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ANTEPRIMA. L’eterna adolescenza della Salomè di Adele Dentice. Aspettando la prima del 15 Maggio al Teatro Forma

21 Apr 2015 | Nessun Commento | 1.465 Visite
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20150418_152156~2L’episodio evangelico, narrato da Marco e Matteo, della principessa giudaica coinvolta nel martirio di Giovanni Battista, da tempo è fonte di ispirazione per numerosi autori. Una vicenda che ha affascinato la letteratura, le arti visive, la musica e le arti figurative da Baudelaire a Wilde, da Tiziano a Carmelo Bene, da Flaubert a Strauss, per tornare oggi, con tutta la sua attualità, nello spettacolo teatrale della pugliese Adele Dentice. La regista e il suo staff hanno ospitato la stampa durante le prove dell’opera, la cui prima si terrà al Teatro Forma di Bari il 15 maggio. La figura in chiaroscuro di questa giovane principessa, costretta a vestire i panni del ruolo che la società le ha imposto, diventa con la Dentice la chiave di lettura per realizzare un dramma di riflessi e riflessioni, disperati e vani tentativi di fuga dal proprio sé e incapacità di comunicare ed incontrare l’altro. Neanche quando saranno l’uno dinanzi all’altro, i personaggi della Dentice riusciranno a comunicare tra loro, le cui parole risuoneranno piuttosto come inconfessabili monologhi. Una folle ed incontrollata danza in cui si sprigionano le passioni che agitano l’intimo dei protagonisti, perennemente in bilico tra il bene e il male, tra l’idea del giusto e quella di sbagliato, questo è lo scenario portato in scena da “Quale sterminata tristezza… Salomè” della Dentice. Una danza che assume le sembianze di una sorta di “maledizione”. “Lo spettacolo sviluppa due idee fondamentali: l’incomunicabilità e l’autoreferenzialità – afferma la regista – . I quattro personaggi si rincorrono senza mai acchiapparsi, ognuno s3chiuso nel proprio ruolo che non permette alla propria libertà di sconfinare. Giovanni ho scelto di rappresentarlo come una figura fragile che, preso dalla sua passione, scappa dal mondo non avendo il coraggio di affrontare i suoi limiti. Salomè, invece, è l’elemento scompaginante, una vibrazione naturale che abbraccia tutti gli altri personaggi, un elemento vitale che li assorbe e, al tempo stesso, li disorienta. Ma è uno spirito vitale non consapevole”. La Salomè della Compagnia dei Contrari della Dentice diventa, dunque, lo spunto con cui affrontare tematiche legate al proprio intimo, al duro e amaro confronto con i propri limiti e il proprio cocente desiderio di sconfinarli per acchiappare le proprie rivendicazioni di libertà, una libertà che pare essere raggiunta solo attraverso la danza, s2simbolo della totale espressione della propria personalità. Personaggi cristallizzati in panni per loro troppo stretti, incapaci di confessare e ammettere le loro colpe, smascherati nella loro ipocrisia da un’imparziale voce fuori campo che può suonare crudele ma restituisce loro l’immagine veritiera delle loro doppiezze e nefandezze. Di qui la scelta di una scenografia essenzialmente minimale, che farà ricorso a due sole sedie e a dei pannelli dietro i quali i personaggi e le loro ombre troveranno rifugio, per lasciar spazio, in scena, ad un unico grande protagonista: l’animo conteso tra lusinghe e passioni dei quattro personaggi principali. I costumi, invece, saranno moderni quanto la rivisitazione della vicenda evangelica proposta dalla Dentice.

Primo dramma di una trilogia, “Quale sterminata tristezza… Salomè” andrà in scena il 15 maggio al Teatro Forma di Bari. Per maggiori informazioni, è possibile visitare la pagina web: www.facebook.com/pages/Compagnia-dei-Contrari/664406490331354.

 

“Quale sterminata tristezza… Salomè”, regia di Adele Dentice. Cast: Angela Borromeo (Salomè), Luca Amoruso (Giovanni), Tiziana Basili (La regina), Lorenzo Vicenti (Il re). Musiche originali di: Luigi Morleo. Coreografie di: Giusy Colamartino. Cantante e voce: Marica Lospalluti. Scenografie: Rosangela Finetti. Direttore artistico: Annamaria Cremone. Direttore di scena: Gianni Pantaleo. Danzatori: Roberta Catacchio, Carlos Martinez, Karen Albonetti, Claudia D’Acquisto, Claudio Vitale, Antonella Zaza.

 

 

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