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Lo spreco necessario. Il lusso nelle tombe di Ascoli Satriano in mostra

15 Set 2011 | Nessun Commento | 2.011 Visite
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tombe ascoliL’esposizione dal titolo “Lo spreco necessario“. Il lusso nelle tombe di Ascoli Satriano, allestita presso il Polo Museale di S. Maria del Popolo ad Ascoli Satriano (Foggia), sarà visitabile fino al 16 novembre. La mostra, curata da Marisa Corrente, Direttore Archeologo della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, rende testimonianza della ricchezza eccezionale di una serie di tombe daunie che rivelano la presenza di un ceto aristocratico all’interno della comunità che abitò quell’area fra il VI sec. a.C. e il I sec. d.C. L’evento è stato promosso dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia-Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia e dal Comune di Ascoli Satriano, con il patrocinio della Provincia di Foggia, della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, della Camera di Commercio di Foggia e di Promodaunia, società consortile della Provincia.
L’occasione per una mostra sul lusso nella società daunia è stata offerta dal recupero del complesso di marmi policromi del primo ellenismo, provenienti dalla tomba di un principe, e finiti, attraverso l’esportazione illegale, in un museo americano. La loro restituzione al patrimonio nazionale e la loro esposizione nel museo locale, costituiscono un momento importantissimo per la storia di Ascoli Satriano. I marmi policromi, che comprendono due grifoni che atterrano un cervo, un insieme di vasi e una vasca con Nereidi dipinte, concorrono a rendere l’idea di un lusso come “dispendio che va oltre il necessario”. I concetti di sontuosità eccessiva, di fasto e di magnificenza si legano allo stato di prestigio di individui per cui era necessario esprimere la posizione acquisita e il riconoscimento da parte del gruppo di appartenenza. L’idea di valore viene superata dall’ostentazione e dalla sua superfluità, l’esibizione del lusso implica la considerazione da parte della comunità ed evidenzia la capacità di possesso.
Il percorso espositivo è suddiviso in cinque sezioni: la prima è dedicata al Lusso come esclusività e affermazione di status. Il lusso della tomba 8, comprendente tre sepolture, tutte femminili, è consumo ostentativo. L’età della tomba è collocabile tra la fine del V e gli inizi del IV secolo a.C. Il vasellame a vernice nera, i vasi a figure rosse e con decorazione nera e l’orecchino a cerchio in lamina d’oro, insieme alle fibule, presenti in gran numero, esprimono vistosità, ed una maggiore percezione della ricchezza nella comunità di Ausculum (Ascoli). Il richiamo alla tradizione è nelle ceramiche prodotte localmente.
La seconda sezione, intitolata Il lusso come eccellenza qualitativa e raffinatezza, riguarda il corredo di una tomba a fossa del terzo quarto del IV sec. a.C., riservata ad una sepoltura femminile, con ornamenti e fibule. Si può parlare di lusso qualitativo, soprattutto se si considerano la raffinatezza e l’eccezionalità di un bracciale: laminato d’argento, esso non rientra nelle abitudini e nella cultura locale, ma è un bene esclusivo, poiché le donne daunie raramente usavano bracciali in bronzo. La lavorazione, la tecnica e l’ornamentazione di questo reperto sono un esempio della raffinatezza dell’artigianato diffuso fra la Grecia settentrionale e le coste Nord del Mar Nero. La rarità di un monile proveniente dal Mediterraneo orientale denota prestigio e strategia ostentativa. La presenza di un simile prodotto di oreficeria ad Ausculum, richiama eventi internazionali come la conquista macedone.
Probabilmente il bracciale è riconducibile alla circolazione di beni promossa a livello diplomatico, nell’ambito delle corti ellenistiche (Bruzi e Lucani, fra gli altri popoli, resero omaggio ad Alessandro Magno nel 323 a.C. a Babilonia), ma potrebbe testimoniare anche il movimento di popoli fra Est e Ovest, o legarsi a episodi bellici o al fenomeno del mercenariato.
La terza parte della mostra è dedicata al Lusso come consumo edonistico e riguarda l’ “ipogeo dei profumi” e l’ “ipogeo della situla di Hermes”. Nell’ultimo quarto del IV sec. a.C., lo spazio funerario ad Ausculum subisce una trasformazione. I vani ipogei possono accogliere diversi membri di una stessa famiglia. La “gens” diviene la base della società e viene istituzionalizzata. L’apparato cerimoniale delle tombe si arricchisce. E’ un messaggio di ricchezza rivolto alla comunità. Il sacrificio economico sostenuto da una famiglia per la sepoltura è un’attribuzione strategica di immagine e potere. Inoltre, la percezione del lusso comprende anche la soddisfazione personale. I beni sono desiderabili non solo per la loro esclusività e come conferma di status, ma in quanto, seducenti e attraenti, eccedono il bisogno e coinvolgono la sfera emozionale; hanno valore perché elitari, a prescindere dalla qualità artigianale. La felicità e il piacere nascono dalla certezza di essere individui privilegiati che, soli, verranno ammessi nell’Isola dei Beati. Il consumo dei beni è perciò edonistico.
La quarta parte del percorso espositivo riguarda L’accessibilità del lusso. Nella città del II sec. a.C. l’acquisto e il consumo riflettono la regolarizzazione dei rapporti economici. Si può ora parlare di flussi commerciali ad ampio raggio. L’investimento delle risorse implica la diffusione di mode e stili di vita universalmente condivisi. I comportamenti sono “pianificati” dalle specifiche condizioni del mercato, dai modi di distribuzione, dal trend e dal successo delle mode. Il lusso è destinato ai cittadini del Mediterraneo unificato da ideologie di differenziazione e da dinamiche competitive. La strategia emergente è il lusso. Ad Ausculum le condizioni economiche e ambientali consentono l’assimilazione delle risorse e la partecipazione diretta a pratiche culturali di visibilità sociale. L’assetto urbanistico, in questo periodo, è modificato e improntato al modello organizzativo romano. Sulla collina del Serpente vi sono tombe tardoellenistiche che confermano la solidità e la ricchezza degli abitanti di Ascoli. Nuove convenzioni sociali internazionali mettono in crisi la specificità dell’identità culturale daunia. Vengono esibiti beni derivati dal boom consumistico, da ulteriori traffici e da collegamenti col Mediterraneo orientale. Gusto, estetica, comunicazione e ideologia si riflettono in oggetti significativi e poco variati: oreficerie, anfore, corone auree, bronzi, vetri , letti e cassette ornate d’osso. Il lusso è segmentato, ormai accessibile a un alto numero di consumatori.
La quinta sezione riguarda La democratizzazione del lusso, testimoniata dalla “tomba del Cammeo” da cui proviene l’urna cineraria fittile di una donna. La comunità di Ausculum è ora pienamente romanizzata, il mondo romano influenza gli interessi e gli stili di vita. Dopo le lotte civili la politica ideologica romana consolida la coesione dei popoli italici. La pratica dell’incinerazione risale all’età giulio-claudia, e denota l’adesione a nuovi modelli comportamentali. Ancora una volta, soggetto del cambiamento è la donna, che condiziona le scelte e l’immagine dell’esclusiviltà e della ricchezza. L’importanza della bellezza e della cura del corpo, determina la qualità degli oggetti di cosmesi. Estrema è l’attenzione alori delle tombe valore estetico di questi beni e al messaggio simbolico di seduzione a loro attribuito. Due spilloni d’osso con la testa sagomata a busto femminile si ispirano alla ritrattistica di Agrippina Maggiore, madre di Caligola. La gemma cammeo col profilo virile laureato, si ispira anch’essa all’iconografia giulio-claudia. Il lusso esprime l’identità dell’individuo, che sta nella partecipazione al presente, e denota appartenenza, godimento, coscienza. I singoli individui possono aumentare il proprio tenore di vita, diversificare le proprie fortune, aspirare a un nuovo ordine sociale: la democratizzazione del lusso è nella pluralità dei sistemi semantici, la rappresentazione dello spazio sociale è mutevole.
La mostra rientra nel calendario delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

LO SPRECO NECESSARIO
IL LUSSO NELLE TOMBE DI ASCOLI SATRIANO
25 giugno-16 novembre 2011
Polo Museale di Ascoli Satriano ,via S. Maria del Popolo 68 Ascoli Satriano (Fg)
Info: biblioteca@comune.ascolisatriano.fg.it

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