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L’hip hop barese ha un nuovo protagonista: “Assami” è l’esempio per le nuove generazioni

4 Set 2020 | Nessun Commento | 2.192 Visite
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Andrea Monopoli, in arte Assami, è un rapper barese di 14 anni.

Si avvicina al mondo dell’hip hop all’età di 11 anni grazie al suo amico Stefano, in arte Sly Kid, con il quale ha intenzione di collaborare in futuro.

Lo stile e il modo di scrivere di Assami sono molto influenzati dalla scena trap italiana. I suoi brani sono, infatti, caratterizzati dall’utilizzo di autotune, di diverse parole inglesi e di onomatopee. Il flow di Assami è molto melodico e a tratti malinconico.

Al momento, il giovane rapper barese ha pubblicato due brani su Youtube: “Audemars” e “Fuoco ed Acqua”.

Il brano “Audemars” parla della sua voglia di sfondare  e di poter fare della musica un lavoro. Questo brano ha forti influenze trances, tipiche del rapper milanese Rondo, uno dei punti di riferimento di Assami.

Il  brano “Fuoco ed Acqua”, invece, descrive il rapporto conflittuale, ma molto intenso, con i suoi amici. “Fuoco ed Acqua” presenta influenze chill e ricorda molto lo stile del rapper Polo G.

I due brani appartengono a due categorie diverse dello stesso genere: da ciò si evince il fatto che Assami ami spaziare tra diversi generi e, soprattutto, sia un rapper molto versatile.

  1. “Assami” è il tuo nome d’arte. Cosa significa?

“Sono stato adottato: “Assami” è il mio nome africano. L’ho scelto perché rispecchia le mie origini e mi fa sentire me stesso”.

  • Quali sono i tuoi punti di riferimento nella scena rap italiana?

I miei punti di riferimento sono diversi. Per quanto riguarda l’old school, apprezzo molto Gemitaiz, Rocco Hunt, Madman, Salmo e soprattutto Fabri Fibra, che ascolto sin dai tempi di ‘Rap futuristico’.

Per quanto riguarda la new school, mi rispecchio in molti artisti della scena di Milano (Rondo, Vale Pain, Sacky, Sfera, Shiva) e in altri colossi come Capo Plaza, Tedua, Izi, Ghali, Dark Polo Gang”.

  • Secondo te, è importante parlare della vita di strada per essere un buon trapper?

“Penso che la trap si distingua dal rap solo per  sound e flow.  Gran parte della trap italiana non fa altro che utilizzare a caso termini come “coca” e “gang”: quella per me non è musica.

Se vieni dalla strada, puoi certamente parlare di strada, ma si può fare benissimo trap parlando di altro, ci sono tanti argomenti da affrontare”.

  • Cosa ti ha spinto a iniziare a scrivere?

“In gita scolastica, 3 anni fa,  ho conosciuto due ragazzi: Stefano e Francesco. Entrambi suonavano, ma Stefano (in arte Sly Kid) mi ha introdotto in questo genere. Stefano ha molta tecnica e molta più esperienza di me.

Ascolto inoltre tantissima musica: dal chill di Tredici Pietro, al drill di Massimo Pericolo, al trances di Rondo. Ciò mi aiuta tantissimo e mi spinge a continuare a scrivere. Il mio sogno è diventare come loro”.

  • Rioda, rapper barese da me intervistato, ha dichiarato che “chi fa questo genere lo fa per spaccare”. Sei d’accordo con questa affermazione?

“Ho ascoltato molti pezzi di Rioda e sono anche riuscito a confrontarmi con lui. È molto forte a mio parere. Io, personalmente, faccio questo genere perché penso di non avere talento in altre cose. Mi piace rappare e penso di saperlo fare bene.

Non voglio essere come tutti: voglio fare della musica il mio lavoro e darei di tutto per riuscire a raggiungere questo obiettivo”.

  • Parliamo della tua produzione. Il tuo primo brano si chiama “Audemars”. Spiegaci il significato del titolo e del testo di questo brano.

“Sono sempre stato appassionato di orologi. Quando Sfera  comprò il primo Audemars, mi venne voglia di scrivere questo pezzo. L’Audemars costa quanto una macchina e, se arrivi a poter spendere così tanto per un orologio significa che sei riuscito a portare avanti la tua passione così tanto da trarne un alto guadagno.

In questo brano parlo proprio di questo: della mia voglia di sfondare e di portare in alto la mia passione, ovvero l’hip hop”.

  • Parlaci del brano “Fuoco ed acqua”.

“È un pezzo dedicato ai miei amici, che mi piace chiamare ‘fratelli’. L’ho chiamato ‘Fuoco ed Acqua’ perché litighiamo spesso, non ci parliamo per giorni, ci arrabbiamo l’uno con l’altro, per poi tornare ad essere ancora più legati di prima. Fuoco ed acqua si completano e si uccidono, quando si scontrano è un macello”.

  • “Ho il fuoco dentro ma grandina fuori”. Cosa significa questa frase?

“Sono un adolescente, ho 14 anni, devo fare ancora tanto. Ho il fuoco dentro: tanto da dire, da esprimere e da buttare fuori col potere della musica. Fuori grandina perché tante cose mi impediscono di fare ciò che voglio. È importante ricordarsi che il  fuoco scioglie la grandine!”.

  • Hai in mente di raccogliere i tuoi brani in un EP o in un album?

“Finché non avrò dei minimi ritorni economici non voglio fare un EP o un album per una questione personale.

 Secondo me, inoltre, per spaccare basta un solo brano. Se piaci alla gente, basta un brano per diventare famoso”.

Grazie Assami, a presto!S

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