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         Direttore responsabile: Michele Traversa
L’angolo del Mare: una breve introduzione

22 Feb 2009 | Nessun Commento | 3.766 Visite
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vela Andare per Mare è di per sè un’emozione unica, sentirsi sospesi sulle sue profondità, avendo come unica “divisione” tra Lui e te un guscio di legno o vetroresina, è una sensazione indicible. Se questo “guscio” ha poi come mezzo di locomozione la vela, il vento, la cosa diventa estremamente emozionante. Spostarsi sul mare, scivolare su di esso, senza il rumore del motore, senza l’olezzo dei suoi gas di scarico, essere “costretti” a dominare un elemento capriccioso come il vento per poter far muovere la propria imbarcazione, controllando moto ondoso, rollio, manovre, cime ecc. è una sensazione unica.
E’ di questo modo di vivere il mare che intendo parlare in questa mia rubrica.
Affrontarlo con timore e conoscenza, esperienza e tecnica, sapendo sempre che comunque il rischio di sottovalutarlo può risultare pericoloso. Ho praticato la subaquea per anni, come apneista, ho quindi imparato soprattutto che per godere delle soddisfazioni che l’elemento azzurro può regalare, lo si deve rispettare e temere, anche quando ti sembra calmo e invitante.
Questa mia decennale esperienza mi ha portato ad affrontare l’avventura velica con la dovuta attenzione, conscio sempre del fatto di avere a che fare con una delle forze più potenti della natura. Dopo le varie esperienze sulle cosidette “derive“, (le piccole imbarcazioni con deriva mobile, cioè con quella “pinna” posta sotto lo scafo, rientrabile), decisi di affrontare la vela “vera“, la complessità della navigazione con due vele, la loro regolazione, il controllo globale del mezzo, dei pesi, gli ormeggi e via dicendo. Intendo scrivere della vela con l’entusiasmo e la prudenza del neofita, parlare delle mie emozioni, delle mie sensazioni, delle lezioni dei miei maestri, della loro saggezza, del loro modo di guardare “in toto” barca, vento, mare come un unico elemento. Non è mio desiderio insegnare niente a nessuno, ciò di cui intendo parlare sono le motivazioni per cui può essere interessante avvicinarsi al mondo della vela, al modo più pulito e indolore di affrontare e godere il mare, a come si possa scoprire sfacettature della propria personalità (e di quella degli altri) che in altri contesti non potrebbero venire fuori. Parlerò della barca, dei suoi elementi, del loro uso e utilizzo, ripeto senza voler fare il professore, ma limitandomi a “passare” il mio entusiasmo, la mia esperienza, nella speranza di incuriosire, affascinare il lettore e indurlo a “provare” a mettere piede su uno di questi meravigliosi mezzi nautici, tanto moderni eppure tanto antichi nel loro modo di muoversi… Cercherò di alternare spiegazioni e descrizioni ad aneddoti e racconti vissuti in prima persona, insomma una specie di infarinatura generale per far sapere a tutti coloro lo desiderassero, cosa può nascondere una semplice “uscita” di 3 ore al largo della propria città, o una navigazione di qualche giorno lungo le nostre splendide coste.
A presto.

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