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L’uomo sbagliato, l’ultima fatica letteraria di John Katzenbach

25 Gen 2013 | Nessun Commento | 1.295 Visite
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John Katzenbach«Non ho cominciato a scrivere questo genere di narrativa secondo un preciso progetto, ma so bene che l’origine di ogni scrittore ha le radici nel suo passato, perchè siamo plasmati dalla nostra storia personale, e in casa mia si parlava sempre di psicologia e di legge», racconta John Katzenbach, nato a Princeton nel 1950 e figlio di una psicanalista e un avvocato di successo, autore di legal thriller psicologici tradotto in 21 paesi, per anni cronista di nera per il Miami Herald e il Miami News, dai suoi libri sono stati tratti film di successo come Maledetta estate (1985), La giusta causa (1995, con Sean Connery) e Sotto corte marziale (2002, con Colin Farrell e Bruce Willis).Lo scrittore americano è stato in Italia per il lancio del suo ultimo romanzo, ‘L’uomo sbagliatò, di cui è protagonista Ashley Freeman, attraente e dotata studentessa di storia dell’arte. La sua è una vita normale fino a quando, complice l’alcol, trascorre una notte con uno sconosciuto, Michael O’Connell. Da allora la sua vita diventa un inferno, perchè Michael è vinto e posseduto dall’ossessione di stare con Ashley, per sempre e a ogni costo. Vero e proprio stalker, le intimidazioni non fanno che fomentare il suo violento desiderio e, come un rabbioso e scrupoloso predatore, mette sotto assedio l’esistenza della sua preda e trascina nella sua ragnatela la famiglia che cerca di proteggerla, in una spirale di minacce e infamanti menzogne, costruite grazie alle anonime armi di Internet. «Spesso faccio lunghe conversazioni con mia madre sulle patologie psicologiche. Prima di scrivere un libro, penso, come lei mi spiegò una volta, che i pazienti spesso non sono quello che raccontano di essere – spiega Katzenbach – e l’ho fatto anche prima di affrontare ‘L’uomo sbagliatò, per saper cosa può causare la paura, da una parte, e come cresce un’ossessione dall’altra. Questo perchè sono convinto che sia necessario scrivere di queste cose con una certa precisione, ma senza naturalmente cadere nella trappola di creare ritratti patologici che sembrano cartelle cliniche».Per quel che riguarda il padre, invece, dice di essere stato influenzato di più dai suoi racconti, dalla sua storia: «Due miei libri sono nati da idee, da stimoli arrivati dai miei genitori, e quando in un romanzo il protagonista l’ho fatto partecipare alla seconda guerra mondiale gli ho dato le esperienze che conoscevo di mio padre».Il romanzo affronta il grave problema degli stalker: «Nascono da un comportamento ossessivo e sono un problema che esiste ovunque. Spero arrivi all’attenzione sociale, appena la stampa se ne interesserà abbastanza, invece di attribuire certi delitti a motivi stereotipati. In Italia, poi, mi pare, il problema si lega anche al particolare legame uomo-donna: se va male, spesso va davvero a finire male».’L’uomo sbagliatò è già diventato un film della tv francese Antenne 2 ‘molto ben riuscitò, come sottolinea Katzenbach, che si lamenta invece dei film nati da altri suoi romanzi: «troppo spesso i registi si perdono per strada, dimenticano quella suggestione da cui erano partiti, quella del libro che li aveva attratti. Per la riduzione di The madman’s tale (in italiano ‘La storia di un pazzò, ed. Mondadori) mi sono impegnato personalmente ed ho imparato a scrivere una sceneggiatura, che è piaciuta al regista australiano Gregory Read. Vedremo sono sono stato più bravo di tanti specialisti di Hollywood’’.

JOHN KATZENBACH, L’UOMO SBAGLIATO (FAZI, PP. 600, EURO 17,50)

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