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Nel manuale di Ruben Razzante tutte le ultime novità normative sulla comunicazione

9 Feb 2017 | Nessun Commento | 806 Visite
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RUZZANTEE’ un supporto all’attività di magistrati, giornalisti e studiosi del diritto applicato al mondo delle comunicazioni, ma, per il suo stile divulgativo e scorrevole, è anche utile ai non addetti ai lavori. E’ giunto alla settima edizione il Manuale di diritto dell’informazione e della comunicazione di Ruben Razzante, docente di Diritto dell’Informazione e della Comunicazione all’Università Cattolica di Milano.
Il testo, che si avvale di una prefazione del direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto, vede la luce a pochi mesi dal nuovo Testo Unico della deontologia giornalistica, e in concomitanza con nuovo Regolamento sulla privacy, approvato di recente dal Parlamento europeo e destinato a cambiare la disciplina del trattamento dei dati personali in tutta Europa. Inoltre, il servizio pubblico radiotelevisivo si sta profondamente ripensando e una nuova legge ha mutato radicalmente la governance della Rai, il diritto all’oblio sta conoscendo nuove prospettive di attuazione, la tutela dei diritti in Rete sta progredendo, mentre il rapporto media-diritto sta subendo metamorfosi impensabili.
Il volume affronta questi e tanti altri temi, raccogliendo le ultime novità normative, giurisprudenziali e dottrinali, nazionali, europee ed extraeuropee. L’autore dà conto della consistente produzione normativa, giurisprudenziale e deontologica degli ultimi anni, da quando al giornalismo della carta stampata e a quello radiotelevisivo si sono affiancati autorevolmente il giornalismo istituzionale (uffici stampa) e quello on-line, i quali stanno guadagnandosi piena dignità professionale, ponendo l’esigenza di definire un più ampio e comprensivo quadro di regole giuridiche.
copertina-razzante-senza-quarta_1162546«Gli ultimi governi hanno trascurato il tema della democrazia della Rete e del ruolo degli over the top – ha detto Razzante alla presentazione del volume alla Fieg di Roma -. Anni fa si parlava di «google tax» e di leggi per limitare lo strapotere dei colossi della Rete. Oggi il clima è cambiato, anche grazie allo sforzo collaborativo di Google e della Fieg, e quindi va trovata una nuova sintesi, più inclusiva, tra le esigenze dei diversi attori in campo». Secondo Razzante, quindi, «il governo Gentiloni potrebbe farsi promotore di un tavolo di consultazione tra tutti gli operatori della filiera di produzione e distribuzione delle notizie e dei contenuti in Rete, dagli editori ai giornalisti, dai motori di ricerca ai social network e ai provider, per definire insieme con loro alcune linee guida per lo sviluppo della Rete e per la valorizzazione dei contenuti di qualità. Le fake news possono essere arginate se tutti coloro che operano in internet marciano uniti nella stessa direzione, consapevoli dei rischi che la democrazia corre quando si deteriora il livello dell’informazione».
L’idea di una soluzione condivisa ha trovato il favore degli operatori presenti, dal presidente della Fieg Maurizio Costa al presidente UPA-Utenti Pubblicità Associati Lorenzo Sassoli de Bianchi, dal presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Giovanni Pitruzzella al direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana, moderati dalla giornalista di SkyTg24 Maria Latella. «E’ necessaria una authority a livello europeo – ha sottolineato Sassoli de Bianchi -. Più forza c’è nella controparte degli over the top, più aumenta il potere negoziale. Nel frattempo si potrebbe realizzare un’autoregolamentazione attraverso l’istituto di autodisciplina pubblicitaria. Potrebbe essere una soluzione rapida ed efficace». «La proposta dell’Upa è molto intelligente, perché evita un intervento dello stato censore», ha replicato Pitruzzella, finito nel mirino, soprattutto di M5S, nelle settimane scorse per aver proposto la nascita di una rete di organismi nazionali indipendenti, coordinata da Bruxelles, capace di identificare e rimuovere le notizie false. «Non avevo come obiettivo né Grillo, né M5S – ha spiegato -, ponevo un problema che va oltre la vicenda italiana e riguarda il futuro della democrazia. Occorre una grande agenda che affronti la rivoluzione digitale». Anche per Costa «una authority per l’autodisciplina può essere sicuramente utile».

RUBEN RAZZANTE, MANUALE DEL DIRITTO DELL’INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE (WOLTERS KLUWER, 652 PP., 40 EURO) 

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