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         Direttore responsabile: Michele Traversa
Le grotte di Castellana, una ricchezza inestimabile per il nostro territorio alla portata di tutti

5 Mar 2009 | Nessun Commento | 12.603 Visite
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Grotta bianca
Dopo il boom di turisti dell’estate 2008, ed in particolare con le visite notturne delle splendide grotte sotterranee, prende il via la nuova stagione primavera-estate alle Grotte di Castellana, che si preannuncia ricca di novità e attività interessanti.
A partire dalle iniziative scientifiche per ragazzi (e adulti accompagnatori) Speleojunior, Scienza delle Grotte, Strani nuovi incontri, Laboratoriando, BioSpeleologia e Ecologia e inquinamento dell’ecosistema carsico.
Per gli adulti, invece, oltre alle visite turistiche è possibile conoscere e divertirsi con l’Osservazione dello Spazio, il Museo Speleologico Franco Anelli, la Mostra Fotografica dei 70 anni.
Per i più ‘intrepridi’ sono aperti i corsi di Speleologi, per esplorare i meandri più sconosciuti delle grotte.

La GraveLo scorso anno le grotte hanno raggiunto 70 anni dalla loro scoperta (1938-2008) ad opera di Franco Anelli. Chiamato a condurre una campagna di ricerca speleologica in Puglia, il 23 gennaio 1938 si affacciò sull’orlo della Grave.
Disceso sul fondo della voragine ne esplorò il perimetro e scoprì l’imbocco di una galleria che lo portò all’interno del favoloso complesso speleologico.
Dopo la scoperta del 1938 Anelli tornò alle Grotte di Postumia (in Slovenia) e ne divenne il direttore; incarico tenuto fino al 1945 quando fu costretto a fuggire sotto l’incalzare delle vicende belliche.
Nel 1940, intanto, a opera di Vito Matarrese, era stata scoperta l’ultima e più bella caverna del sistema carsico, la Grotta Bianca.

La fantasia della Natura ha creato nelle grotte di Castellana singolari concrezioni, nelle quali gli scopritori e i primi visitatori hanno riconosciuto forme e aspetti del mondo esterno e alle quali hanno attribuito denominazioni che da allora contraddistinguono i vari ambienti. Già dalla prima caverna chiusa si incontra una riconoscibilissima Lupa romana, seguono poi il Cammello, i Cactus e il Castello, grandi gruppi stalagmitici della Caverna dei monumenti.
Coppa del mondoLa natura ha spesso legato assieme anche note sacre e profane: la calza di Nylon pende ad esempio, come messa ad asciugare, all’ingresso del Corridoio dell’Angelo, sul quale sembra però vigilare un’aerea cortina alata, poco oltre la Civetta, animale sacro a Minerva.
Ancora un altro ambiente ed ecco il Presepe, quindi il Serpente, l’Altare e la Fonte, per rimanere nella prima parte del percorso.
Procedendo verso la Grotta Bianca appaiono in sequenza, dopo il Corridoio del Deserto, la Coppa di Champagne, il Duomo di Milano, in onore di Anelli, nativo di Lodi, il trono di Plutone, signore degli inferi, l’Inferno, alla cui soglia è un incerto Dante e la Torre di Pisa, ambiente noto anche con il nome di Caverna della Colonna Rovesciata.
Una ricca formazione semicircolare, il Baldacchino e la successiva Caverna della Cupola sono, infine, il preludio alla Grotta Bianca.

Nel 1949 l’amministrazione comunale di Castellana lo chiamò a ricoprire l’incarico di direttore delle Grotte, che terrà fino al 1977, anno della sua scomparsa. L’osservatorio astronomico è stato allestito dal Comune di Castellana nel 2000 presso il museo speleologico “Franco Anelli”. La sala multimediale dell’osservatorio si trova all’interno della struttura museale, mentre il sito osservativo si trova sul terrazzo della stessa. Da più di mezzo secolo costituiscono una delle attrazioni turistiche del meridione più visitate.
Oggi, a 71 anni dalla loro scoperta, grazie ad una gestione attenta alla promozione e alla valorizzazione scientifica, che stanno portando importanti frutti in termini di presenza e visibilità mediatica, le Grotte di Castellana, con grande ambizione, sono pronte a ritornare ad essere
Le Grotte segnano il percorso di un antico fiume sotterraneo. Scoperte il 23 gennaio 1938 dallo speleologo di Lodi, Franco Anelli, formano un complesso speleologico grandioso, il più bello conosciuto in territorio italiano.
La lupaLe visite si effettuano con l’ausilio di una guida, secondo due itinerari: quello breve di circa 1 km, fino alla Caverna del Precipizio, della durata di 50 min, e quello completo, fino alla Grotta Bianca, di circa 3km e della durata di 2 ore.
Si accede alle Grotte attraverso una scalinata che conduce fino al fondo della Grave, mentre la risalita è assicurata da una coppia di veloci e sicuri ascensori. Efficace e suggestivo è il nuovo impianto di illuminazione.
E’ stato attivato il laboratorio didattico biospeleologico, aperto a tutte le scuole del territorio italiano previa prenotazione.

Da qualche tempo (e l’organizzazione ha pensato anche nella prossima estate di continuare) sono iniziate delle rappresentazioni teatrali all’interno delle grotte, appunto per poter diversare non solo l’offerta ma anche renderle fruibili per tutto il giorno.

Come arrivare

in aereo

dall’aeroporto di Bari 50 km
dall’aeroporto di Brindisi 70 km

in treno

Ferrovie dello Stato fino a Bari
Ferrovie del Sud-Est da Bari sino alle Grotte di Castellana

in automobile

da Napoli – A16 – uscita Bari Nord > S.S. 16 uscita Conversano-Cozze > S.S. 634
da Pescara – A14 – uscita Bari Nord > S.S. 16 uscita Conversano-Cozze > S.S. 634
da Taranto – A14 – uscita Gioia del Colle-Putignano > S.S. 377
Per info e prenotazioni tel. 080 4998211 www.grottedicastellana.it

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