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Missoni l’anarchico romantico: presentato al Bif&st il film sullo stilista italiano

26 Mar 2013 | Nessun Commento | 1.815 Visite
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Missoni Swing
Presentato in anteprima al Bif&st Bari International Film Fest (evento diretto da Felice Laudadio e presieduto da Ettore Scola) “Missoni Swing” firmato da Cosimo Damiano Damato: una piccola perla cinematografica di stile ed insolita eleganza che culla lo spettatore in una dimensione caleidoscopica di colori e suoni che avvolgono i sensi ed accarezzano l’anima. Il film è un lungo dialogo fra l’autore ed il grande creativo Ottavio Missoni che racconta il suo vissuto, con aneddoti e particolari, la sua infanzia in Jugoslavia, la guerra di El Alamein, i successi ai giochi olimpici di Londra del 1948 e poi la straordinaria avventura artistica e creativa della sua moda. Il racconto si integra con immagini coloratissime di danzatori e danzatrici che grazie alle coreografie elegiache di David Parsons fluttuano nell’aria accompagnando movimenti cromatici di tessuti vintage entrati nell’immaginario degli appassionati seguaci della sartoria. Colonna sonora preziosa è lo swing di Renzo Arbore in una rilettura in lingua americana di pezzi classici ( inseparabile crooner nella versione jazz de “Il clarinetto” e struggente in “Piove” di Modugno). Ed ecco entrare in scena Dario Fo che recita, senza che lo spettatore se ne accorga, un testo di Enzo Biagi. La personalità di Ottavio Missoni viene sviscerata attraverso le estasiate ed eccitate impressioni di un amico che lo ha conosciuto a fondo e che riesce a raccontarlo con affondi di teatralità. Perché l’autore stavolta cerca davvero di unire l’attenzione dello spettatore al bellissimo filo del vissuto di Missoni che, da affabulatore cortese e discreto, racconta esperienze come favole, i successi come incredibili sogni che si materializzano. E, ovviamente, predominano i colori: attraverso giochi di luce e giochi di danza, coreografie casuali e sfilate in una Milano che sembra saltare fuori da un’altra epoca. Il mediometraggio oltre ad offrire un ritratto personale del Missoni stilista, si rivela una preziosa analisi in chiave umana di un personaggio attento e discreto, lontano dalle roboanti sirene del caotico pianeta della moda, legato indissolubilmente alla tradizione e all’eleganza dello stile italiano, complice di questa poesia l’amore per sua moglie Rosita. I Titoli di coda sono accompagnati da Fili, canzone inedita di Erica Mou che commuove per la sua struggente intensità . Alla proiezione erano presenti Cosimo Damato, Erica Mou, il produttore Alessandro Contessa per la Bunker Lab ed il presidente del Circolo Dino Risi Lorenzo Procacci Leone. Un lavoro avvolgente e coinvolgente che conferma ancora una volta il profondo spessore artistico del regista pugliese nel racconto biografico attraverso le immagini, trovando ogni volta una cifra nuova, insolita, diversa senza perdere il suo stile poetico. L’uscita del documentario vuole essere un omaggio ai sessant’anni dalla nascita della maison lombarda: una piccola maglieria a Gallarate, destinata ad imporsi nel panorama della moda internazionale come griffe di successo diventato uno stile di vita ed ora, grazie a Damato, anche una bella storia da raccontare al cinema.
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