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Noto, la cittadina perla del Barocco nella splendida Sicilia

29 Ott 2010 | Nessun Commento | 2.335 Visite
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noto
Posta circa a metà strada tra Portopalo e Siracusa, Noto è una delle località più note della Sicilia. Patrimonio dell’umanità UNESCO, è un vero e proprio paradiso di architettura, arte ed enogastronomia. Di conseguenza non ci si può esimere dal visitarla, dedicandole due/tre giorni di cui uno da trascorrere nel vicino litorale.
Noto si trova a 32 Km da Siracusa ed a 165 m. sul livello del mare. Il territorio circostante è prevalentemente montuoso o collinare, con piattaforme rocciose che degradano progressivamente verso il mare, dove originano spiagge, porticcioli naturali e incantevoli insenature. Il clima è tipicamente mediterraneo, con inverni miti e piovosi che si alternano ad estati calde ed asciutte, mitigate dalla ventilazione e dalla frescura che non abbandona mai i rilievi circostanti attraversati da numerosi corsi d’acqua a regime torrentizio.
Noto è conosciuta nel mondo per lo straordinario impianto barocco, assolutamente omogeneo ed unitario a causa dell’unità di spazio e di tempo nel quale avvenne la costruzione della nuova città dopo il sisma. Il terremoto del gennaio 1693 infatti rase al suolo la città che fu poi ricostruita su un’altra altura chiamata collina delle Meti, situata più vicina alla costa.
L’impianto urbanistico della città è impostato su uno schema ortogonale regolare, scandito da assi paralleli tra i quali primeggia il Corso Vittorio Emanuele.
Negli ultimi anni il turismo in città si è andato via via incrementando sia da parte di quei siciliani che hanno preso a riscoprire le straordinarie bellezze architettoniche e paesaggistiche del territorio isolano, sia da parte di visitatori oltre stretto e oltre confine che ritrovano in Noto la culla del barocco, anzi l’unico vero prototipo di “città barocca”.
Partendo da Portopalo, dopo circa un’ora entriamo a Noto e, dopo qualche attimo di difficoltà causato dall’eccentrica viabilità locale, con svariati sensi unici che complicano non poco l’orientamento, troviamo un grazioso Bed & Breakfast gestito da una coppia di anziani situato in pieno centro, lungo via Cavour, a due passi dalla Cattedrale di San Nicolò. Il posto in questione è il Bed & Breakfast Montevergini che, eccezion fatta per le difficoltà nel trovare parcheggio nelle vicinanze, è senza dubbio buono, avendo camere piuttosto grandi, pulite e squisitamente arredate, oltre ad ambienti comuni come il giardino per la colazione o un salotto davvero meravigliosi, in quanto scavati direttamente all’interno della roccia calcarea della collina sulla quale si inerpica tutta la città di Noto.
Concordato il prezzo per due notti a 110 euro, sistemiamo i bagagli e scendiamo verso la piazza principale, quella su cui si affacciano la Cattedrale e Palazzo Ducezio, due tra i migliori esempi di architettura barocca del centro.

notoA pochi metri dalla cattedrale si trovano invece i due bar più rinomati di Noto, dove mangiare il miglior gelato del mondo: il Caffè Sicilia e la Pasticceria Costanzo. Conviene provarli entrambe, per i deliziosi gelati alla mandorla e per i dolci tradizionali davvero squisiti. Nel pomeriggio proseguiamo nella visita di Noto, passando in rassegna alcuni tra i palazzi più importanti, di cui meritano di essere apprezzati soprattutto gli sfarzosi balconi, le chiese di San Carlo e San Domenico e la bella Porta Reale. Al calar del sole decidiamo di cenare al ristorante Barocco dove, dopo un primo a base di penne alla norma, mangiamo un secondo di carne grigliata davvero molto buono, ovviamente accompagnato da una bottiglia di Nero d’Avola.
Nei dintorni, a 10 km. dalla Noto moderna, si trova Noto antica, centro siculo poi ellenizzato, ricchissimo in epoca romana e ancora fiorente nel medioevo. Vale la pena di fare una passeggiata tra i ruderi, affascinanti perché ormai avvolti nel folto di una vegetazione che li ha inghiottiti quasi del tutto. Notevole importanza riveste inoltre l’area archeologica di Eloro, l’antico centro fondato dai Siracusani nel VII sec. a.C..
Segnaliamo in particolare il santuario extra-urbano dedicato a Demetra, i tratti della cinta muraria dell’impianto urbano e l’area sacra, i resti dell’Agorà e del teatro.
I reperti di pregio provenienti da quest’area si trovano nel Museo Civico.
Questo museo è aperto dal 1965 ed una volta era allestito nei locali dell’ex Monastero dello SS. Salvatore, conserva materiale archeologico rinvenuto nel territorio circostante e frammenti d’opere, soprattutto scultoree, provenienti dall’antica Noto, interamente distrutta dal terremoto.
L’ultimo giorno decidiamo di trascorrerlo a rilassarci in riva al mare. Chiedendo informazioni alla proprietaria del nostro Bed & Breakfast ci facciamo consigliare la spiaggia di Fontane Bianche, una amena località balneare che vanta un lungo litorale sabbioso sul quale trovano spazio anche alcuni stabilimenti balneari. Sulla spiaggia libera,però,i bagnanti sembrano davvero pochi. Un’interminabile sequela di bagni più e meno lunghi scandisce la giornata, intramezzata da un pranzo a base di croccanti focacce ripiene acquistate in un piccolo market poco distante dalla spiaggia.
Verso sera ci rimettiamo in macchina diretti a Noto, dove ad aspettarci c’è la granita alle mandorle del celebre Caffè Sicilia, una sorta di piccolo paradiso dei golosi dove oltre a gelati e granite da mille e una notte si possono gustare cannoli ripieni, dolcetti di marzapane e tantissime varietà di torte.
Tornati in camera per una doccia, concludiamo il nostro soggiorno a Noto con una croccante pizza presso La Vecchia Fontana, un locale piuttosto spartano situato a poche decine di metri dalla piazza principale lungo Via Vittorio Emanuele.

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