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“L’architettura è la concretezza del sogno”: le creazioni di Silvia Cassetta al DIN 2016

16 Apr 2016 | Nessun Commento | 1.425 Visite
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sSilvia Cassetta, giovane architetto tranese, ci ha abituati a fotografare il mondo dal suo sguardo attento, ci permette di vedere all’interno dello spazio ampio che intercorre tra la creatività, l’idea, lo studio, la fattibilità e l’azione. Un cono di luce il suo, che, come un occhio di bue teatrale, disvela ciò che lei crea, meravigliando l’osservatore. Così come stupisce la sua persona e il suo pensiero creativo, capace, come demiurga contemporanea, di aggiungere bellezza e funzione ai materiali, di dare loro nuova vita, avere visioni altre della realtà attraverso i suoi concept. Silvia da sempre strizza l’occhio al design evoluto ed elegante, così come è lei, serbando nel suo universo onirico ed interiore la sua terra d’origine, la Puglia, il mare, il movimento fluido dell’arte coreutica ma anche il suo rigore, e la funzionalità. Sino al 17 aprile esporrà le sue “creazioni” negli spazi dedicati a Promotedesign.it  con l’evento espositivo DIN, design in, il Fuorisalone più “in”, in concomitanza con il Salone Internazionale del Mobile. E’ una delle protagoniste della settimana più importante del design internazionale. L’appuntamento anima ogni anno tutta la città di Milano, da sempre culla e fucina dell’industrial design italiano, grazie a numerosi eventi organizzati per mettere in luce le idee più brillanti ed innovative provenienti da ogni parte del mondo. Din 2016 è proprio nel cuore della zona Lambrate, che da alcuni anni rappresenta a pieno la multiculturalità progettuale dell’intero Fuorisalone.

Dopo esperienze di lavoro in Italia e all’estero presso altri architetti associati, Silvias2 Cassetta apre il suo personale studio di progettazione architettonica e di design con la sua firma su design di pezzi unici di Furniture e Interior design. Lo studio “Knowarchitecture” ha una sede a Roma e un’altra in Puglia.

La sua ricerca è molto sensibile al recupero di strutture e pezzi dismessi e la filosofia del suo design è volta ad affrontare soluzioni che considerino il progetto un modo per migliorare la vita e non solo la forma. La Cassetta ha alle spalle un curriculum di tutto rispetto, anche con esperienze internazionali molto formative. Dopo la laurea, infatti, è presso lo studio di architettura di Alberto Ferlenga Associati a Milano e partecipa a numerosi workshop internazionali di architettura, con una “summer experience” a Miami, nello studio di R. Behar. Nel 2008 consegue il Master in Interior Design presso la Scuola Politecnica di Design di Milano. Dal 2008-2009 lavora in “Design International” a Londra, società inglese che realizza grandi progetti di retail design e resort  www.designinternational.com.

Il suo motto? “L’architettura è la concretezza del sogno”. La progettualità non può essere separata dal rapporto con l’ambiente, dunque è spontaneo il suo interesse per l’applicazione della bio-architettura ai suoi progetti, perchè – come ella sostiene – “L’unica regola da rispettare sempre è l’amore per la natura e la naturalezza delle cose”. Nuove linee dinamiche hanno generato le sue collezioni di design che uniscono la ricerca innovativa delle forme alla tradizione dei materiali. Ed è in questo solco che si inscrive l’ultima sua creazione: Lira. La collezione Lira (nome latino di “solco”), consiste in piccoli tavolini, realizzati esclusivamente con basi in pietra recuperate da segherie di marmo pugliesi. L’idea è quella di dare un valore a ciò che è stato “base di lavoro” per la creazione di altri pezzi. Le pietre utilizzate sono infatti piene di solchi e graffi, risultato casuale di precisi tagli di lavorazione, che i dischi rotanti diamantati effettuano per scolpire altri elementi in pietra, con precise identità. Lira rende, invece, protagonisti i materiali di s3risulta, solcati e segnati, che altrimenti andrebbero buttati.  E’ un design che rilegge con nuove identità le basi; scarti che, con i loro segni, offrono letture più interessanti di una semplice superficie liscia.

L’allestimento al DIN è però composito: su Lira, infatti, fanno bella mostra di sè altre creazioni a sua firma come la Pipoliva e Cerasì, due oggetti simili ad una pipa per degustare con eleganza e senza sporcarsi le mani rispettivamente le olive da aperitivo oppure le ciliegie, consentendo di disfarsi del nocciolo attraverso un leggero soffio di classe, deponendolo nel manico cavo degli oggetti stessi. L’intento è proporre un nuovo modo, quasi un rito della degustazione, che rende onore al frutto prezioso dell’ulivo o a quello goloso del ciliegio. Oggetti in ceramica dal design seducente, degni di banchetti metropolitani dove il design è a servizio di eleganza e funzionalità. Pipolva o Cerasì si possono appendere al collo come se fossero gioielli, comodi da portare se si mangia durante banchetti in piedi. Completa la collezione oLive shell, un piattino da degustazione, anch’esso in ceramica tra gli ultimi oggetti concepiti dalla professionista tranese. Simile ad una conchiglia nella forma, permette di contenere olive e ciliegie e di deporre i noccioli, celandoli in una piccola cavità al suo interno.

Din > Design in Fuorisalone, 12-17 aprile 2016, via Massimiano 6/ via Sbodio 9 Lambrate Milano.

www.silviacassetta.com

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