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Oggi a Barletta la presentazione di “Case”, l’ultimo libro del filosofo Ermanno Bencivenga

20 Mar 2015 | Nessun Commento | 823 Visite
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eb_lsdSi terrà oggi, alle ore 18.30, presso la libreria “La Penna Blu” a Barletta, in Corso Vittorio Emanuele, la presentazione del volume “Case” scritto dal Professore italoamericano Ermanno Bencivenga, edito dalla casa editrice Cairo Editore e presentato dallo scrittore Tommy Dibari, barlettano Doc che modererà l’evento. Introdurrà i dialoghi Francesco Maria Asselta, autore teatrale e televisivo, responsabile eventi per la “Fiera del Levante”. Tommy Dibari farà gli onori di casa, in un incontro dal sapore filosofico ma strettamente legato alla fisicità di uno dei luoghi più comuni che ci circonda: “Case” oltre ad essere il tema di dibattito è il titolo dell’ultimo libro di racconti di Ermanno Bencivenga, uno tra i filosofi italiani, più apprezzati all’estero, un romanzo che racconta l’importante ruolo della casa nella nostra vita. Durante la serata interverrà anche Marco Garavaglia, Vice Direttore Generale Cairo Editore, ex Editor per Arnoldo Mondadori. “L’ennesima possibilità per la città della Disfida, nell’ospitare professionisti e rappresentanti di cultura in Italia e all’estero – ha detto Tommy Dibari, che ha invitato personalmente il docente Ermanno Bencivenga e l’editore Marco Garavaglia – non capita tutti i giorni, poter ascoltare e apprendere da un noto professore di filosofia, con un notevole successo oltreoceano, una “pseudo lezione” di filosofia in un luogo quasi dimenticato, il Sud Italia, dove ormai la cronaca fa da padrona.”

Il libro

“Non siamo puri spiriti. Siamo corpi che abitano uno spazio, e il modo in cui lo abitiamo riflette ed esprime il nostro essere, le sue qualità e le sue patologie.”

Sei racconti che hanno, in diverse forme, un rapporto particolare con il proprio spazio vitale, che definisce la loro esistenza come un appuntamento mancato, un’attesa inutile in una terra di nessuno. In questi racconti, piccole tranche de vie, talvolta la casa soffoca e opprime i protagonisti; talaltra s’impone precisamente attraverso la sua assenza (l’assenza è una delle manifestazioni più intense di presenza, avrebbe detto Sartre). Ci sono Carlo e Laura Dadda che costruiscono tutta la vita intorno a un salone che si trasforma nella loro rovina; ci sono gli Iovine, Raffaele e Antonietta, notai da generazioni così impegnati a dimostrare al mondo la propria fortuna da non vedere l’umiliazione cui sono costretti; ci sono Luca Spiazzi, single incallito, felice di essere scampato al pericolo di accasarsi e Stefano Trotti che lavora quattordici ore al giorno per mantenere un appartamento dove dorme soltanto, stremato, la notte; poi ci sono i coniugi Cutrupi, lui nobile decaduto, lei figlia di un fornaio arricchito, schiavi in modo diverso di un antico palazzo e Demetrio Rota che compra un biglietto di sola andata per New York per lasciarsi alle spalle la casa costruita dal padre, in Calabria, che da focolare è diventata carcere.

L’autore

Ermanno Bencivenga, nato a Reggio Calabria nel 1950, dopo la laurea in filosofia, ha lasciato l’Italia, trasferendosi prima in Canada per gli studi di dottorato e poi negli Stati Uniti, è professore ordinario all’Università di California dal 1979 e collaboratore del Sole 24. I suoi interessi di studio, nel corso del tempo, hanno riguardato la logica formale (negli anni settanta), la storia della filosofia (negli anni ottanta), l’etica, la filosofia politica. Rispetto attenzione e umiltà sono alcune tra le peculiarità che lo contraddistinguono. Logico di fama, ha dato importanti contributi alla filosofia del linguaggio, alla filosofia morale e alla storia della filosofia, Bencivenga come ha dichiarato in un’intervista è: “Un miscuglio, fra tutte le persone che ho incontrato e che hanno lasciato segni in me. Un insegnante come metafora – è la sua massima – tutti noi ci insegniamo continuamente in tutti i nostri contatti e scambi quotidiani.”

Tra le opere ricordiamo: “La filosofia in trentadue favole”, saggio del 1991, ripubblicato negli Oscar Mondadori nel 1997.

“Giocare per forza. Critica della società del divertimento”, dedicato all’importanza del gioco e all’esame critico del sovvertimento di senso di cui esso è stato fatto oggetto nella società contemporanea.

“L’etica di Kant: la razionalità del bene”, una riflessione sul concetto di Etica in Kant e sul fondamento logico-razionale del Bene.

Avevo la casa, certo, ma a che scopo?” – tratto da “Case”.

L’ingresso è gratuito, la disponibilità dei posti è limitata.

Per info sull’evento: https://www.facebook.com/events/886995984698151.

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