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Monia Sogni, ci racconta la sua vita di artista tra arte figurativa e scrittura

30 Gen 2011 | Nessun Commento | 3.871 Visite
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Monia SogniMonia Sogni è una giovane artista emiliana che fin dagli esordi della sua carriera ha coltivato parallelamente la sua passione per l’arte figurativa e per la scrittura. Nata a Piacenza nel 1985 e diplomata come perito aziendale corrispondente in lingue estere, ha frequentato dal 2007 corsi di scrittura creativa e contemporaneamente di pittura, scultura e tecniche grafiche. Fin dal 2007 pubblica poesie e racconti quali “La Peppa e il Natale” su Terre Verdiane, “La notte di S. Lorenzo” nel libro L’ombrellone a tredici colori, “Ana e il cerchio” nel libro Undici spicchi di luna e molti altri, conseguendo numerosi premi.
Nel 2010 espone le sue opere grafiche in diverse gallerie fra Piacenza, Pavia e Roma. Nel 2009 e 2010 pubblica opere pittoriche, illustrazioni e incisioni su riviste come Cafè Babel-La rivista Europea e su Rivista Progetto Babele.
E’ prevista la sua partecipazione alle seguenti mostre presso Nemo Fashion Store a Brescia nel prossimo febbraio, alla collettiva Ab ovo presso spazi espositivi di Castel dell’Ovo a Napoli per marzo e alla collettiva Le donne nell’arte oggi ad Arconate Milano, sempre a marzo. Noi di LSDmagazine che supportiamo sempre i giovani artisti le abbiamo rivolto alcune domande.

Cosa maggiormente ispira la sua arte?

Traggo ispirazione per le mie opere dalla realtà che mi circonda e dal mio mondo interiore. Un mondo che cerca di mettere a confronto le persone con la verità della vita.

Verso che età ha deciso di fare dell’arte la propria vita?

Ho sempre avuto una forte propensione al disegno e all’arte in generale. Da bambina disegnavo abiti per la passerella e passavo ore a studiare l’arte egizia. Solo da pochi anni però ho scelto di farne la mia attività principale e penso che valga la pena di dedicarle tutte le mie energie.

Monia SogniSi sente più pittrice o scrittrice?

Mi sento principalmente incisore. In particolare ho conosciuto per caso la linografia e per me si è trattato di una rivelazione, il linoleum è immediato, forte, incisivo. Maggiormente adatto alla mia personalità.

Qual’è la sua visione del mondo?

Credo che ogni artista moderno debba affrontare i temi del suo tempo nelle opere che realizza. Il tema che io prediligo è appunto la bellezza, questo uso e abuso spasmodico che se ne fa nella nostra società credo sia avvilente, soprattutto per la donna.

A quali autori si rifà?

Ho una predilezione per Munch, Schiele e Bacon. Benché la mia ammirazione per questi tre grandi dell’arte sia incondizionata, cerco di trovare uno stile tutto mio che non sia confrontabile con altri artisti, seppure del calibro di quelli già citati.

Cosa ispira la serie Destroying?

Le opere della produzione Destroying beauty sono basate sulla falsità della bellezza e sul divario fra bellezza esteriore e bruttezza interiore. Come tecniche ho prediletto l’uso di ferro zincato lavorato con mola, plasma, puntasecca, il linoleum e il transfer fotografico, a volte abbinandoli assieme.

Oltre all’incisione quali tecniche preferisce usare?

Le tecniche in cui riesco maggiormente ad esprimermi, a parte l’incisione, sono la pittura ad olio e l’acquerello.

Quale città in cui ha lavorato l’ha ispirata maggiormente?

Purtroppo non posso ringraziare nessun luogo a questo proposito, in quanto la mia ispirazione nasce da un processo mentale e intimistico.
Monia Sogni

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