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L’Europa resta il posto ideale in cui abitare ed investire

6 Dic 2012 | Nessun Commento | 1.078 Visite
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ViennaL’Europa resta il posto ideale in cui abitare e alcune delle sue capitali si collocano ancora una volta al top dell’efficienza e della vivibilità: la nuova ricerca della società globale di consulting Mercer premia Vienna e altre 15 città europee – tra le prime 25 – nella speciale classifica che ogni anno viene stilata per offrire aiuto a imprese e organizzazioni internazionali che vogliano investire all’estero trasferendovi il proprio personale.

La ricerca premia la capitale austriaca e pone all’ultimo posto della classifica quella irachena Baghdad; e segnala in particolare che Germania (con Monaco, Dusseldorf e Francoforte) e Svizzera (con Zurigo, che è seconda, e poi Ginevra e Berna) dominano largamente il resto delle capitali europee con la sola intromissione, al terzo posto, della lontana Auckland, capitale della Nuova Zelanda. Tra le prime dieci si collocano anche la canadese Vancouver (quinto posto) e la capitale danese Copenaghen (al nono).

Lo studio risulta impietoso quando si esamini la posizione delle uniche due città italiane prese in considerazione: Milano si colloca davanti a Roma, e si piazza ad uno scarso 41/o posto, mentre la capitale è ancora più giù, al 52/o.

Nei suoi annuali rapporti Mercer prende in esame oltre 400 città nel mondo e utilizza una quarantina di criteri di valutazione come sistema sanitario, dei trasporti, stabilità politica e affidabilità delle infrastrutture, sistemi scolastici e ricreativi, consumi, situazione abitativa e molte altre variabili che marcano la qualità della vita di ogni cittadino del mondo. Quest’anno poi, Mercer ha deciso di compilare una classifica specifica per il livello di infrastrutture di ciascuna città che con ogni evidenza costituiscono il grado di attrattiva per investimenti e disponibilità del personale a trasferirsi. In questa speciale graduatoria primeggia Singapore ma le città tedesche sono anche qui tra le primi dieci classificate, accompagnate questa volta da Hong Kong e dalla capitale inglese, che si collocano a pari merito al sesto posto.

Tra la città europee inoltre si segnala la cattiva posizione di Atene, che si piazza ultima, ma che ha dalla sua la giustificazione di essere quella dove la crisi economica internazionale ha fatto più guasti. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, prima è Honolulu, seguono poi San Francisco, Boston, Chicago e Washington con New York che si piazza al 44/o. Al contrario di quel che si potrebbe pensare le città giapponesi, Tokyo in testa, si piazzano solo partire dal 44/o posto.

E’ ovvio che i paesi che normalmente sono preda di instabilità politiche e sociali, di guerre locali e sommovimenti a sfondo religioso precipitano nella classifica Mercer agli ultimi posti. Non a caso tra il 210 e il 220/o posto figurano città come N’Djamena, Brazzaville, Kinshasa e Port au Prince.

Nel giugno scorso Mercer aveva compilato un’altra classifica, questa volta dedicata a stabilire quale fosse la città più cara del mondo nel 2012: Tokyo, seguita da Luanda (Angola), Osaka, Mosca e Ginevra. In questa speciale gara Milano e Roma erano finite al 38/o e 42/ posto, sempre tanto, considerata l’offerta di servizi e infrastrutture.

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