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La vera storia della Gazzetta del Mezzogiorno. Parte V

12 Lug 2015 | Nessun Commento | 1.690 Visite
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gazz8Riccardo Forte

Il nuovo direttore della Gazzetta si chiama Riccardo Forte, un giornalista napoletano freelance che collabora con la Gazzetta fin dagli anni Venti. Dopo il secondo conflitto ha diretto, sia pure per breve tempo, alcuni quotidiani a Venezia, Catania e la Gazzetta del Popolo di Torino. Nel 1948 ha ripreso a fare il giornalista ‘viaggiatore’ in tutto il mondo inviando alla Gazzetta pregevoli corrispondenze politiche, sociali e di costume dei paesi che visitava. Nato in provincia di Napoli da padre pugliese e madre napoletana, Forte è stanco, cerca un porto in cui ancorarsi. Sa che è stato chiamato a reggere l’incarico in attesa che maturino altre scelte, tuttavia nutre la fiducia di fare bene, di essere confermato. Non sarà così. Alla Gazzetta hanno altri progetti. Ci sono ipotesi di rinnovamento, di rilancio della testata in una prospettiva diffusionale più ampia, anche nel notiziario locale, con l’aumento delle pagine provinciali, e con nuovi apporti professionali nelle redazioni dei capoluoghi di provincia. In breve coprire l’intera regione e consolidare la presenza della Gazzetta in Basilicata.

Sono progetti che non si possono realizzare con un direttore di transizione e Oronzo Valentini, insieme a Giuseppe Gorjux figlio di Raffaele, scalpitano. Devono aspettare. In continuità con il fascismo, i quotidiani sono più che mai espressione della multiforme classe politica della neonata Repubblica e la Democrazia Cristiana si è accaparrata buona parte della stampa nazionale, una torta che deve essere divisa equamente fra i nuovi leader politici del partito di governo diviso in ‘correnti’.ga3

A fare le ‘porzioni’ nei quotidiani del Mezzogiorno sono Aldo Moro, Amintore Fanfani ed Emilio Colombo i tre ‘cavalli di razza’ della DC e della politica nazionale. Insomma, l’atmosfera che si respira in redazione non è delle migliori per Forte che nonostante le sue buone intenzioni, non riesce a governarla e questa mal sopporta la direzione di un professionista avulso dalla realtà sociale meridionale. Così quando, dall’inizio di novembre 1961, appaiono i primi editoriali a firma di Oronzo Valentini, è chiaro che Riccardo Forte è al capolinea.

 

Oronzo Valentini

ga2Valentini ‘firma’ la sua prima Gazzetta quale Direttore Responsabile, il 18 marzo 1962 e rimane in carica fino al 23 febbraio 1979. L’anno successivo Giuseppe Gorjux è chiamato alla vice direzione.

Negli anni Sessanta anche a causa del ‘miracolo economico’ inizia una nuova stagione politica e la Gazzetta intende partecipare da protagonista al dibattito socio-politico del Paese, della regione. In breve, il mondo, l’Italia, la realtà sociale è cambiata, anche se i meridionali sono costretti a vivere con le rimesse dei loro giovani emigrati, ‘trasferiti’, in cerca di lavoro nel Nord Italia, dell’Europa. Per il giornale diretto da Valentini è tempo di lanciarsi in nuove esperienze. Bisognava voltar pagina. Anche l’ampliato corpo redazionale non è più di stretta osservanza democristiana.

Così il giornale che appoggia la politica di centro-sinistra voluta da Aldo Moro vara nuove rubriche popolari, aumenta lo spazio dedicato allo sport, sono gli anni dell’Inter stellare, e con una serie di altre iniziative attira sempre più lettori producendo consistenti attivi di bilancio. Tanto che già nel 1967 viene acquistato il suolo per costruire, in via Scipione l’Africano, una nuova grande sede inaugurata nel 1972 da Giovanni Leone all’epoca ga4Capo dello Stato. Dieci anni dopo, il 16 agosto del 1982, il piccone inizia ad abbattere il vecchio Palazzo del Giornale nell’assordante silenzio di tutte le istituzioni locali. Persino la Gazzetta ignora il misfatto. Nessuno tentò di salvare il vecchio edificio in stile Liberty.

Nel 1985 sulle ceneri della storica sede viene edificato un moderno, imponente palazzo in vetrocemento che nei suoi trent’anni di vita non è mai stato utilizzato appieno. Sembrava come se il vecchio Palazzo Liberty rivendicasse il titolo di ‘Palazzo del Giornale’. E nell’aprile scorso la Gazzetta torna ad occupare l’antico sito, i piani 8 e 9 della costruzione in piazza Moro ex piazza Roma.

 

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