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Manovra: Unimpresa, su di 13 miliardi il costo del lavoro nel triennio 2020- 2022. Analisi della Nadef

8 Ott 2019 | Nessun Commento | 109 Visite
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Giovanni Assi delegato nazionale Unimpresa

Costo del lavoro in aumento nel triennio 2020-2022: sono infatti destinati a salire di oltre 13 miliardi di euro i contributi sociali nei prossimi tre anni pari a un incremento di oltre il 5%. Il gettito che di fatto corrisponde ai versamenti previdenziali a carico delle aziende si attesterà a quota 241 miliardi di euro quest’anno per poi crescere costantemente: 245 miliardi nel 2020, 249 miliardi nel 2021, 254 miliardi nel 2022. E’ quanto emerge da un’analisi del Centro studi di Unimpresa secondo cui nel triennio 2020-2022 il gettito complessivo nella casse dello Stato salirà di 61,9 miliardi (+7,6%) da 827 a 889 miliardi. “Per dare fiato alle imprese, servono urgentemente misure dirette all’alleggerimento del costo del lavoro per le nostre imprese: è quello che le aziende chiedendo continuamente. Si era tanto parlato di interventi a vantaggio delle imprese con una riduzione del costo del lavoro, col principale obiettivo di ridurre proprio il carico contributivo, ma a oggi di tutto questo, nelle intenzioni del governo e della maggioranza, non vi è nulla di concreto” commenta il consigliere di Unimpresa con delega al welfare e al lavoro, Giovanni Assi.

Secondo l’analisi del Centro studi di Unimpresa, realizzata sulla base della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza del 30 settembre scorso, nei prossimi anni, nell’ambito di una crescita complessiva delle entrate nelle casse pubbliche, è previsto un incremento sensibile proprio dei contributi sociali ovvero i versamenti delle imprese relativi alla forza lavoro. Nei prossimi tre anni, i contributi sociali saliranno di 13,5 miliardi di euro (+5,75%): dai 241,4 miliardi di quest’anno si passerà a quota 254,9 miliardi nel 2022 (245,4 miliardi nel 2020 e 249,3 miliardi nel 2021). Un forte incremento che segue una crescita complessiva di tutte le entrate pubbliche: dagli 827,1 miliardi del 2019 agli 889,1 miliardi del 2022 con una salita di 61,9 miliardi (+7,62%).

Saliranno tutte le entrate tributarie di 48,4 miliardi (+9,62%) da 506,3 miliardi del 2019 a 554,8 miliardi del 2022 (+9,62%): un aumento legato soprattutto alle imposte indirette (di cui l’Iva è la principale) che cresceranno di 40,5 miliardi (+16,02%) da 255,1 miliardi del 2019 a 295,5 miliardi del 2022; le dirette (Irpef, Ires, Irap) sono destinate ad aumentare di 7,9 miliardi (+3,20%) da 250,1 miliardi del 2019 a 258,1 miliardi del 2022. Complessivamente, la pressione fiscale passerà dal 41,9% di quest’anno al 42,3% del 2022. Per il consigliere di Unimpresa “le aziende addirittura si stanno vedendo sottrarre quelle già poche misure a disposizione per mancanza di fondi. Gli imprenditori vogliono interventi tangibili e soprattutto stabili nel tempo su cui programmare la loro attività nel tempo”.

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