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La vera storia del cristianesimo che i credenti forse non conoscono di Gianfranco Cingolani

8 Set 2019 | Nessun Commento | 219 Visite
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La vera storia del cristianesimo che i credenti forse non conoscono di Gianfranco Cingolani è un’opera molto articolata: in circa cinquecento pagine l’autore cerca di dipingere un quadro completo per chi vuole discutere di verità che sono spesso troppo dure da digerire. Cingolani si muove tra razionalità e fede cercando di analizzare lucidamente il divario tra di loro: quando si parla dell’origine dell’universo e dell’uomo si ha infatti la sensazione che scienza e religione corrano su binari paralleli che mai convergeranno. Attraverso l’analisi delle prime forme di religiosità fino alle tre monoteiste (ebraismo, cristianesimo e islamismo), l’autore spiega come l’uomo sia sempre stato condizionato dai loro dogmi; nella storia del genere umano sono nate innumerevoli divinità supportate da altrettante religioni, per la maggior parte scomparse con i popoli che le avevano create. Nonostante questo, l’uomo ha sempre sentito il bisogno di affidarsi a un’entità astratta che promettesse una ricompensa dopo gli affanni dell’esistenza, e che offrisse protezione durante il cammino accidentato della vita. Focalizzandosi in particolare sul cristianesimo, Cingolani si domanda come sia possibile credere in una divinità creata a immagine e somiglianza dell’uomo (e non viceversa) che nei testi sacri appare come vendicativa, crudele e insensibile al dolore altrui.

Gianfranco Cingolani

Si domanda come sia possibile che proprio la religione a cui un determinato popolo si affida sia per loro l’unica possibile, senza chiedersi quale sia la verità sugli altri credi, e perché non debbano essere altrettanto autentici. Aggiunge poi come sia possibile non avere dubbi quando l’appartenenza a una religione piuttosto che a un’altra sia determinata esclusivamente dal caso, cioè dal tempo e dal luogo in cui si nasce. Dalle parole dell’autore sembra emergere la frase di Friedrich Nietzsche “Dio è morto”: l’uomo lasciato a sé stesso, senza più speranza in una verità trascendente è in realtà per Cingolani un essere ripagato della possibilità di scelta e di libero pensiero. Mostrando al lettore le contraddizioni spesso assurde presenti nei Vangeli, e ricordando il passato di sangue e oppressione ad opera di una Chiesa che “con Costantino e Teodosio è diventata Chiesa di stato, da perseguitata è diventata persecutrice e ha iniziato a scalare un potere temporale in netto contrasto con l’insegnamento evangelico”, l’autore cerca di far luce su episodi storicamente falsi, che hanno stravolto l’intero corso della storia umana. A fine lettura non si può non essere destabilizzati dalle tante informazioni e dalle tante domande che spesso ci siamo posti e a cui l’autore cerca di dare una risposta concreta e logica. E non importa se si è credenti o atei, perché ognuno di noi dovrebbe ricercare la verità, qualunque essa sia.

Ermenegildo Eufrasi

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