English Spanish German Russian Chinese Italiano
LSDmagazine
Il vostro pezzo mancante. Cultura, Stile, Vita, Attualità, Relax e non solo.
         Direttore responsabile: Michele Traversa
L’omaggio di Rea e Servillo alla musica napoletana conquista il pubblico del Teatro Forma

27 Feb 2018 | Nessun Commento | 593 Visite
Di:
Print Friendly, PDF & Email

Peppe-Servillo-Danilo-ReaCi sono artisti che sanno toccare gli angoli più nascosti dell’anima, che sanno parlare al cuore con una semplicità talmente disarmante da lasciare senza parole. Danilo Rea e Peppe Servillo appartengono da sempre a questa ristretta schiera di eletti ed il loro progetto “Napoli e Jazz” lo dimostra ancora una volta, lasciando poco spazio a commenti e giudizi, perché la compiuta bellezza non si giudica, non si può far altro che ammirarla, goderne ed elogiarla. Il concerto, ma forse sarebbe meglio definirlo spettacolo o happening teatrale, che, per nostra fortuna, ha fatto tappa a Bari nell’ambito dell’ottima Stagione del Teatro Forma, affollato come non mai, sold out già da mesi e con tantissime richieste di biglietti inevase, ha ormai una struttura ed una formula collaudata, risultando praticamente perfetto nella sua ambiziosa aspirazione di tributare il più sincero degli omaggi all’immensa tradizione napoletana, consentendo che riviva l’essenza più pura delle immortali melodie e delle sublimi parole che hanno fatto grande la cultura musicale partenopea.

Partendo dalle note di un capolavoro spesso dimenticato come “Uocchie c’arraggiunate”, cavallo di battaglia, tra gli altri, di Roberto Murolo, che leggenda vuole fosse il brano preferito in assoluto da Eduardo De Filippo, i due Artisti hanno proposto un incantevole ed indimenticabile excursus musicale in cui gareggiavano, per magnificenza, musicalità e creatività, brani di accecante luminosità, tra cui “Marruzzella”, “Era de Maggio”, “Està”, “Reginella”, “I’ te vurria vasà”, “Dove sta Zazà?”, “Tammuriata nera” (proposta dal Maestro Rea da solo, in versione strumentale, salutata da una vera ovazione del pubblico), “Dicitencello vuje” e “Munasterio ‘e Santa Chiara”, senza dimenticare i due omaggi a Mimì Modugno, presente in scaletta con due perle della sua “produzione partenopea” come “Resta cu’ mme” e “Tu si ‘na cosa grande”.

L’infinita sensibilità che il ‘fantastico duo’ dimostra di mettere al servizio della musica del passato ha dell’incredibile; pare che nessuno dei due si ponga limiti nella visibilmente erculea fatica di tentare di far sentire e comprendere tutte le parole e le note: Servillo non canta solamente ma interpreta – nel senso più alto del termine – i brani, istrionico e carismatico, il migliore tra i pochi che ancora riescono a ‘narrare’ le storie che vi sono contenute, anche quando li introduce da par suo rivelando tutto lo straordinario lavoro di ricerca che è alla base della performance, e a farle giungere ben oltre i soli padiglioni auricolari, dimostrando tutta la sua superba maestria nel farsi, all’abbisogna, cantastorie, qualità che abbiamo sempre apprezzato in ogni suo progetto, primo fra tutti la mitica “Piccola Orchestra Avion Travel” di cui a breve uscirà il nuovo cd, mentre Rea non è più solo l’immenso pianista jazz che tutti amiamo, ma ormai è diventato l’incontrastato dio delle sette note, che riesce a muovere al suo comando, aprendole, dilatandole sino al limite, spalancandone ogni singola fessura per lasciar entrare ogni piccolo raggio di luce ed ogni devastante emozione, sottolineando anche i silenzi pur di far sentire tutta la musica nascosta sul pentagramma.

Le canzoni scritte decenni fa da altri diventano solo il pretesto, il prologo, la sollecitazione ricevuta da un mondo apparentemente lontano che i nostri sanno decodificare ed amplificare con un gusto che davvero pochi altri sanno avere, trasmettendo suggestioni difficilmente descrivibili sulla fredda carta all’osannante pubblico, che sarebbe rimasto nell’accogliente sala del Teatro Forma ancora per ore ad ascoltarli, lasciando che la loro musica continuasse ad essere, come si augurava Gesualdo Bufalino, “un massaggio serafico sulle cicatrici dell’anima”.

.

Nessun commento ancora

Lascia un commento

CASHBACK WORLD
il mondo visto di traversa
per vie traverse
Sinestesie Mediterranee
LSD webradio
Coming Soon

LSD television
Coming Soon

per vie traverse
Per Informazioni
E-Mail: info@lessonnumper1.it

Categorie