofi : “Ho scelto l’Uruguay – ci spiega Papaleo- perché, oltre ad affascinarmi, ho ritenuto che avesse un’assonanza geografica con la mia terra, la Basilicata. Entrambe, infatti, sono circondate da regioni più conosciute, quindi ho voluto riscoprire luoghi non convenzionali e con meno notorietà”.

Onda su onda, prodotto dalla Warner Bros, dall’Indiana Production e da Less Is More Produzioni e distribuito dalla Warnen Bros, partendo dal racconto di due personaggi così diversi tra loro, sembra nascondere, dunque, le svariate sfaccettature delle frustrazione che grava sulla maggioranza degli esseri umani. Così quell’incomprensione iniziale che si avverte tra i due protagonisti è destinata a trasformarsi in complicità, dato che in fondo sono entrambi artisti incompresi in cerca di una via d’uscita dalla propria solitudine esistenziale.

“Sono molto contento di questo film –ha aggiunto il regista- che credo essere più maturo e più complesso rispetto ai primi due. Il titolo Onda su onda, oltre ad essere una canzone bellissima di Paolo Conte, è stato scelto, innanzitutto, perché orecchiabile e musicale, ma soprattutto perché ha una corrispondenza con il senso del film. All’interno del mio lavoro, infatti, si scoprono delle relazioni e non solo, ciò può essere inteso come un movimento continuo come, appunto, quello dell’onda”.

“Nei miei film ho bisogno di vivere l’umanità e con Gassmann ci sono riuscito. E’ il quinto film che giro con lui e siamo molto complici. In più – ha concluso Papaleo- ci lega il fatto di essere diventati padri nello stesso periodo”.

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