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Negba, il cammino del riscatto

10 Set 2009 | Nessun Commento | 1.932 Visite
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NegbaDalla biblica ricerca della Terra Promessa alla caleidoscopica e drammatica diaspora, perennemente declinata in ciascuno dei quattro angoli del mondo, il destino errante dell’ebraismo si è fatto sintesi essenziale nell’interminabile viaggio di un popolo, grazie a Dio, mai domo.

Un viaggio intrapreso sin da Abramo all’esortazione dell’Eterno: “Negba”, ovvero “verso Sud”. E già a quei tempi il Sud indicava la direzione di Gerusalemme. Non è, dunque, solo nella suggestione della parola NEGBA che la scelta di Regione Puglia e Unione Comunità Ebraiche Italiane (Ucei) ha trovato logos, per il primo Festival della Cultura Ebraica in Puglia (6 -10 Set 09), nel quadro programmatico della decima edizione della “Giornata Europea della Cultura Ebraica”.

Negba è metafora di un cammino di conoscenza, che l’ebraismo italiano intraprende verso il Mezzogiorno d’Italia, i suoi territori e le sue comunità. “Questa parola così carica di significato”, ha sottolineato Renzo Gattegna, Presidente dell’Ucei, “è la chiave di un progetto e di un impegno per la riscoperta e la valorizzazione, con le istituzioni e i territori, dell’ebraismo perduto nel Sud Italia”.

Investendo Trani del ruolo di città capofila dell’evento, a cui faranno da corona i grani di un rosario territoriale come Bari, Lecce, Oria, Otranto, Andria e San Nicandro Garganico, la Puglia diventa meta e tappa di un messaggio identitario estremamente contemporaneo, in quanto ricco di gran parte delle diversità che rendono vivo il Mediterraneo.

Un percorso che, dall’alto di uno sguardo d’insieme, magari senza volerlo, si innesta e sovrappone a un grande itinerario di fede come la via Francigena del Sud, condividendone la prospettiva finale: Gerusalemme. Per viverlo come moderno e rinnovato cammino di riscatto, fatto di incontri, dialogo, confronto e reciproca tolleranza. Nel comune intento di dar forza alla fede, curandone gli occhi della storia e della ragione. E per dare radici solide al suo credo, che se cieco diventa fragile, integralista e pericoloso.

Con l’occasione, nel quartiere della Giudecca di Trani, l’antica sinagoga di Scolanova ritorna alla comunità ebraica e quella ancora più antica di Scolagrande, diventata nel tempo chiesa di Sant’Anna, viene destinata dalla Diocesi locale a Museo Ebraico, quale sezione dedicata ai “fratelli maggiori”, affidandone la direzione scientifica a Cesare Colafemmina, tra i maggiori esperti italiani di ebraismo.

Il programma del Festival si preannuncia nutrito e di un certo spessore. In cartellone artisti come Gioele Dix a Trani (La Bibbia ha –quasi- sempre ragione), Ottavia Piccolo a Lecce (Ma che razza di mondo), Francesco Lotoro (Jews for ever) e Mor Karbasi a Bari. Scrittori, studiosi e personalità della cultura, come Franco Cassano, Luciano Canfora, Vittorio Sgarbi e Paolo Rumiz, per dibattiti e confronti. Inolre mostre, discussioni scientifiche e celebrazioni rituali (www.moked.it/negba).

Un momento significativo per la Puglia, che continua a testimoniare un’affermata centralità nelle cronache quotidiane, e non certo solo per quelle giudiziarie, quelle più o meno piccanti o quelle di tenore politico. L’Assessore al Mediterraneo, Silvia Godelli, lo ha rimarcato con lucida incisività: “Il fuoco centrale di Negba sarà di natura squisitamente culturale”. E quasi volesse alludere ai sette fuochi della Menorah, ha aggiunto: “Il festival attraverserà i luoghi che ancora conservano i segni della memoria degli ebrei pugliesi”.

Ma il sigillo più suggestivo resta la rivendicazione orgogliosa del presidente Nichi Vendola: “L’evento ha la forza di una reinseminazione di ebraismo nel nostro territorio. E’ la più politica delle scelte della nostra amministrazione perché, quando accanto a noi tornano i fantasmi dell’intolleranza e del razzismo, occorre tenere alto il dovere della memoria e offrire a tutti la possibilità di godere degli infiniti riflessi che la cultura mediterranea offre”.

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