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L’antivelina è di moda per Philosophy di Alberta Ferretti

18 Feb 2012 | 17 Commenti | 8.138 Visite
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Philosophy-di-Alberta-Ferretti
In un mondo dove regna l’avanguardia, la donna Philosophy di Alberta Ferretti non può che essere una ricercatrice in carriera. La moda deve essere al passo con i tempi e la donna deve essere proiettata in un mondo dove occorre usare il cervello. L’ambiente è quello di un laboratorio di ricerca e l’innovazione si sposta anche sui tessuti. La flanella viene doppiata con maglina di seta e poi laccata, gonne, giacche, camice e cappotti diventano impermeabili con uno strato di Pvc.

Avevo voglia di fare pulizia e rigore“, ha spiegato la Ferretti, che mentre è a New York per presentare la sua collezione alla settimana della moda, in Italia Belen indossa un suo abito durante il festival della canzone italiana, “ma sempre mantenendo l’elemento della femminilità, Dna essenziale delle mie creazioni“. Il punto vita è sempre segnato, vuoi che sia da un cinturino, o da un taglio che si restringe a metà della silhouette. Gli abiti sono ricamati con diamanti esplosi fermati con un sottovuoto spinto e sopra una colatura di Pvc. I tailleur per l’inverno sono di cotone doppio e la classica chemisier da ricercatrice è in organza di seta. I collettini sono termosaldati e fatti con lavorazione a laser mentre le pellicce sono reversibili. Anche le borse si sono messe al passo con i tempi e sono diventate le classiche cartelle porta documenti che tuttavia al giorno d’oggi non contengono fogli di carta ma sono fatte per infilarci dentro l’iPad. I Pvc calza a pennello anche sulle scarpe dal tacco piuttosto audace. I colori vanno dal grigio perla, al bianco al cammello.

Innovativi anche anche l’ingresso in passerella e l’uscita con le modelle fatte salire e scendere tramite le scale mobili dell’Avery Fisher Hall al Lincoln Center. Portamento e acconciature dei capelli delle modelle sono stati ispirati dal film “Gattaca – La porta dell’universo“, pellicola di fantascienza del 1997 diretta da Andrew Niccol con Uma Thurman e Jude Law.

E’ un relax di lusso, pensato per la donna che viaggia la nuova collezione “Atelier” di Max Mara. La casa di moda italiana ha scelto il suo negozio monomarca su Madison Atelier-di-Max-MaraAvenue, trasformato per l’occasione in un lounge di aeroporto, per presentare la sua linea di dieci cappotti couture/jogging. Il tema non può che essere il viaggio, inteso non come una suggestione astratta, bensì come una circostanza abituale nella vita della donna di oggi. “Il concetto alla base della nostra collezione”, ha detto all’Ansa Laura Lusuardi, coordinatore moda Max Mara, “è quello che unisce valore sartoriale e uso pratico. Ad esempio le giacche vanno su gilet reversibili che sembrano degli abiti. In parte sono in piuma d’oca, parte in maglia, parte visone“. Elemento indispensabile sono le tutte che vanno ovunque e rafforzano l’idea del viaggio e sono in tutti i colori dei cappotti. I cappotti vanno dalla linea a vestaglia, a uovo, a trench. Le tonalità sono in grigio, nero, cammello. Gli accessori comprendono le scarpe pantofole, i colli staccabili e le borse di struzzo. La linea “Atelier” viene distribuita attraverso una rete selezionatissima di sole 60 boutique nel mondo.

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