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Lsd speciale Euro2008: Spagna e Svezia

6 Giu 2008 | Nessun Commento | 7.927 Visite
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Innsbruck

 Ultimo appuntamento con la rassegna sportiva e “storica” sull’euoropeo 2008, al via domani alle 18.00. Ma non ultimo appuntamento con l’europeo, visto che realizzeremo un breve compendio sulle rispettive società delle nazionali che conquisteranno l’accesso alle semifinali (privilegeremo le squadre qualificata alle semifinali solo per questioni di brevità). Questa nostra ha voluto sottolineare non l’importanza della manifestazione, né del “giuco del calcio” in sè, bensì abbiamo voluto porre l’accento sulla storia delle squadre nazionali (corredata da un commento meramente sportivo alle situazioni delle rappresentative nazionali), per potervi dar conto dell’importanza culturale del calcio oggi ridotta a comparsa in un mondo che fa del calcio un prezioso meccanismo economico. Senza predendere di inscrivere questa storia nella Storia (con la S maiuscola) abbiamo cercato di evidenziare la natura del calcio, cioè quella di gioco, occasione di incontro, occasione per realizzare piccoli miti e piccole epopee.
Concludiamo quindi la nostra rassegna con le rappresentative di Spagna e Svezia, ovvero le restanti del girone D, e i loro primi incontri si disputeranno a Innsbruk e Salisburo.
SPAGNA

Giocatori spagnoli

I ventitre – Portieri: Iker Casillas, Andrés Palop, Pepe Reina. Difensori: Raúl Albiol, Fernando Navarro, Carlos Marchena, Carles Puyol, Joan Capdevila, Sergio Ramos, Álvaro Arbeloa, Juanito. Centrocampisti: Andrés Iniesta, Xavi Hernández, Cesc Fàbregas, Santi Cazorla, Xabi Alonso, Marcos Senna, Rubén de la Red. Attaccanti: David Villa, Fernando Torres, Sergio García, Daniel Güiza, David Silva.

La squadra – Qui parliamo dell’eterna incompiuta del calcio internazionale. Addirittura più incompiuta del Portogallo, se si pensa a come le squadre di club spagnole abbiano dominato spesso le competizioni europee. A questo domini è corrisposto ben poco, tanto che la bacheca della nazionale, se si esclude l’europeo del ’64 giocato in casa, resta priva di trofei importanti e ricca di clamorosi insuccessi ed eliminazioni. La squadra, sempre stracolma di campioni, non è in passato riuscita a trovare la quadratura necessaria a garantirle concretezza nei momenti clou. Anche durante queste ultime qualificazioni si è mossa a corrente alternata, tuttavia il Ct Aragones, proclama di aver trovato il giusto equilibrio, cosa dimostrata le ultime partite della nazionale iberica.
Gli iberici cercheranno di avere una difesa all’altezza dell’attacco e a tal fine sarà fondamentale la presenza di Iker Casillas, che difenderà i pali della Spagna per il quarto grande torneo consecutivo. Aragonés sembra intenzionato a schierare a destra Sergio Ramos, compagno di squadra di Casillas al Real Madrid. Il difensore andaluso garantisce velocità, forza fisica, sicurezza nella fase difensiva, ma anche propulsione e gol. Sulla corsia di sinistra opererà il difensore del Villarreal Joan Capdevila (difensore con il vizio del goal), mentre al centro vigileranno Carlos Marchena e Carles Puyol. Il centrocampo è di sicuro il punto di forza di quella che a noi ci pare una vera e propria corazzata: Marcos Senna schierato davanti alla difesa, i centrocampisti centrali Xavi Hernández e Cesc Fabregas (da molti indicato come il miglior centrocampista al mondo) sono liberi di inventare per un’unica punta o una coppia di attaccanti. Un’arma offensiva importante è data dagli inserimenti di Andrés Iniesta dal centro, ma anche da sinistra e da destra, dove si alterna con David Silva. Joaquín offre un’alternativa valida sugli esterni. Xavi e Iniesta hanno confermato le loro doti realizzative segnando insieme sette gol nelle qualificazioni.
L’attacco è all’altezza del centrocampo: la stagione di debutto di Fernando Torres con il Liverpool è stata ottima – 24 gol in Premier League significano che con ogni probabilità sarà lui l’unica punta. David Villa – miglior marcatore spagnolo nelle qualificazioni con sette gol – si aggiungerà se Aragonés volesse schierare un attaccante in più. E Villa non è un giocatore qualsiasi. Manca Raul, ma pochi, fino ad ora lo rimpiangono.

Fernando Torres

Voto alla squadra: 8-
Voto ai singoli: 8

Brevi cenni storici – Sorse nel 1920, in occasione della partecipazione ai giochi olimpici di Anversa: esordì il 28 agosto dello stesso anno contro la Danimarca vincendo 1-0 con gol di Patricio, che divenne primo marcatore della storia della sua nazionale. La formazione della prima Spagna era Zamora, Samitier, Sasúmaga, Otero, Arrate, Belauste, Pichichi, Acedo, Eguiazábal, Patricio e Pagaza e portò a casa da Anversa un medaglia d’argento.
Nel 1921 la Spagna disputò la prima partita internazionale in casa, battendo il Belgio 2-0 a Bilbao. Nel 1929 si fregiò anche del prestigio di essere stata la prima squadra non britannica ad aver battuto l’Inghilterra, con una vittoria a Madrid per 4-3.
La Spagna vanta il non invidiabile soprannome di “grande incompiuta”. Pur avendo vinto tutto a livello di club le furie rosse non hanno mai superato il quarto posto ai mondiali, questo nonostante la spedizione iberica parta quasi sempre come una delle favorite per la vittoria finale.
Ai campionati mondiali non ha mai saputo esprimere le potenzialità del calcio spagnolo, che tuttavia ha prodotto vari campioni: i migliori risultati sono il quarto posto del 1950, dopo di che ha raggiunto i quarti in quattro occasioni, nel 1934 (sconfitta 1-0 dall’Italia nella gara di ripetizione, dopo che il primo incontro si era concluso 1-1), nel 1986 (eliminata ai rigori dal sorprendente Belgio), nel 1994 (battuta dall’Italia di Sacchi per 2-1) e nel 2002 (eliminata ai rigori dalla Corea del Sud in una gara contestatissima con 2 gol ingiustamente annullati agli spagnoli).
L’unico trofeo in bacheca è l’Europeo del ’64 giocato in casa. Batterono l’URSS 2-1 nella finale di Madrid, davanti a 125.000 persone affollate nel Santiago Bernabéu. La vigilia della partita fu caricata di tensioni politiche, dato anche che la Spagna aveva rifiutato di competere, dopo aver superato il primo turno, ai quarti dell’Europeo del 1960 contro la nazionale che si ritrovava in finale e che fu la vincitrice di quell’ edizione. Jesus María Pereda portò in vantaggio la formazione di casa dopo appena 6 minuti di gara, ma la Spagna necessitò di un gol di testa negli ultimi minuti di Marcelino Martínez per vincere, dato che Galimzian Khusainov aveva pareggiato su punizione.
Al Mondiale 1982 giocato in casa, la Spagna non ha lasciato il segno. L’anno dopo, la nazionale mette a segno una vera impresa: nelle qualificazioni europee, all’ultima partita, le Furie Rosse per qualificarsi avrebbero bisogno di vincere con 11 gol di scarto contro Malta per scavalcare l’Olanda, che in quel turno riposa, e alla fine arriva una sorprendente, ancorché assai discussa, vittoria per 12-1.
Ad Euro 2004 la Spagna era tra le favorite per la vittoria finale. Finita nel Gruppo A con i padroni di casa del Portogallo, la Russia e la Grecia, erano i favoriti per il primo posto nel girone. Il 12 giugno, le Furie Rosse esordirono contro la Russia e vinsero aspettatamente per 1-0, ma quattro giorni dopo incappò in un pareggio a posteriori fatale contro la Grecia (che avrebbe vinto a sorpresa la competizione) per 1-1 nel quale sfiorò più volte il raddoppio e venne punita dall’ unico tiro in porta degli ellenici. L’ultima giornata del girone, persero 1-0 col Portogallo, che si portò in testa al girone, mentre una sconfitta per 2-1 con la Russia premiava comunque la Grecia che passava per differenza reti. Il risultato fu una deludente eliminazione al primo turno.
Qualificatasi ai Mondiali di Germania 2006 vincendo lo spareggio contro la Slovacchia e dopo essere arrivata seconda nel girone vinto dalla Serbia e Montenegro, è stata inserita nel Gruppo H con Ucraina, Arabia Saudita e Tunisia. Dopo aver disputato un buon primo turno (9 punti su 9 disponibili) in un girone facile è stata eliminata negli ottavi di finale dalla Francia (1-3 il risultato finale).

SVEZIA

Ibra&C.

I ventitre – Portieri: Andreas Isaksson, Rami Shaaban, Johan Wiland. Difensori: Olof Mellberg, Petter Hansson. Fredrik Stoor, Daniel Majstorovic, Andreas Granqvist, Mikael Dorsin. Centrocampisti: Mikael Nilsson, Tobias Linderoth, Niclas Alexandersson, Anders Svensson, Fredrik Ljungberg, Kim Källström, Sebastian Larsson, Daniel Andersson, Christian Wilhelmsson. Attaccanti: Zlatan Ibrahimovic, Johan Elmander, Henrik Larsson, Marcus Allbäck, Markus Rosenberg.

La squadra – Chiediamo scusa da subito ai restanti 22, ma le possibilità di ben figurare della Svezia dipendono non poco da Zlatan Ibrahimovic. E lui che può fare la differenza in una squadra comunque di buona levatura tecnica che potrà avvalersi del ritorno a sorpresa di Henrik Larsson, dopo il suo ritiro dalla nazionale. Lotterà per un posto da titolare anche l’emergente Johan Elmander. L’esperto Marcus Allbäck dovrebbe essere il ricambio davanti.
Negli ultimi anni la Svezia ha adottato una mentalità sempre più offensiva, sfruttando la spinta sugli esterni di Fredrik Ljungberg e Christian Wilhelmsson. Anche Sebastian Larsson reclamerà un posto dopo una buona stagione in Inghilterra con il Birmingham City . Tuttavia, il gioco degli scandinavi si fonda sulla pazienza, il lavoro di squadra e una rigida disciplina del lavoro. La Svezia predilige giocare con la palla a terra e ripartire in contropiede contro le squadre più forti. Tobias Linderoth è probabilmente l’anima della squadra, straordinario interprete del ruolo di mediano davanti alla difesa a quattro, anche se è tornato a disposizione solo di recente dopo un lungo infortunio.
La Svezia ha raggiunto i quarti di finale a EURO 2004 e anche se il ct Lagerbäck è consapevole dei limiti della sua squadra rispetto alle grandi d’Europa, la stabilità e la continuità del suo gruppo sono aspetti che non vanno trascurati. Calciatori del calibro di Mikael Nilsson, Niklas Alexandersson, Anders Svensson, Olof Mellberg e Daniel Majstorovic hanno sì superato i 30 anni, ma hanno ancora molto da dare.

Voto alla squadra: 6,5
Voto ai singoli: 7-

Brevi cenni storici – La Svezia è tradizionalmente una delle nazionali di calcio più forti al mondo, con undici partecipazioni ad un Mondiale e quattro piazzamenti tra i primi quattro posti.  La Svezia conquistò il secondo posto al Mondiale 1958, giocato in casa (unica nazionale nella storia ad aver perso una finale mondiale in casa, non tenendo conto come finale la partita Uruguay-Brasile dei mondiali ’50). Quella finale chiudeva l’era del famoso trio Gre-No-Li (la parola Gre-No-Li, è contrazione delle iniziali dei tre famosi calciatori svedesi Gunnar Gren, Gunnar Nordahl e Nils Liedholm), che guidò la Svezia alla vittoria dell’oro olimpico alle Olimpiadi estive 1948 di Londra, mentre a livello di club il maggiore successo dei tre fu la conquista del campionato italiano con il Milan nel 1951. Senza Gren, ceduto alla Fiorentina, Liedholm e Nordahl si aggiudicarono nuovamente il campionato nel 1955 e in seguito, dopo che Nordhal passò alla Roma, Liedholm vinse il campionato nel 1957 e nel 1959. Tra i tre si distinse soprattutto Gunnar Nordahl, che conquistò la classifica marcatori della Serie A per cinque stagioni ed è ancora oggi il secondo miglior marcatore di tutti i tempi nella massima serie italiana.

Gre-No-Li

Olte a quella finale, la Svezia è arrivata due volte terza, a Brasile 1950 e a USA 1994 e una volta quarta a Francia 1938. Il miglior piazzamento della Svezia agli Europei è la semifinale raggiunta a Euro 1992, come paese ospitante. La nazionale vanta anche un oro olimpico alle olimpiadi estive.
Nel 1994 la nazionale ricevette la Medaglia d’oro dello Svenska Dagbladet, il premio assegnato dal quotidiano Svenska Dagbladet allo sportivo o alla squadre svedese che hanno ottenuto il risultato più significativo dell’anno.
A Germania 2006 la nazionale, inserita nel Gruppo B insieme a Inghilterra, Paraguay e Trinidad e Tobago, ha ottenuto il secondo posto dietro agli inglesi.
Negli ottavi di finale è stata eliminata in virtù della sconfitta per 2-0 contro la Germania.

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