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Nuove riduzioni per i fondi alla borsa alimentare dal Parlamento Europeo

22 Giu 2011 | Nessun Commento | 1.860 Visite
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africa
E’ finita sotto la scure europea dei tagli al bilancio la borsa alimentare che distribuisce cibo gratis ai poveri: un programma di grande solidarietà europea che da anni sostiene i più vulnerabili e le famiglie che vivono in condizioni di disagio economico. Basti pensare che in Europa ci sono «43 milioni di persone a rischio povertà alimentare», ossia cittadini che non possono permettersi un pasto decente ogni due giorni. E proprio su quel programma la Commissione europea è dovuta intervenire riducendo del 77% i fondi Ue per il 2012, che scendono così ad appena 113,48 milioni di euro, invece dei quasi 500 milioni degli ultimi anni. E pensare che solo nel 2009 quei fondi hanno permesso di distribuire oltre 440mila tonnellate di cibo gratis a 18 milioni di persone in Europa. L’Italia, tra i partner europei più attivi su questo programma, vedrà cadere la propria dotazione da oltre 100 milioni a 22,1 milioni di euro. Immediata è stata la reazione del ministro per le Politiche agricole e alimentari, Saverio Romano, che ha fatto iscrivere il tema degli aiuti Ue agli indigenti nell’ordine del giorno del Consiglio dei ministri dell’Agricoltura, in programma il 28 giugno a Lussemburgo.

Ufficialmente, infatti, il taglio dei contributi europei è conseguenza di una sentenza della Corte di giustizia dell’Ue nella quale si afferma che, in base alle regole attuali, gli alimenti destinati ai poveri devono provenire dalle eccedenze nei magazzini pubblici dell’Ue. Ma i granai europei, come i depositi di latte in polvere sono quasi vuoti ed è così che, bloccando le scorte ancora esistenti, il commissario Ue all’agricoltura Dacian Ciolos è riuscito a destinare al programma alimentare 2012 alimenti per un valore di 113 milioni.

Per modificare il regolamento in vigore Bruxelles ha presentato da quasi due anni ai ministri dell’Agricoltura dell’Ue una nuova proposta che ha ricevuto il sostegno politico del Parlamento europeo. Quel testo però continua a essere respinto dai partner più intransigenti sotto il profilo di bilancio Ue: in testa Regno Unito e Germania, ma anche Olanda, Svezia, Danimarca, Repubblica Ceca.

L’Italia ha raccolto la sfida di ricercare una soluzione con grande soddisfazione di Bruxelles. Ciolos ha assicurato: «C’e il nostro impegno politico a favore di un programma la cui importanza è riconosciuta da numerose associazioni caritative e Ong in tutte Europa. Dobbiamo trovare il modo per continuare a realizzarlo». Per farlo bisognerà però attendere il primo luglio e la più sensibile neopresidenza polacca dell’Ue.

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