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L’INTERVISTA. La farina bianca raffinata il più grande veleno della storia, ne parliamo con Raffaele Piano

21 Ago 2016 | Nessun Commento | 2.295 Visite
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RAFFAELE_PIANORaffaele Piano, unico figlio maschio di tre figli, continua la tradizione di famiglia dell’agricola Piano nella terra di Daunia. Da anni produce farina apprezzata da centinaia di ristoratori in giro per l’Italia e da chef stellati. Noi gli abbiamo posto alcune domande sulla farina in circolazione.

I cereali sono alla base di qualsiasi dieta alimentare e per questo motivo rivestono un ruolo importante nell’economia mondiale. Tale mercato viene detenuto quasi totalmente dall’industria alimentare che vede il cibo non come un nutrimento vitale ma come un modo per fare business, per tale motivo si produce farina alla stessa stregua di come si producono elettrodomestici.

 Quali sono le farine più utilizzate?

Le farine più utilizzate sono quelle di frumento e la produzione italiana risulta insufficiente rispetto al proprio fabbisogno, infatti importa circa il 65% di grano tenero e il 40% circa di grano duro.

 Ma che grano importiamo?

Per mantenere prezzi bassi si importano grani di pessima qualità, coltivati spesso in climi umidi e trasportati quasi sempre via mare. Queste ultime sono le condizioni ideali per la proliferazione di muffe ed in particolare di micotossine e aflatossine considerate le molecole cancerogene naturali più alte che esistono. Differentemente, il nostro grano di qualità eccellente, benché prodotto in condizioni pedoclimatiche favorevoli, viene acquistato a prezzi da fame (prezzi concordati a tavolino dalle multinazionali e dall’industria alimentare) e poi rivenduto all’estero con un sovrapprezzo di circa €100,00 al quintale. (http://www.agricolapiano.com/grano-pugliese-naturalmente-eccellente/).

 Come viene prodotta la farina industriale?

Questo grano pessimo e pieno di tossine viene dapprima trattato e poi, in fase di molitura, degerminato perché il germe di grano, ricco di vitamine e sali minerali, oltre ad avere un elevato valore economico (infatti esso viene venduto prevalentemente alle case farmaceutiche per fare integratori alimentari e medicinali), riduce la scadenza delle farine a soli 6 mesi rendendo la conservazione nei capannoni industriali molto complicata.

 FARINAMa cosa fa il germe di grano?

Il germe di grano oltre alle elevate capacità nutrizionali ha anche delle valenze tecniche, infatti esso conferisce all’impasto elasticità, odore e sapore.

I mulini industriali come fanno a sostituire le valenze tecniche del germe?

L’elasticità viene raggiunta, e spesso anche di gran lunga superata, con l’aggiunta di glutine (vedi quelle farine innaturali con W superiori ai 330/350), mentre i profumi ed i sapori si ottengono attraverso la “chimica” (miglioratori). Sappiate che il tutto è perfettamente legale come è perfettamente legale non scrivere in etichetta che si è aggiunto glutine e “chimica” perché per la legge sono visti come coadiuvanti (http://www.agricolapiano.com/farina-con-germe-di-grano/).

 Ma questi additivi cosa fanno?

È scontato che questa “chimica” nel tempo intossica il nostro organismo e ci fa ammalare (problemi cardiovascolari, intolleranze/allergie, tumori), ma tecnicamente rende gli impasti super elastici, simili a chewingum, e permette al professionista di essere facilitato nel suo lavoro e di avere un prodotto finito bello a vedersi. Ma proprio come se mangiassimo una gomma da masticare il nostro organismo fa fatica a digerire i prodotti fatti con queste farine e tale problema aumenta con l’avanzare dell’età. (http://www.agricolapiano.com/farina-naturale/).

 Cibo bello o cibo buono?

Se credi che il cibo oltre ad essere nutrimento per il nostro corpo debba alimentare anche le emozioni e la mente, allora propenderai per il cibo buono. Infatti il cibo fatto con farina naturale con germe di grano oltre ad essere buono, è estremamente digeribile, apporta i giusti nutrimenti, ha sapori e odori incredibili.

 Ma cosa possiamo fare per trovare cibo buono, pulito e giusto?

Per mangiare cibi buoni, puliti e giusti innanzitutto dobbiamo limitare al minimo indispensabile i prodotti industriali comprando in filiera corta e a km0. Quando compriamo cibo al supermercato assicuriamoci che i prodotti riportino il logo 100% italiano e leggiamo attentamente gli ingredienti. Quando andiamo dal nostro fornaio di fiducia, alla pizzeria preferita e al ristorante, chiediamo la provenienza della farina con cui è fatto il cibo che ci vendono, perché dalla qualità di quella farina dipende la nostra salute e quella dei nostri figli.

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