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Nei Musei Vaticani a Roma in mostra “Fabergè. Le immagini sacre”

4 Mag 2011 | Nessun Commento | 2.334 Visite
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Peter Carl FabergèChi si trova a passare per Roma non deve assolutamente perdere una mostra davvero bella e suggestiva. Oltre 140 opere tra uova pasquali ed icone sacre appartenute alle famiglie degli zar.
Chi vi scrive l’ha visitatata ed è rimasto assolutamente folgorato dalla bellezza e dallo splendore di quanto esposto.
Una collezione unica nel suo genere, frutto della tenacia dell’imprenditore russo Velselberg che negli anni ha acquistato e fatto rientrare in Russia una serie di uova di Fabergè.
La sua passione nascque nel 2004. Oggi la sua collezione è la più completa al mondo ma non è ancora “completa”. Altre importanti collezioni sono nelle mani del ricco imprenditore americano Forbes ed in alcuni musei americani (New Orleans e Virginia). Ma cosa sono esattamente e quando sono state create queste particolari opere che hanno conquistato i collezionisti di mezzo mondo?
Le uova di Fabergè nascono con Peter Carl Fabergè, importante gioiellerie russo al quale fu commissinata la realizzazione di una serie di uova pascuali.
Tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo gli zar Alessandro II e Nicola II commissionarono al gioielliere la realizzazione di uova pasquali, ingentilite con oro e pietre preziose. Fu un successo immediato.
Nel giro di pochi anni moltissimi orafi russi si dedicarono alla produzione di queste particolare opere, icone del potere e del lusso estremo nel quale vivevano i nobili russi di quel periodo.
Tra il 1885 ed il 1917 furono, infatti realizzate 57 uova di Pasqua, in oro e materiali pregiati, una per ciascun anno.
Il magnate russo Velselberg le ha recuperate quasi tutte ma all’appello mancano ancora 9 uova, probabilmente tenute nascoste da qualche collezionista disposto a cederle fra qualche anno e solo dietro valutazioni da capogiro.
Ma tornando a Fabergè bisogna riconoscere che l’idea gli diede la possibilità di diventare il gioielleiere ufficiale di corte dello zar Aleassandro III.
La preparazione dell’uovo richiedeva quasi un anno di tempo ed al suo interno doveva contenere una sorpresa, su esplicita richiesta della zarina. Oggi queste meraviglie vengono presentate per la prima volta in Italia.
Per impreziosire la mostra vengono presentate anche una serie di icone sacre, anch’esse tipico prodotto russo, divenute famose in tutto il mondo e che hanno ispirato molti artisti contemporanei.

Unica raccomnadazione per i nostri lettori: armarsi di pazienza e di scarpe comode. Per entrare nei Musei Vaticani la fila è sempre lunghissima. Del resto, per visitare la collezione non si paga nulla. E di questi tempi non è poco!

La mostra e visitabile tutti i giorni fino all’11 giugno, tranne la domenica presso i Musei Vaticani, Salone Raffaello. Gli orari sono: dalle 9.00 alle 16.00 Ingresso libero e gratuito.

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