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La vera storia di Capitan Uncino nel romanzo di Mario Petillo (Scatole Parlanti ed.)

22 Gen 2020 | Nessun Commento | 287 Visite
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Vi siete mai chiesti perché Capitan Uncino prova odio nei confronti di Peter Pan? Da dove viene e come è diventato il terribile capitano della Jolly Roger? Se vi siete posti queste domande e non avete trovato risposte, dovete leggere il libro di Mario Petillo, “James Hook. Il pirata che navigò in cielo” (Scatole Parlanti edizioni). Capitan Uncino, James Hook nel romanzo di Petillo, è colui che ricopre il ruolo del cattivo nella storia di Peter Pan, il bambino che non voleva crescere, ma è veramente lui il cattivo? Se leggiamo la storia di Petillo conosciamo la vera storia di James Hook, attraverso un lungo colloquio tra il capitano e il suo fido secondo, Spugna. Una nuova prospettiva ci fa rileggere la storia di Peter Pan in maniera del tutto nuova. La nostra attenzione si è sempre focalizzata sul bambino di Neverland e mai in maniera attenta sugli altri personaggi e ora Petillo ci svela dei retroscena estremamente interessanti, che potrebbero far spostare l’ago della bilancia in favore del famoso Uncino, al secolo James M. Turner. «Turner nacque nel novembre del 1700, all’inizio del nuovo se­colo, nel Berkshire, una delle contee dell’Inghilterra sud orientale, tra l’Oxfordshire e il Buckinghamshire: la cittadina che gli diede i natali era la piccola Crowthorne, che contava poco più di cinquemila abitanti all’epoca. Quasi quaranta miglia da Londra e venti da Eton, il più vicino dei principa­li centri della contea».

È da un dato storico ben preciso e reale parte la ricostruzione di Petillo, che pagina dopo pagina indaga fatti storici intrecciandoli con risvolti psicologici e fantastici. Veniamo a conoscenza dell’infanzia di Turner, una infanzia non del tutto idilliaca, segnata dalla perdita precoce di una madre affettuosa e la presenza di un padre anaffettivo. In Turner si sviluppa, grazie ai seppur pochi insegnamenti della madre, il desiderio di conoscenza, che lo porterà a Eton, il leggendario college inglese, ed è proprio a Eton che si verifica quell’incontro, taciuto altrove, che cambiò definitivamente la vita di James Hook. Mentre il giovane James dorme, irrompe nella sua stanza, come è solito fare, Peter, che contro la sua volontà lo porta a Neverland. Petillo ci fornisce, così, un approfondimento su quella figura su cui James Matthew Barrie aveva dato solo alcuni accenni, ovvero che era stato il nostromo di Barbanera e che aveva studiato proprio a Eton. Fino ad ora, tutte le Origin Story non avevano tenuto conto di queste due indicazioni, sulle quali Petillo ha indagato e ragionato, ricostruendo una storia completa su James Hook. In questa operazione di ricostruzione l’autore ha descritto Peter Pan attingendo al disegno proposta dalla Disney, ma gli altri protagonisti sono pensati da zero. Molti personaggi sono plasmati sui profili storici, come accade per Barbanera e la sua ciurma o Israel Hands e gli altri pirati nominati, così come gli eventi, gli assalti, le rotte, i viaggi sono tutti documentati dalla storia. Il racconto di James Hook offre semplicemente una soluzione ad alcuni misteri che la storia che conosciamo non ha saputo o voluto raccontare.

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