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L’obiettivo è raggiunto. Luigi’s Mansion 3 sconvolge il catalogo Switch con la sua trascinante simpatia

11 Nov 2019 | Nessun Commento | 357 Visite
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Eccolo che si muove, insicuro e appena tremante, tra le sale spettrali dell‘Hotel Miramostri. Accompagnato dall’incerto fascio di luce della sua torcia Luigi esplora le boutique ai piani inferiori, e poi l’auditorium musicale, gli spazi lugubri del Museo di Storia Innaturale e ancora le attrazioni di un parco medievale, stranamente collocato in quello che non è soltanto un semplice resort, bensì un catalogo inesauribile di luoghi misteriosi e fantasmatici.
È un piacere vederlo tornare, con la sua fifa improbabile ed il gorgo ineluttabile del Poltergust, dopo così tanto tempo dall’ultima volta. Era il 2013 quando l’improvvisato “acchiappafantasmi” di Nintendo si imbarcava nella sua seconda avventura, in un episodio portatile che purtroppo non riuscì a far breccia nel cuore dei giocatori come invece successe con l’originale, arrivato su Gamecube addirittura undici anni prima. L’obiettivo di Dark Moon era quello di superare il suo predecessore sul piano della varietà, spedendo Luigi a perlustrare una serie di manieri infestati, ciascuno con il proprio stile architettonico e un’atmosfera unica. Un intento sicuramente brillante, ma che finì per rendere il gioco un po’ troppo disorganico e frammentato.

Ed ecco allora che Luigi’s Mansion 3, capolavoro con cui Nintendo si appresta a chiudere un’annata magistrale, trova il modo di risolvere il problema: i piani in cui è diviso il titanico albergo sono ancora diversificati, improbabili, inaspettati, ma tutti sono appunto impilati uno sopra l’altro nello stesso edificio, in modo che la lunga scalata verso l’attico si possa compiere senza interruzioni, salendo e scendendo a piacimento per riscoprire il dolce piacere di un backtracking ottimamente dosato.
Il risultato è un prodotto che riesce finalmente a tener testa al capostipite della saga, rivendicando la grande originalità della sua formula e riuscendo, nelle tredici ore necessarie a raggiungere i titoli di coda, a sorprendere costantemente chi stringe in mano la console (o i Joy-Con!). Ogni volta che abbiamo dato una sbirciatina all’interno dell’hotel, anche prima dell’uscita, siamo sempre rimasti colpiti dall’inventiva con cui il team di sviluppo aveva condito la progressione, riempiendo ogni angolo con nuovi oggetti, piccoli enigmi e nuovi elementi con cui interagire. Oggi possiamo finalmente confermare che Luigi’s Mansion 3 riesce a conservare dall’inizio alla fine questo strabiliante senso di meraviglia, senza neppure un momento di stanca: sballottandoci dalla pista da ballo di una discoteca al ponte di una nave pirata, assembla un’avventura varia a tal punto che è persino difficile ricordarne ogni sfaccettatura.

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