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“Nine” il musical di Rob Marshall sbarca in Italia dal 22 gennaio

18 Gen 2010 | Nessun Commento | 2.501 Visite
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nine
Il rischio c’era ed era forte, quello che il personaggio di Fellini e dell’Italia precipitassero in tutta una serie di luoghi comuni che sono soliti affibbiarci con una certa disinvoltura gli americani. Ma, alla fine, Nine il musical di Rob Marshall (Chicago) non fa troppi disastri e anzi meraviglia un pò e lusinga che la figura di un regista italiano, anche se famoso come Fellini, alla fine sia diventato un musical con tanto di mega-cast e tante canzoni che inneggiano all’italian-style. Intanto il film che uscirà in Italia il 22 gennaio distribuito da 01 in circa 250 copie, prodotto da Harvey Weinstein e candidato a cinque Golden Globe, è un musical ispirato alla versione teatrale omonima di Brodway del 1982 ispirata a sua volta alla trama di Otto e mezzo. Di scena la vita di Guido Contini (Daniel Day-Lewis), occhiali scuri e spider d’ordinanza (esattamente una mitica Giulietta) regista di fama mondiale, che vive ormai una profonda crisi creativa rispetto al suo prossimo film su cui non ha nè un’idea, nè tantomeno un abbozzo di sceneggiatura. Amletico personaggio, quello di Guido, pieno di figure femminili da gestire e con cui fare i conti. C’è appunto la fedele moglie (Marion Cotillard), la sua amante (Penelope Cruz), la sua musa ispiratrice (Nicole Kidman), la sua amica costumista (Judi Dench). Ma ci sono anche una procace giornalista americana (Kate Hudson) e, infine, c’è sua madre (Sophia Loren).

Nel cast del film girato quasi tutto in Italia, oltre la Loren, tanti attori nostrani in ruoli minori come Valerio Mastandrea, Roberto Citran, Valerio Mastandrea, Martina Stella ed Elio Germano. «Dopo Chicago volevo qualcosa di diverso – spiega il regista -, ma ci tengo sia chiaro che questo non è un remake di Otto e mezzo, ma casomai la rivisitazione del musical. L’opera di Fellini non si tocca». Per Marshall comunque nel suo film non ci sono stereotipi sull’Italia, ma il contrario. «Parlo di una bellissima epoca, di un’Italia affascinante. Il mio unico scopo era quello di cogliere la bellezza e lo chic di quell’epoca». Penelope Cruz che in Nine è l’amante di (Mastroianni/Fellini) non nasconde come si si sia ispirata alla figura di Sandra Milo: «non ho mancato così di vedere più volte le interviste in cui Sandra Milo parla del suo rapporto con Fellini». Anche la Cotillard si è ispirata non a caso a Giulietta Masina, moglie di Fellini, ma non solo: «ho visto per prepararmi al ruolo un documentario sulla moglie di Francis Ford Coppola che racconta di come vivesse nell’ombra di un uomo geniale e inquieto». Mentre dalla Loren, brillante come sempre oggi in una conferenza stampa strapiena, la sua felicità di aver fatto questo omaggio a un regista con cui non ha mai purtroppo lavorato: «Quando mi ha chiamato Rob Marshall ero felice, era un mio sogno fare un musical americano come quelli che vedevo da bambina. Non sapevo di dover fare una madre ma, il ruolo di madre l’ho già fatto tante volte e non mi spaventa certo». E dall’attrice anche il ricordo commosso di quando ha consegnato l’Oscar alla carriera a Fellini nel 1993:”mi ricordo soprattutto quando disse rivolto al pubblico e alla Masina in sala, adesso vedrete che Giulietta si mette a piangere». Sibillino, infine, la replica del regista sul flop del suo film al box office Usa:”sono un creativo e di certe cose non mi interesso troppo».

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