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Museo ‘Pino Pascali’ di Polignano a Mare: due mostre fruibili sino al 25 novembre

2 Ott 2012 | Nessun Commento | 1.726 Visite
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pino pascali

Nel nuovo centro, recentemente inaugurato, della Fondazione Museo “Pino Pascali” di Polignano a Mare, rimarranno aperte fino al 25 novembre le due mostre: ‘Pino Pascali. Cinque bachi da setola e un bozzolo’ e ‘Est Ovest. Un dialogo tra Puglia e Montenegro’.
Il Museo, aperto il 1°giugno, occupa l’edificio che accoglieva l’ex Mattatoio Comunale, prospiciente l’Isola dell’Eremita.
Cinque bachi da setola e un bozzolo, curata da Fabio Sargentini, ripropone l’allestimento che nel marzo 1968 il gallerista e mentore di Pascali aveva ideato per la galleria L’Attico. Si tratta di una ricostruzione filologica di quella esposizione che precedette di pochi mesi la morte dell’artista.
I  “Bachi da setola” sono grandi sculture a forma di bruco, realizzate con materiale industriale, sgargianti spazzoloni in acrilico sostenuti da una struttura metallica, che dominano lo spazio con forme morbide e variabili; un’invasione pacifica di elementi naturali creati artificialmente. Le finte ragnatele, (che si tolgono dal muro con gli stessi spazzoloni ), furono simulate per mezzo di fili, schiume e prodotti sintetici e posizionate al di sopra dei finti bachi. Sono andate perdute, costituendo l’aspetto effimero e giocoso dell’allestimento. Oltre quindi al concetto di finzione dell’arte, Pascali innesca cortocircuiti tra parola e forma (da seta a setola il passo è breve). Dopo più di quarant’anni l’evento viene riproposto come era stato concepito nel ’68, per testarne l’impatto non ancora esaurito.
Est/Ovest. Un dialogo tra Puglia e Montenegro, curata da Rosalba Branà direttrice del Museo, Antonio Frugis e Mariapaola Spinelli, nasce dalla collaborazione tra il Museo Fondazione “Pino Pascali” e il Ministero della Cultura della Repubblica del Montenegro, con il supporto della Regione Puglia, del Consolato del Montenegro di Bari e della Fondazione “Gramsci” di Puglia. Si tratta di una selezione di artisti montenegrini, seconda tappa di un progetto nato dall’intento di creare una rete di scambi culturali con i Paesi che si affacciano sull’Adriatico. Lo scorso maggio a Cetinje, capitale culturale montenegrina, si è tenuta una collettiva di artisti pugliesi. Ora la Puglia ospita sei giovani artisti del Montenegro: Irena Lagator, Danijela Mrsulja, Marija Popovic, Natalija Vujosevic, e due artisti selezionati dall’Accademia di Belle Arti di Cetinje, Ana Pejovic e Djordje Rasovic. Le opere di questi giovani rappresentanti dell’arte contemporanea della ex Jugoslavia, dialogano con quelle degli artisti pugliesi Dario Agrimi, Cristina Bari, Raffaele Fiorella, Michele Giangrande, Claudia Giannuli, Pierpaolo Miccolis, Francesco Schiavulli, Francesca Speranza, Giuseppe Teofilo e Nicola Vinci. E’ così che Carne di Schiavulli duetta con Pillows for tears keeping di Danijela Mrsulja, omaggio alla tradizione delle donne slave di consegnare agli uomini che partivano per la guerra oggetti che avessero raccolto le loro lacrime; Addicted to honey di Miccolis parla di mutazione e manipolazione genetica, proponendo un concetto di fisicità diverso rispetto alle opere già citate; dall’incontro col mondo animale nasce il dialogo fra Dario Agrimi e Djordje Rasovic, il primo con l’opera Ovazione, il secondo con Mr Marley, dove gli animali subiscono la violenza umana, come ad esempio la gallina tassidermizzata di Agrimi, proprietaria però di un uovo d’oro. Il tappeto di Michele Giangrande può essere accostato a Società a responsabilità limitata di Irena Lagator. Nell’uno il metro del sarto costituisce la trama dell’opera: le figure geometriche ripetono all’infinito il modulo del metro, conferendo all’opera una nuova valenza simbolica. Nel lavoro della Lagator l’artista usa rotoli di scontrini per costruire un’installazione che delinea uno skyline cittadino. Accumulo e serialità caratterizzano entrambe le creazioni. Il processo creativo è ad un tempo accumulo e decostruzione che fa luce sulle contraddizioni del capitalismo.
Il Museo Fondazione “Pino Pascali” ospita inoltre l’Atelier Pino Pascali, in cui lo studio ricostruito dell’artista ne custodisce i cimeli (disegni, bozzetti e oggetti appartenuti all’artista), e la Collezione permanente, allestita nel piano inferiore dell’edificio, che raccoglie le opere degli artisti vincitori del Premio Pino Pascali e i lavori di alcuni artisti pugliesi già affermati e di giovani promesse.

PINO PASCALI. CINQUE BACHI DA SETOLA E UN BOZZOLO.
EST/OVEST.UN DIALOGO TRA PUGLIA E MONTENEGRO.
14 settembre- 25 novembre 2012
MUSEO FONDAZIONE PINO PASCALI
Via Parco del Lauro 119, Polignano a Mare (BA)
Tutti i giorni ore 11/13 e 17/21.  Chiuso il lunedì. Info 333 2091920.

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