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La X Convention Mondiale Ciao Italia porta a confronto i ristoratori di tutto il globo: E’ fondamentale mantenere lautenticità del marchio italiano

17 Apr 2009 | Nessun Commento | 1.985 Visite
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Ciao ItaliaSi è conclusa con una polemica tra i ristoratori italiani all’estero e le Istituzioni la conferenza di ieri di Ciao Italia con gli interventi nella tematica “Per una politica nella ristorazione italiana nel mondo“. Ad ascoltare le richieste dei ristoratori è stato il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Antonio Buonfiglio, una delle poche personalità che si sono presentate alla Convention.

Il presidente dell’associazione che rappresenta i ristoratori italiani nel mondo, Bartolo Ciccardini, ha ringraziato appunto Buonfiglio per il suo intervento: “Le istituzioni italiane dovrebbero partecipare attivamente a questi eventi. Il Sottosegretario Buonfiglio è stato uno dei pochi politici a mantenere l’impegno preso con la nostra associazione partecipando alla Convention e ascoltando le reali problematiche dei ristoratori italiani nel mondo”. Buonfiglio ha sottolineato infatti come “il compito delle Istituzioni è partecipare a questo tipo di eventi”, dopo aver ascoltato le polemiche di alcuni ristoratori presenti alla Convention. Che hanno affermato di essere venuti a Bari per parlare proprio con le Istituzioni dei problemi che li riguardano, ma purtroppo molte personalità non si sono presentate.

Secondo il Sottosegretario alle Politiche Agricole “è fondamentale mantenere l’autenticità del marchio italiano soprattutto all’estero dove il problema più grande è quello delle contraffazioni. Inoltre in un momento di crisi come quello attuale il nostro sistema agroalimentare va conservato con cura. C’è bisogno, quindi, di tutelare gli italiani all’estero perché vi è un’Italia anche fuori dai confini nazionali che va tutelata in quanto potrebbe essere un veicolo commerciale trainante per la nostra economia. Solo negli Stati Uniti ci sono miliardi di prodotti che richiamano quelli italiani. Ciò vuol dire che è necessario tutelare i nostri prodotti”. “E’ importante quindi che le Istituzioni – ha concluso Buonfiglio – insieme ai ristoratori italiani nel mondo riescano ad affermare la cultura del mangiare italiano, certificata, di qualità e autentica”.

Antonio Buonfiglio“Cosa ha fatto Ciao Italia per noi”? Da questa, provocatoria domanda, rivoltagli in occasione di una riunione a New York, inizia l’intervento di Bartolo Ciccardini, presidente mondo di Ciao Italia. “Non è un atteggiamento da imprenditori che fanno onore all’Italia – tuona – anzi è un comportamento da combattere. Faccio tutto questo non per i ristoratori, ma per il Paese”. Il presidente analizza la situazione dell’Italia, definito “Paese malato, che ha avuto un momento di crescita, ma ora deve trovare una nuova strada”. Di quale strada parla è presto detto. “Dovete diventare sistema, farvi rete, cosa che ancora non siete pronti a fare. Il secondo passo è la scuola, la formazione, per la quale va avanzata una richiesta pressante”. In altre parole, abbandonare la vocazione dei corsari e diventare autonomi. “Siete stati capaci di conquistare un impero, autentici corsari, spinti dall’aspirazione alla libertà. Lo spirito dei corsari è quello della democrazia, della divisione in parti uguali del bottino. Si sta in barca tutti insieme, con grande fiducia. Quella fiducia che ora non c’è. Allora fate da soli, siate autonomi perché l’iniziativa statale, nell’attuale fase di crisi, non arriverà”.

Sono 500mila i dipendenti per un giro d’affari di 25 milioni di euro e 3 milioni di clienti in tutto il mondo. Questi i numeri della ristorazione italiana nel mondo. Un settore, che tra mille difficoltà, riesce a mantenere alto il suo valore e la sua leadership nel settore enogastronomico e agroalimentare. Questo in sintesi il contenuto della relazione di Augusto Strianese, vicepresidente di Assocamerestero. Le Camere di commercio all’estero rappresentano un’importante risorsa per la tutela dei prodotti italiani, ricorda Strianese, sottolineando il ruolo trainante che le stesse hanno svolto nella diffusione della dieta mediterranea. Un regime alimentare che rimarca la qualità dei prodotti italiani come sinonimo di benessere a tavola.Un patrimonio di unicità e non riproducibile.

Ciao Italia” Il Made in Italy agroalimentare, come patrimonio, ha bisogno di protezione, di promozione e di valorizzazione per crescere e affermarsi in Italia e all’estero”, lo afferma Ludovico Gay nella relazione letta per conto di Giuseppe Nezzo,capo del dipartimento alle politiche di Sviluppo economico e rurale. “Il Ministero ha il compito di tenere alta la guardia sulla speculazione dei prodotti alimentari italiani, contrastando il fenomeno dell’Italian sounding, la contraffazione dei brand italiani”. Gay sottolinea l’importanza del binomio cibo-territorio, unica chiave del successo agroalimentare italiano all’estero. Quindi, migliorare in misura netta il rapporto tra ristorazione e Made in Italy agroalimentare, diviene priorità assoluta da parte dei ristoratori di prodotti italiani nel segno della qualità. “Questo non è solo l’indirizzo del Ministero – conclude Gay – ma anche dei ristoratori italiani all’estero e dei ristoratori esteri in Italia”.

(Le foto sono di Raffaele Tiberino)

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