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Napoli Brand, l’ultima fatica letteraria di Lucio Iaccarino

24 Mag 2013 | Nessun Commento | 2.047 Visite
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Lucio Iaccarino
Noi di LSDMagazine abbiamo incontrato Lucio Iaccarino, nel suo quartier generale di Napoli. Ceo di Thinks Thanks società di ricerca e comunicazione. Scienziato sociale, scrittore, opinionista, blogger, ha lavorato all’Orientale di Napoli come Cultore della materia, ed è autore anche de La Rigenerazione, Bagnoli: politiche pubbliche e società civile nella Napoli post-industriale e del reportage Napoli bene. Oggi ci spiega il suo nuovo libro: “Napoli Brand”.

Dott. Iaccarino, cosa è Napoli Brand ?

Napoli Brand è un libro essenzialmente di marketing, racconta come ed in che misura il territorio può essere una risorsa proficua per la mission aziendale. Con i miei collaboratori ho passato sette settimane davvero intense nelle quali abbiamo fatto indagini di mercato ed una analisi attenta di quaranta brand, abbiamo studiato anche cento campagne pubblicitarie e con Napoli Brand vogliamo dare al lettore ma anche all’imprenditore un utile strumento di lavoro per far si che le loro aziende possano sempre migliorare.

Quanto è difficile fare impresa in un territorio come Napoli ed in generale nel Sud Italia ?

Ma guardi io penso che fare impresa a Napoli come a Milano sia difficile a prescindere da tutto. Importante, invece, è focalizzare l’identità dell’impresa. Chiaramente quando si pensa a Napoli la prima cosa che può venire in mente per un fattore aziendale è quello della criminalità o di altre cose negative, ma non è così, anche le aziende ad esempio di Los Angeles o di una periferia indiana possono avere grandi problemi. Io credo e sono convinto che se un’azienda vuole emergere lo fa a prescindere se si trova a Napoli o in Cina o negli Stati Uniti.

Ci racconti un episodio che Le è capitato nelle sue sette settimane di ricerca al di fuori del contesto napoletano.

Ma guardi ricordo senz’altro con piacere un episodio avvenuto al Nord. In quell’occasione ero andato a Padova per dei Focus Group e la nostra città era appena uscita dal problema dei rifiuti. Mi sarei aspettato un’accoglienza negativa da parte delle persone che poi avrei incontrato, che senz’altro si sarebbe parlato della questione rifiuti, che Napoli come sempre sarebbe stata etichettata come la città della spazzatura, della camorra e di quant’altro, ed invece i miei colleghi parlavano di Eduardo De Filippo, di Massimo Troisi, dei luoghi incantati che avevano visitato giù in Campania e di altre cose positive di Napoli. Fui sorpreso positivamente ed allora ho pensato che noi napoletani siamo troppo impegnati a guardare i lati negativi della nostra città ed invece dovremmo acquisire nozioni  importanti e positive del nostro territorio e portarle al di fuori del nostro contesto.

Secondo lei scegliere il nome giusto per un’azienda può determinare per la stessa un grande successo ?

Ma direi proprio di si. In generale comunque bisogna assegnare un nome che identifichi quella azienda in particolare. Quanto più il nome di un’azienda entra nella testa della gente, più è semplice identificare l’azienda stessa ed il prodotto che distribuisce. In generale comunque  è meglio dare all’azienda un nome breve, la semplicità premia anche e soprattutto nel marketing.

In base alla sua esperienza ci può dire come e quanto è cambiata l’economia nel mondo con l’avvento di Internet ?

E’ cambiata profondamente. Prima dell’avvento di Internet, l’economia mondiale era molto  limitata. Oggi, chiunque, può aprire un’azienda sul web e questo è importante. Internet ha dato una grossa possibilità soprattutto ai giovani: quella di guadagnare, ma ho paura che in Italia siano ancora in pochi ad averlo capito. In questo senso siamo molto indietro rispetto a paesi come gli Stati Uniti d’America o il Giappone, come la stessa Cina.

 

Quanto è importante la comunicazione per un’azienda ?

 

Direi che è fondamentale, ma anche qui purtroppo c’è un processo strano. Ad esempio con la crisi economica, le piccole aziende non investono più in comunicazione e questo secondo me è sbagliato. I grossi brand, le grandi aziende, le multinazionali invece, hanno aumentato la percentuale di investimenti in comunicazione. La comunicazione è fondamentale per la crescita di un’azienda. Nella comunicazione ci sono soluzioni alla crisi, è un peccato che le aziende piccole investano poco o niente in tal senso.

Terminiamo la nostra intervista  così come l’abbiamo cominciata e cioè facendo riferimento a Napoli Brand. Nell’ultimo capitolo si fa ancora riferimento a Napoli con la seguente domanda: “Se vi dico Napoli cosa vi viene in mente” ?…Cosa può dirci a riguardo ?

Ma penso soprattutto ai sensi che il mare riesce a risvegliare, dico questo perchè fortunatamente vivendo vicino al mare riesco a sentire questo, penso ancora ai rumori di Napoli che somigliano ad una radio sempre accesa che spegni solo quando vai a dormire. Guardo Napoli e penso che è un luogo straordinario dove c’è sempre vita e positività e questo è fondamentale anche per le aziende che voglio investire a Napoli.

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