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L’inviata di LSDmagazine a RomeMUN2014: un esercizio al dialogo per i giovani

21 Mar 2014 | Nessun Commento | 1.800 Visite
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Si è appena conclusa a Roma la quinta edizione del RomeMUN, la più grande simulazione ONU a livello europeo, organizzata dall’associazione no-profit ‘Giovani nel mondo’. L’iniziativa rientra nelle attività di formazione promosse dall’ONU al fine di fornire uno strumento concreto di comprensione dei meccanismi della diplomazia internazionale per le nuove generazioni di studenti da tutto il mondo.

Il 13 marzo, durante la cerimonia di apertura ospitata nella sede italiana della FAO, eminenti personalità della Diplomazia hanno salutato i quasi 1500 giovani come la speranza di un futuro di pace e richiamando l’attenzione sull’importanza del dialogo. Il Min. Pl. Stefano Boldi ha sottolineatoil ruolo della parola quale fondamento di ogni azione democratica seguito dal Ministro Michele Baiano, che ha dichiarato: ‘’è assolutamente necessario parlare per poi agire’’.  L’Ambasciatrice palestinese in Italia, Mai Al Kaila, ha tuonato contro “l’inaccettabile inosservanza delle risoluzione ONU da parte di Israele come pericolo non limitato alla questione palestinese’’, invitando accoratamente i ragazzi ad interessarsi al dialogo internazionale per costruire un futuro di pace globale. Non sono mancati interventi riguardanti gli obiettivi di sviluppo del Millennio, in particolare circa le risorse alimentarie la povertà: dall’IFAD, David Paqui individua nell’agricoltura su piccola scala la chiave di volta nella lotta alla povertà estrema sia in contesti urbani che rurali.

Per tre giorni, dal 14 al 17 marzo, i delegati hanno simulato sessioni di lavoro nei diversi comitati ONU, seguendo fedelmente le procedure e dando vita a dibattiti vivacissimi, rigorosamente in lingua inglese, durante i quali hanno dimostrato una preparazione impressionante sulle tematiche d’interesse mondiale. Ogni delegato ha rappresentato una nazione differente dalla sua, dedicandosi al duro esercizio di comprendere e fare proprie posizioni a volte molto distanti da quelle a cui si è abituati.

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I delegati sono stati affiancati da interpreti e giornalisti impegnati nella simulazione del lavoro di networks internazionali, lanciandosi in interviste, reportages e articoli che hanno animato ancor più l’evento, concorrendo alla creazione di un’atmosfera di verosimiglianza. A loro sono stati dedicati dei workshop, durante i quali sono intervenuti professionisti come E. Del Re, esperta di geopolitica, A. Politi, analista politico e strategico, Eric Salerno, penna storica de ‘Il Messaggero’, e Pierre Fournier, direttore dei servizi di interpretariato alla FAO. Al di la dei diversi punti di vista, gli interventi sono stati unanimante caratterizzati da un appello alla serietà, alla responsabilità e alla preparazione soprattutto alla luce delle oggettive difficoltà che stanno investendo il mondo dell’informazione e della cultura in generale.

I ragazzi hanno brillantemente‘‘passato l’esame’’, dimostrando di essere in grado di lavorare come dei veri diplomatici con una maturità sbalorditiva considerando la giovne etá (etá media vent’anni). Non solo, hanno avuto anche modo di misurarsi con le loro aspettative, con i loro sogni, col lavoro che sperano di fare e per cui si stanno preparando al meglio.

Riunendo giovani che provengono da svariati fusi orari di distanza, il RomeMUN, inoltre, è stato un’occasione di arricchimento linguistico e culturale, un’impagabile occasione di confronto che è stata gestita con gioioso rispetto, come ci conferma Bartolomeo D’aprile, rappresentante del Mali per il comitato FAO, uno dei numerosi partecipanti pugliesi: “È stata una esperienza indimenticabile, una sessione di serio lavoro in un’atmosfera amichevole, un mix perfetto di formalità e informalità. Nel mio paese, Gioa del Colle, mi occupo anche di politica e un’amica non ci ha messo molto a convincermi a partecipare al RomeMUN. Studio Agraria e ho alcuni progetti circa le politiche alimentari da questa prospettiva. Aver avuto l’occasione di confrontare le mie competenze tecniche con i bisogni concreti perorati dalla diplomazia internazionale – per quanto in una simulazione – ha arricchito molto le mie competenze. Non solo, ho avuto modo di confrontarmi con persone con un back ground culturale molto diverso dal mio’’. Gli abbiamo chiesto se gli piacerebbe farsi promotore di un MUN barese: ‘‘Con gli altri colleghi pugliesi pensiamo che sarebbe meraviglioso portare un Model United Nation nella nosta regione; per il momento però dobbiamo capire come la città può rispondere, da un punto di vista organizzativo, a un evento di tale portata’’ e non esita a dirsi giá pronto per la prossima edizione del RomeMUN.

Bartolomeo è la testimonianza dell’entusiasmo respirato al RomeMUN. A tante urgenze a livello globale e alla difficili sfide poste dalla globalizzazione rispondono queste iniziativ,  l’occasione per ripensare il mondo rivelando un esercito di ragazzi che hanno in mente un’alternativa e che credono fortemente nelle pacifiche armi della diplomazia. A guardarli, carichi di voglia di cambiamento supportata da preparazione e curiosità, possiamo davvero sperare che il mondo si può migliorare, che possano essere gli eroi del domani se ‘’un eroe é chi segue e realizza i suoi sogni oltre ogni ostacolo’’, per usare le parole di Gaetano Mura intervenuto nella cerimonia di chiusura ad Eataly.

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