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L’origine del nome “Italiani” (mangiatori di vitello) e la tarantella calabrese “Abballati, abballati”

15 Giu 2020 | Nessun Commento | 309 Visite
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Da oggi il nostro LSDmagazine si arricchisce di un nuova collaborazione. Il milanese Marcus Dardi condurrà i nostri lettori alla scoperta della storia gastronomica italiana a metà tra
Storia della Canzone e giornalismo cantato. Questo il suo primo articolo sull’origine del nome “Italiani”.

Vi siete mai chiesti perché ci chiamiamo Italiani? Ecco, per raccontarvi il meglio delle tradizioni italiane, dal Nord al Sud, dobbiamo necessariamente partire dalle origini che hanno dato il nome alla patria del Belcanto e del Buon Gusto.

Il nome Italia ha origine dalla Magna Grecia. Siamo circa nel 600 a.C. e le prime colonizzazioni da parte dei greci iniziarono nella zona dell’odierna Catanzaro, in Calabria. I Greci rimasero colpiti dal fatto che le popolazioni autoctone di quelle terre, adoravano il simulacro di un vitello che in greco antico veniva chiamato “italoi”.

Poiché nell’antica Grecia era proibito macellare vitelli, mucche, buoi, pecore e anche capre poiché servivano come forza lavoro e fonte di alimenti, rimasero colpiti dal fatto che in quelle zone dell’attuale Calabria e Puglia si mangiava la carne di vitello.

Mangiatori di vitello, in antico greco, si diceva “italioi”. I Greci diedero quindi il nome di “italioi” a quell’antica popolazione. Il nome si trasformò in seguito in italiani e Italia.

Associamo ora una musica.

Proprio da quelle terre Vi presentiamo “Abballati, abballati” che è una famosa tarantella presente in tutto il meridione. Molte sono le sue versioni, ma quella più famosa è associata alla Viddanedda di Reggio Calabria. Si pensa che abbia proprio origini greche visto che questa tarantella è prevalente nella zona calabrese ellenofona.

L’isola ellenofona di Calabria è situata intorno ai monti Bova a sud del Parco dell’Aspromonte. Qui, da circa 2000 persone, viene ancora parlato un dialetto chiamato “Greco di Calabria”, una parlata che si presume si sia mantenuta dai tempi della Magna Grecia.

La versione che vi proponiamo è una versione lirica, quella portata al successo dal famoso tenore Roberto Alagna che venne eseguita a Parigi nel 2008.

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