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Medfilm 2012. Iraniani e israeliani, fino al 28 ottobre uniti in nome del cinema

18 Ott 2012 | Nessun Commento | 852 Visite
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Medfilm 2012Vedere rappresentanti istituzionali iraniani e israeliani nella stessa sala non è facile: ma è ancora più difficile vederne due che si stringono la mano. Eppure, è quello che è successo alla Casa del Cinema di Roma, dove si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della 18/a edizione del MedFilm Festival. Poco prima di prendere posto, l’addetta culturale israeliana e il direttore dell’Istituto di cultura iraniano si sono salutati con una stretta di mano: un piccolo gesto di buon auspicio per una manifestazione che fa del dialogo il suo obiettivo numero uno. Dal 19 al 28 ottobre nell’ambito della rassegna verranno proiettati in tutto 86 film da 28 Paesi, divisi in tre sezioni: lungometraggi, corti e documentari; le anteprime nazionali sono 50. In agenda ci sono anche incontri con registi e attori, tra cui spicca Leila Hatami, già interprete della pellicola iraniana premio Oscar ‘A separation’.

«I festival sono tanti – ha dichiarato Caterina D’Amico, direttore artistico della Casa del Cinema, aprendo la conferenza stampa -, ma questo è quello che si mette in gioco più di tutti. E oggi questa rassegna è ancora più preziosa, visto l’appiattimento della distribuzione». «In questo momento di crisi economica – ha detto invece Lucio Battistotti, direttore della Rappresentanza in Italia dell’Unione Europea – stanno riemergendo i peggiori stereotipi nazionalistici: gli italiani sono inaffidabili, i greci fannulloni, i tedeschi cattivi. Per combattere una simile deriva abbiamo un gran bisogno di manifestazioni come questa, perchè incoraggia la conoscenza dell’altro, aprendo finestre su cinematografie sconosciute in Italia. Il che è in linea con il motto dell’Ue, che dice: ‘Uniti nella diversità»’.

Ad ascoltare D’Amico, Battistotti e gli organizzatori del festival – prima tra tutti il direttore, Ginella Vocca – erano seduti in prima fila i rappresentanti di svariati Paesi euromediterranei. Non solo Iran e Israele, ma anche Francia, Tunisia, Marocco, Romania. Menzione speciale per la Slovenia: l’ambasciatore Iztok Mirosic è stato infatti uno degli oratori, visto che quest’anno il suo Paese è stato scelto come ospite d’onore (insieme alla sponda sud del Mediterraneo). «Ne siamo molto lieti – ha affermato Mirosic -, anche perchè quest’anno le relazioni diplomatiche tra Lubiana e Roma compiono 20 anni». «Questa edizione del MedFilm Festival è speciale – ha dichiarato invece Vocca -, non solo perchè siamo diventati maggiorenni, ma anche perchè avevo temuto che non saremmo riusciti a condurla in porto». Il riferimento amaro è al budget «inadeguato» con cui l’organizzazione della manifestazione ha dovuto arrangiarsi: «In tutto, appena 45 mila euro per un anno di lavoro». Ma alla fine, giocando di equilibrismo, «siamo riusciti persino ad assicurarci la presenza di un’attrice di film da Oscar come Hatami». «Il MedFilm Festival – ha aggiunto poi il direttore – dà a Roma la possibilità di proporsi come capitale culturale del Mediterraneo. Il rapporto con la sponda sud è una risorsa preziosa per tutta l’Europa, se l’Europa vuole crescere. Per riuscirci, deve però guardare al sud con rispetto, per cercare di cogliere la portata dei cambiamenti geopolitici nell’area». Il valore di questa rassegna è stato riconosciuto anche dalla Presidenza della Repubblica, che l’ha premiata conferendo una targa, esposta in bella vista sul tavolo degli oratori.

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