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“Linea adriatica” la mostra di Giuseppe Fioriello al Castello Svevo di Bari

10 Nov 2010 | Nessun Commento | 1.572 Visite
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Linea adriatica
Resterà aperta fino al 15 novembre la mostra fotografica di Giuseppe Fioriello Linea Adriatica, curata da Carlo Garzia, per iniziativa dell’associazione La Corte, che ambienta le sue esposizioni nella cappella del castello normanno-svevo di Bari.
Un viaggio fotografico a doppio senso (da Sud a Nord e viceversa), la descrizione di mille chilometri, che da una parte vede l’Adriatico e, parallelamente la ferrovia, lungo un percorso seguito per molti anni dal fotografo bitontino che, docente precario, si recava nel settentrione per insegnare. Un cammino dalla foce del Po alla Puglia che, come rileva Garzia nella sua introduzione al catalogo, aveva già affascinato negli anni Ottanta Luigi Ghirri, mentre la lunga costa adriatica “nera, ebbra, arcaica, feroce sul suo fianco balcanico”, diviene “orizzontale, spiaggiata, distesa, piccolo-borghese” sulla riva italiana.
Fioriello, sulle tracce della fotografia “minimalista” non trascura nulla di questo viaggio intellettuale, dagli aspetti quotidiani della vita, come i cartelloni pubblicitari, alle vedute e ai paesaggi che, tutti, rientrano nell’archivio della memoria. L’autore ha già esplorato in precedenza con altri strumenti lo stesso paesaggio inframezzato da svincoli, caselli, campi, laghi.

Linea adriaticaFioriello recupera i frammenti dell’essere che si dispiegano come un universo, un “quadrato senza angoli”. Ma il viaggiatore ha con sé una compagna, la macchina fotografica, complice nel misurare e selezionare la luce che avvolge ogni paesaggio.
La Linea Adriatica racconta il paesaggio italiano, ed è approdo felice di mille incertezze, la traccia di una memoria fotografica di mille viaggi che suggerisce ansia per la partenza e per l’arrivo, odori, mezzi di trasporto, persone incrociate con lo sguardo, letture in treno, dormiveglia…
Immagini di Bitonto aprono e chiudono questo racconto, questo “viaggio sentimentale” con cui Fioriello ci fornisce una mappatura non solo geografica ma anche emotiva dei suoi ricordi di un decennio. La città dell’autore fa da cornice alle varie tappe del percorso con spiagge, ville, cartelloni, cabine, scorci di paese. Cito al proposito una frase riportata nella presentazione alla mostra:” Quanto è bello lavorare nel buio di una stanza con la testa in vacanza lungo un mare azzurro”. Lungo questa linea adriatica la fotografia, secondo Carlo Garzia, “è ancora volontà di rappresentazione, cioè epica” e contemporaneamente sguardo etico.

LINEA ADRIATICA
di Giuseppe Fioriello
30 settembre-15 novembre 2010
Cappella del Castello normanno-svevo, BARI
info 080 5286111

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