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L’ultimo dei “Mice Parade” tra ritmi tribali e chitarra flamenco

13 Set 2010 | Nessun Commento | 1.898 Visite
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Mice Parade
Musica africana e brasiliana, il flamenco e il rock. Difficile crederlo ma queste tessere compongono lo stesso puzzle. Incastrate tra loro compongono What it means to be left-handed, sesto album pubblicato dai Mice Parade per la Fat Cat Records, indie-label britannica.

Adam Pierce, un signore ai più ignoto, cela il suo nome dietro l’anagramma che battezza la sua creatura, e spesso si occulta tra le fila di un ensemble validissimo ma pur sempre dipendente dalle sue trovate. Polistrumentista generoso quanto cinico, Pierce è capace di catturare il respiro della world music e di soffocarlo solo per rispondere al nostalgico richiamo di un rock a stelle e strisce – stropicciato e punk – che replica Mallo Cup dei Lemonheads.

What It Means To Be Left-Handed ha i colori di una festa e i profumi dell’estate. E’ un album piacevole da ascoltare e riascoltare, un album che resta. Un risultato che incoraggia e lascia pensare che, dopotutto, ci sono ancora artisti capaci di aprirti cuore e orecchie. Tra percussivi ritmi tribali, delicati arpeggi di chitarra flamenco, suoni sudamericani e morbide armonie vocali si articola una raffinata sinfonia. Il melting pot di musicisti si palesa nel caldo vagito di quella Kupanda che ha dentro il continente nero. Lo swahili esaltato dalla voce di Somi evoca echi dall’ovest dell’Africa mentre la kora, 21 corde tese su uno strumento a metà tra arpa e liuto, s’intreccia a vellutati vocalizzi. Ma è Caroline Lufkin, una Björk d’oriente, a primeggiare in molti brani. Da brivido il duetto eseguito con Pierce, che ne accompagna la voce solista, sulla scintillante, saltellante e multicolore In between times. Sarà il singolo trainante (stampato in vinile, come ai bei tempi) che verrà trasmesso in radio.

Mice ParadePierce dispiega piano, come a voler svelare una confidenza, la sua calda voce e detta i tempi dello spartito con l’immancabile chitarra flamenco. Migliaia di ritmiche pennate, ma dal suono fluido, impregnano un disco tropicale e vivace che non disdegna sonorità riflessive e urbane, come nella vagamente chill-out Tokyo Late Night. Il commiato è per il malinconico rifacimento di Mary Anne, splendido acquerello del 2004, composto dal talentuoso folk singer Tom Brosseau. Un pugno di accordi dal ripetersi ciclico che non dovrebbe mai finire, proprio come una festa, proprio come l’estate.

What it means to be left-handed esce il 13 settembre e i Mice Parade si esibiranno il 21 ottobre a Torino (allo Spazio 211), il 22 a Roma (Init) e il 23 a Bologna (Lokomotiv).

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