English Spanish German Russian Chinese Italiano
LSDmagazine
Il vostro pezzo mancante. Cultura, Stile, Vita, Attualità, Relax e non solo.
         Direttore responsabile: Michele Traversa
L’appassionante “Die Walküre (La Valchiria)” di Pagliaro giunge finalmente sul palco del “Petruzzelli”

1 Mag 2019 | Nessun Commento | 374 Visite
Di:
Print Friendly, PDF & Email

La musica non esprime la passione, l’amore, la nostalgia di questo o quell’individuo in questa o quella situazione, ma la passione, l’amore, la nostalgia stessa. La musica è la lingua della passione.” [Richard Wagner]

Nel frenetico ritmo di vita che ci siamo imposti, pare impossibile potersi affrancare per ben quattro ore consecutive, sfuggire alle morse degli impegni, nascondersi al mondo per il nostro solo personalissimo piacere. Eppure ci sono ancora frangenti in cui il tempo non può contare, così come i minuti non possono essere contati, ma occorre lasciarli scorrere e trascorrere senza fretta o ansia, quasi senza allinearli, restando sospesi in un avvolgente e rassicurante limbo, in una dimensione atemporale in cui è persino possibile attendere dieci anni per condividere appieno un’emozione, per vedere realizzato quello che, sinora, si era solo potuto immaginare. “Die Walküre (La Valchiria)”, la nuova produzione della Fondazione del Teatro Petruzzelli, terzo titolo dell’annuale cartellone d’Opera, è, in fondo, tutto questo, ma anche e soprattutto un’audace scommessa, mirabilmente e senza alcun dubbio, vinta, che ha sfidato i pessimismi di quanti, da quando, nel lontano 2009, la messa in scena fu spostata, a causa delle lentezze della ricostruzione del Politeama, nello Spazio 7 della Fiera del Levante di Bari, disperavano di riuscire a vederla compiutamente realizzata su di un vero e prestigioso palcoscenico. Ed, invero, nonostante la seconda parte (ma identificata dall’autore come prima giornata) sia, dalla sua prima rappresentazione del 1870, la frazione più frequentemente eseguita di tutta la tetralogia de L’anello del Nibelungo di Richard Wagner, comprendiamo che il suo inserimento in cartellone possa spaventare, se non addirittura terrorizzare, pur essendo senza dubbio la creatura wagneriana maggiormente fruibile dal grande pubblico, soprattutto per quella sua capacità, rara nelle creazioni del compositore tedesco, di presentarsi come una perfetta commistione tra parole e musica, riuscendo ad emozionare ed appassionare in modo diretto, tanto da essere accomunata alle opere di Verdi o di Puccini, sviluppando la tanto ricercata forza poetica senza doverlo fare “a prezzo di stridori e stonature”, critica che, dopo la sua morte, fu mossa all’intera produzione del Maestro. In Die Walküre si realizza pienamente il sogno wagneriano, grazie ad una storia in fondo semplice, foriera e precorritrice di concetti largamente analizzati nella letteratura novecentesca (basterebbe citare Sangue welsungo, il racconto datato 1906 di Thomas Mann, in cui due gemelli, Sigmund e Sieglinde, dopo aver assistito ad una rappresentazione di Die Walküre finiscono col commettere un incesto, proprio come gli omonimi protagonisti dell’Opera), ma supportata dalla maestosa potenza evocativa della musica, che ha il suo culmine in quella inedita ed irripetibile Cavalcata delle Valchirie che resta uno dei brani d’opera più famosi al mondo.

L’edizione del Teatro Petruzzelli esaltava ognuna di queste qualità, grazie ad un lavoro d’insieme davvero raro e prezioso. Così, non crediamo non si potesse che restare ipnotizzati davanti alla geniale regia di Walter Pagliaro, pregna di geniali allegorie, con una visione cinematografica e, al tempo stesso, fedele ai dettami del teatro, come lo stesso Wagner avrebbe voluto, perfettamente coadiuvato da Luigi Perego nelle sublimi e monumentali scene e nei costumi sfarzosi, da Daniela Schiavone nelle coreografie e da Gigi Saccomandi nelle luci. La più che perfetta esecuzione dell’Orchestra del Teatro Petruzzelli, che continua a sorprenderci per la capacità di migliorarsi ad ogni nuova prova, energicamente condotta dal Maestro Stefan Anton Reck, esaltava le tante doti vocali dell’ottimo cast, tra cui ci permetterete di ricordare la straordinaria Sieglinde di Charlotta Larsson, la possente Brunilde di Catherine Hunold e l’instancabile Wotan di Robert Bork, cui vanno aggiunti il Siegmund di Lars Cleveman, la Fricka di Michelle Breedt ed l’Hunding di Ramaz Chikviladze, senza dimenticare la strabiliante performance delle otto Valchirie nel famosissimo terzo atto, tutti giustamente salutati da vere ovazioni da un pubblico finalmente consapevole di poter assistere ad allestimenti di altissima qualità. �$

.

Nessun commento ancora

Lascia un commento

CASHBACK WORLD
il mondo visto di traversa
per vie traverse
Sinestesie Mediterranee
LSD webradio
Coming Soon

LSD television
Coming Soon

per vie traverse
Per Informazioni
E-Mail: info@lessonnumper1.it

Categorie