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         Direttore responsabile: Michele Traversa
NewSD. Dal nostro inviato al fronte

16 Giu 2008 | 2 Commenti | 5.527 Visite
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quirinale

 La strategia di guerra del premier alle istituzioni definite “capziose”  si muove inarrestabile verso l’obiettivo finale: salvarsi il culo un’altra volta.
A nulla è valso l’intervento del Quirinale preoccupato per il sospetto  intervento di Berlusconi sul fronte della giustizia, volto a bloccare la sentenza del processo Mills. La strategia offensiva si muove secondo due direttive: oggi verrà aggiunto un emendamento al decreto sicurezza (unico e rapido contenitore), per bloccare tutti i processi che”non destino grave allarme sociale”, commessi fino al 2001 (il suo). In un secondo tempo un disegno di legge verrà proposto per riproporre con legge ordinaria il lodo Schifani: inchieste congelate per le più alte cariche dello Stato.
Tutto ciò è possibile, nessuno scandalo. Il popolo italiano gliel’ha concesso, sia dal punto di vista del consenso elettorare che per quanto attiene al consenso d’opinione (ancora cresciuto nelle ultime settimane), in cambio dei populisitci interventi sulla sicurezza e sulla demagogica quanto inutile riduzione delle tasse. E, ad onor del vero, la destra al potere sta mantenendo le sue promesse, perciò il popolo fornisce il suo avallo anche per interventi anti costituzionali come quello dell’azione guerresca del Berlusca all’isituzione democratica della magistratura. Dopo tutto questi sono e rimangono i rischi del populismo, i rischi dell’interpretazione che si è voluta far passare dell’articolo 1 della nostra costituzione. Quest’ultimo in effetti recita: la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione; mentre invece taluni sono riusciti a far passare l’idea che: il popolo è sovrano e dunque i suoi rappresentanti possono esercitare tale sovranità senza limiti perché derivata dal popolo (o dal pubblico televisivo).
E’un appunto che abbiamo mosso molte volte, però riteniamo al quanto necessario ribadirlo ancora ed ancora lo ribadiremo: è nel rispetto dei suoi limiti costituzionali che una democrazia si esercita nel vero senso democratico, limiti posti appunto per non scivolare nel populismo, predecessore e alimento di ogni totalitarismo, sia quelli di stampo comunista (la dittatura della classe operaia) sia quelli destrorsi (la voce del popolo è voce di Dio).
Ancora una volta la giovane democrazia italiana sembra non esser all’altezza della situazione, parafrando Jovanotti: cambiano le repubbliche, cambiano i governi, passano l’estati passano gli inverni, la gente dell’Italia è sempre la stessa chiusa nei propri egoismi legata indissolumbilemente ai propri santi e ai propri padroni.

LA PAURA FA PIU’ DI 90 – Ansa–  Secondo una ricerca apparsa sulla rivista Nature Neuroscience, la paura, stampata a chiare lettere sul nostro viso, aguzza i nostri sensi e ci dispone ad affrontare il nemico che ci spaventa. Allorquando si è spaventati da qualcosa o da qualcuno, può accadere che la sensazione di terrore paralizzi il nostro corpo, causando in viso uno sconfortante pallore. Tuttavia il nostro fisico sarebbe in grado di reagire con una serie di trucchi, il più visibile dei quali è ‘il volto della paura, ovvero proprio l’espressione che si stampa sul viso quando siamo spaventati. Secondo la ricerca di Nature, quest’apparenza dello sguardo ha i suoi vantaggi pratici, sembra fatta appositamente per acuire i nostri sensi e le nostre capacità percettive, in modo da darci un’arma in più. Questa è la prima prova di una ipotesi che risale addirittura a Charles Darwin, il papà della teoria dell’Evoluzione, secondo la quale le emozioni espresse con la ‘mimica’ facciale non si sono sviluppare casualmente e conservate nel corso delle generazioni solo per piglio del caso, ma sono state attivamente selezionate e conservate perché utili: servono ad alterare l’esperienza sensoriale a seconda delle necessità del momento.  Analoga prova anche per un’altra emozione che si imprime sul volto, il senso del disgusto. In questo caso,  al contrario della paura i nostri sensi risultano attutiti, forse proprio per ‘assorbire’ il meno possibile i fattori esterni che ci trasmettono disgusto, ad esempio qualcosa di male odoroso davanti a noi, o di ripugnante alla vista. Le espressioni del viso sono un linguaggio del corpo prezioso e speciale che permette, ad esempio, al neonato di parlare con la mamma anche quando non ha ancora alcun ‘rudimento’ verbale. Il nostro viso parla per noi in tante situazioni, spesso anche quando non vorremmo che lo facesse, mettendoci in difficoltà e tradendo le emozioni che cerchiamo di nascondere a chi abbiamo di fronte.
Lo studio firmato dal neurologo Joshua Susskind dell’Università di Toronto, sostiene infine che l’ utilità della mimica è pregnante: un viso inespressivo é ‘muto’ e quindi non in grado di suscitare empatia nel prossimo, un ‘potere’ umano importante per manifestare agli altri le proprie emozioni e chiedere aiuto senza la parola. Ma adesso i neurologi canadesi hanno scoperto che c’é di più: le espressioni del viso, già preziosissime così, non sono il frutto del caso ma sono figlie di un ‘disegno evolutivo’ preciso, sono divenute nostro patrimonio come altri tratti fisici perché hanno un’indubbia utilità pratica che ne ha giustificato la conservazione nel corso di milioni di generazioni. Gli esperti hanno studiato a fondo le espressioni stampate sul nostro viso quando siamo spaventati. E hanno studiato le conseguenze sensoriali di tali espressioni.
Di conseguenza hanno rilevato che quando abbiamo paura l amimica ci aiuta: gli occhi diventano capaci di movimenti rapidi, acquisiscono un campo visivo più largo e hanno maggiore capacità di vedere un bersaglio distante. Inoltre il volume nasale aumenta permettendo l’accelerazione della velocità del respiro e quindi una migliore ossigenazione, indispensabile quando dobbiamo pensare in fretta ed essere pronti all’eventuale fuga. Insomma niente esposizione a raggi radioattivi (Hulk), niente modificazioni genetiche dovute alla puntura di insetti (Spiderman) l’indossare una micidiale armatura in ferro (Iroman), basta la paura per trasformare un uomo in un super eroe.

Io non ho paura

 E ROMA SI ACCORGE DEL GSU – Alcuni giornali capitolini hanno pubblicato stamane la notizia del rinvenimeto di uno strano murales dalla firma a loro quasi del tutto sconosciuta. All’alba,  con il primo comparire della luce è apparso su di un muro, nei pressi dell’università Roma Tre, un murales di dimensioni gigantesce i cui soggetti erano vari personaggi noti al pubblico (soprattutto televisivo) raffigurati in macabre posizioni, come su patiboli di un ideale esecuzione. Il primo ad “ammirare” l’opera è stato un vigilantes che si è dichiarato anche un pò divertito della raffigurazione a quanto pare molto ironica. Usiamo il termine “a quanto pare” dato che il murales è stato immediatamente e misteriosamente fatto coprire dalle autorità. Il vigilantes ha dichiarato poi che il murales aveva una firma ben visibile: GSU.
Mentre la maggior parte dei quotidiani locali si chiede cosa sia il GSU (non avendo evidentemente letto Lsd) noi ci domandiamo il perché della deprecabile rimozione del murales, deprecabile in quanto limita la possibilità di comprensione di questo che è un evidente messaggio dell’organizzazione. Visto che Lsd, in questa situazione si trova in prima linea, avremmo voluto vederci un pò più chiaro prima di proseguire nei contatti con il GSU, prima di prenderci la responsabilità di essere i referenti primari di questo gruppo chiaramente sovversivo.
Nessuna notizia di indagini sulla faccenda, nessuna dichiarazione da parte dell’autorità, nessuna ulteriore notizia sul web, lo stesso vigilantes sembra non essere più contattabile. Insomma, la trama si complica. Attendiamo intanto notizie dalla nostra fonte, circa un’eventuale rivendicazione, da cui il nostro invito a seguirci.

ATTENZIONE:  quest’ultima notizia è un invenzione letteraria… per sollazzarvi un pò

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