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Milena Vukotic star per una serata all’Auditorium Nino Rota di Bari

15 Mag 2019 | Nessun Commento | 251 Visite
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Si è concluso il progetto L’Ombra Illuminata-Donne nella Musica organizzato dal Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari in collaborazione con L’Università degli Studi . Curato dalle musiciste e docenti del Conservatorio stesso, Angela Annese e Orietta Caianello, si è speso nel valorizzare compositrici dei secoli passati di grande valore e consenso ma misconosciute, ovvero messe da parte dalla cultura ufficiale.La serata del 14 maggio 2019 presso l’Auditorium Nino Rota attiguo al Conservatorio ha celebrato con un concerto alcune di queste musiciste, ospitando l’attrice Milena Vukotic  che si è esibita nella lettura della favola di Oscar Wilde Il Gigante Egoista nella traduzione italiana di Masolino D’Amico accompagnata al pianoforte da Angela Annese su musica di Liza Lehmann.Il concerto è stato dedicato al docente del Conservatorio Valfrido Ferrari, pianista valentissimo, scomparso appena due giorni prima.Si è partiti dunque nell’ambito della musica da camera molto attesa dagli spettatori baresi (l’ingresso era gratuito) col Trio n.2 in sol minore per violino, violoncello e pianoforte di Elfrida Andrée.Va sottolineata la modernità assoluta di tale composizione che è adoperata, assieme alle altre, come materia di studio per gli esami al Conservatorio, utilizzata  anche  dagli studenti per i loro saggi.Al violino Fabio Cafaro, al violoncello Nicola Fiorino e al pianoforte Orietta Caianiello.Proseguendo, si è  stati intrattenuti  con il suono dell’arpa (recentemente acquistata dal Conservatorio) ad opera di Sara Simari, in “Rosin Castle” aria con Variazioni composta da Sophia Corri, musicista italo-scozzese, che nel 1812 fondò a Londra una scuola di musica col secondo marito, il pianista e compositore John Alois Moralt. di 10 anni più giovane, dando vita (come altre musiciste riscoperte dal Conservatorio di Bari) alla moda anticipatoria del toy boy.Tale sonata in do minore op.2 n. rivela all’inizio rigurgiti medioevali, per poi attestarsi in corso d’opera in una direzione allegra e saltellante. Introdotto quindi il giovane musicista Marcello Sette che si è esibito al violoncello in un andante meno mosso di Imogen Holst, The Fall of tle Leaf. La Holts, contemporanea, deceduta nel 1984  a 66 anni,contribuì alla riscoperta della musica rinascimentale e barocca.Ecco dunque la parte più attesa, quella dell’ingresso di Milena Vukotic, attualmente impegnata anche come ballerina nella trasmissione del sabato sera Ballando con le Stelle, al sabato su Rai Uno, nell’ambito della quale  sta ottenendo un grandissimo successo. La Vukotic ha colpito per la sua proverbiale eleganza: scialle rosso su abito  sempre rosso, lungo, abbinato a scarpe bicolori, rosse ma dalla punta verde e lacci sempre colore  verde pisello.
La voce della Vukotic narrando Il Gigante Egoista di Osca Wilde  ha dato il meglio, ben scandita, attenta e talvolta ironica, o compassionevole.Peccato che soprattutto all’inizio essa sia stata coperta dal pianoforte che creava un contrasto poco piacevole, proprio perché rendeva incomprensibile le parole.Più avanti si sono sfruttate le pause per migliorare la prestazione della pianista Angela Annese, mentre nella seconda parte la recita è risultata finalmente  più udibile.L’autrice della musica, Liza Lehmann,compose tra l’altro un quartetto vocale a cappella su testo di Lewis Carroll.Ha concluso il concerto il quartetto in si minore op.40 per due violini,viola, violoncello e pianoforte di Dora Pejacevic.La Pejacevic strinse preziose amicizie, tra l’altro con lo scrittore Rainer Maria Rilke e si sposò prima del ritiro definitivo con l’ufficiale dell’esercito Ottomar von Lumbe, di sette anni più giovane, anch’ella in barba alle regole sociali che volevano la donna accasata  con uomini più vecchi.Nonostante la bravura dei violini Carmine Scarpati e Diomira Fiore, della viola Pasquale Lepore, del violoncello di Giuseppe Grassi e della pianista Angela Annese, è parso che la composizione scelta per  il gran finale fosse fuori luogo per solennità e pesantezza.Meglio sarebbe stato scegliere qualcosa di più leggero, fruibile.Al di là di ciò, la serata ha riscosso un grande successo di pubblico.

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