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L’Oscar Franca Squarciapino sceglie “Artelier” per i costumi di Salomè

8 Mar 2011 | Nessun Commento | 2.829 Visite
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Franca SquarciapinoL’eccellenza pugliese è da Oscar. Franca Squarciapino, costumista di fama mondiale e vincitrice del premio Oscar nel 1990 per «Cyrano de Bergerac», ha scelto la sartoria teatrale barese Artelier per confezionare i costumi per le prime parti e i figuranti di «Salomè». L’opera lirica di Strauss andrà in scena al Petruzzelli, l’8 e 10 marzo, per la regia di Vittorio Sgarbi.
«Lavorare con Franca è stato un onore. Per chi fa questo mestiere come me, lei è un punto di riferimento assoluto.» – dice Luigi Spezzacatene, direttore artistico di Artelier – «E’ stato stimolante sia per me che per i miei collaboratori».
Artelier rappresenta ormai un’eccellenza nel campo della sartoria teatrale, non solo in Puglia, ma anche in Italia e, la scelta della Squarciapino di confezionare proprio qui i suoi costumi, è un segnale di quanto questa realtà artistica e professionale barese sia in crescita.
«Il nostro lavoro è più complesso di quanto appaia» – prosegue Spezzacatene – «Non siamo semplici esecutori. Il prodotto finale dato dai tessuti scelti, i bagni di colore, le cuciture deve essere il più aderente possibile all’idea iniziale del costumista e dei suoi bozzetti. I costumi che realizziamo sono tutti tagliati, cuciti e, se necessario, tinti a mano. Questo comporta un grande impiego di manodopera e molto lavoro, ma ci assicura un livello qualitativo del prodotto molto alto».
Ma sono i numeri da capogiro collezionati in sole due settimane di lavoro a catturare l’attenzione:

22 costumi; 14 giorni di lavoro, domeniche incluse; 1 direttore di sartoria; 2 assistenti di sartoria/tintori; 1 decoratore;
9 sarte; 2 tagliatrici; 5000 punti a mano; 400 mt di sete (tra tessuti operati e velluti) molte delle quali tinte a mano da Artelier; 50 mt di bordi di pizzo in seta ricamati a mano; 100 mt. di puro lino e lurex utilizzati per i doppiaggi delle sete e come fodera dei costumi; 30 mt di pizzo in seta ricamato; 300 bottoni; 350 mt di passamanerie.

Un fine settimana di grandi successi per ARTELIER e Luigi Spezzacatene. Oltre alla «Salomè» e gli abiti da Oscar della Squarciapino, sono in scena al Piccinni i costumi de “Il Mercante di Venezia” di Moni Ovadia, disegnati da Elisa Savi e cuciti a mano nella sartoria barese prima del grande debutto al Teatro Romano di Verona a luglio 2009.

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