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La Thailandia e la regione del Mekong, il fascino della Terra del sorriso

23 Mag 2010 | Un Commento | 3.594 Visite
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thailandia
Laos
e Cambogia stanno diventando destinazioni sempre più attraenti per migliaia di viaggiatori. La loro collocazione geografica e la facilità dei collegamenti con la confinante Thailandia stanno rapidamente cambiando l’aspetto e lo sviluppo di queste terre. Bisogna comunque ricordare che il concetto di confine Cambogia-Thailandia è una costruzione del XIX secolo. Tutta l’area delle attuali Thailandia e Laos era infatti alla periferia del potentissimo impero Khmer. Cominciamo, dunque! Lasciatevi alle spalle la megalopoli Bangkok e dirigetevi verso Nord. La prima tappa non può che essere l’antica capitale thailandese Ayutthaya, luogo tranquillo e accogliente con i suoi innumerevoli Wat (templi), tra cui spiccano il Wat Phrasrisamphet ed il Wat Mongkolbophit. Mercatini, ristoranti tipici e alberghi , Ayutthaya è anche una tappa godibile per rilassarsi e prepararsi al resto del viaggio: si può scegliere infatti di soggiornare lungo le rive del fiume Chao Phraya fuori dalla città vecchia trovando silenzio, rilassanti massaggi e buon cibo. Proseguite poi verso Nord alla volta di
Sukhothai , raggiungibile in auto, con comodi bus oppure in treno. All’inizio del XII secolo Sukhothai era una cittadella alla frontiera nord dell’impero Khmer. In quel periodo, però, si stabilirono nell’area popolazioni thai provenienti dallo Yunnan che iniziarono a minare il potere dei cambogiani fino ad arrivare nel 1238 alla proclamazione del regno indipendente di Sukhothai. Questo nuovo regno si estese grazie ad un solido sistema di alleanze, ad una religione comune – Buddismo Theravada-, ad una struttura militare e sociale basata sul modello khmer fino a comprendere l’attuale Birmania, il Laos ed addirittura la penisola malese. L’architettura dei monumenti riflette un’idea di calma ed armonia con l’ambiente circostante e sono una commistione di stili ispirati dalla tradizione Birmana e Khmer. I parchi storici delle antiche capitali, sono stati dichiarati dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Sukhothai è anche la base ideale per dirigersi verso il confine laotiano. Sempre in bus o con il treno si può raggiungere la frontiera di Nong Khai ed il famoso Friendship Bridge. Come sempre le terre di frontiera sono sempre molto suggestive e le sensazioni raccolte durante il passaggio in Thailandia sono proprio quelle di un abbandono del mondo “sviluppato” e l’ingresso in un ambiente differente.

thailandiaPer questo la scelta di entrare via terra è sicuramente la più appropriata. In pochi minuti dalla frontiera si raggiunge Vientiane. La capitale laotiana è sicuramente una città affascinante anche se da subito si è colpiti da un’atmosfera di coinvolgente decadenza. Lo stile è coloniale con i suoi viali larghi lungo il fiume Mekong, centro della vita notturna. Sicuramente siamo molto lontani dai modelli di sviluppo moderni e nonostante la vicinanza del confine thailandese , l’atmosfera è rilassata. Da Vientiane è possibile raggiungere  Luang Prabang. Nonostante la ridotta distanza chilometrica, il percorso è lungo a causa della tortuosità e dello stato delle strade laotiane. Durante il viaggio vi aspetta un’immersione sempre più profonda in un mondo antico. Le decine di villaggi incontrati lungo la strada accolgono con fermento il passaggio del bus, che è una delle poche fonti di reddito per la vendita di bibite e cibo ai passeggeri. Dopo l’ennesima verdissima valle disabitata Luang Prabang vi accoglierà con il suo clima caldo e umido, ma anche con la sua vitalità e la sua atmosfera ancor più rilassata rispetto alla capitale. Il quartiere principale della città è costituito essenzialmente da una moltitudine di piccole guesthouses, alberghi, ristoranti, caffè e piccoli negozi di artigianato. Il Laos è una mèta molto affascinante, dopo qualche giorno di permanenza si ha l’impressione di essere immersi nella vita locale ed è facile trovarsi con ragazzi di diverse nazionalità a discutere e sorseggiare una Lao Beer. Venendo agli aspetti più turistici, Luang Prabang è disseminata di Wat con contorno di centinaia di giovani monaci. E’ imperdibile la processione all’alba in cui i monaci ricevono il cibo dal resto della popolazione che deve provvedere al loro sostentamento. Questa città è però soprattutto sinonimo di Mekong. Il fiume è infatti l’anima di questi luoghi e una gita giornaliera con una delle caratteristiche imbarcazioni fluviali è talvolta una scelta obbligata per poterne visitare i villaggi. Consigliamo le grotte Pak Ou e le cascate Tad Kouang dove ci si può immergere in deliziose piscine naturali o noleggiare una bici per visitare siti meno turistici. L’itinerario prosegue stavolta con il passaggio aereo che vi porterà a Siem Reap. L’impatto è forte. La strada dall’aeroporto al centro della città è un monumento al turismo di massa. Enormi hotel con piscine e ogni genere di comfort si susseguono per qualche chilometro e la strada è affollata di pullman che si districano tra i tuk tuk, carretti, buche e animali. La vicinanza della Thailandia e i collegamenti low cost da Bangkok hanno reso facilmente accessibili i templi di Angkor e profondamente trasformato Siem Reap. Anche la discrezione del popolo laotiano è ora un ricordo: uno dei pochi luoghi dove si può respirare atmosfera autentica sono i mercati, coloratissimi e brulicanti. Al di là di queste considerazioni critiche, la visita di questi luoghi è imperdibile perché lo splendore di Angkor è autentico e preservato.

thailandiaAnche questo , infatti, è un sito protetto dall’Unesco. Dopo Siem Reap non si può trascurare Phnom Penh, città in grande espansione, dove anche a causa della minore frequentazione turistica è più facile cogliere i grandi contrasti sociali della Cambogia. Phnom Penh sconvolge con il museo del genocidio Tuol Sleng , teatro degli orrori della rivoluzione dei khmer rossi. Le tracce di atrocità paragonabili a quelle naziste sono ancora più commoventi per i pochi anni trascorsi dai fatti e per l’assordante silenzio della comunità internazionale. Phnom Penh è anche una città viva e gaudente, dove è facile trovare bei negozi e ristoranti carini, dove si può visitare lo sfarzo del palazzo reale e della pagoda d’argento ma dove è ancora possibile e piacevole immergersi nel grande mercato centrale ricco di colori, volti e odori. A Phnom Penh si conclude questo itinerario che ci ha portato in luoghi confinanti caratterizzati da una base culturale ed etnica comune ma allo stesso tempo diversi. La loro evoluzione e lo sviluppo sembrano avviati su binari differenti. La Thailandia, una delle mète turistiche più importanti del globo, seconda economia dell’area. Paese moderno che si trova ora a dover riflettere e porre rimedio alle conseguenze sociali dovute alla eclatante differenza di censo tra le popolazioni rurali e quelle urbane. La riservatezza e la discrezione del Laos che probabilmente preserveranno ancora per qualche anno da selvaggi investimenti esteri il territorio: questo potrà riflettersi nel mantenimento di una certa equità sociale e forse in uno sviluppo omogeneo del Paese. La Cambogia, incredibilmente segnata dalla rivoluzione dei khmer rossi, dal folle genocidio di tutta la parte “intellettuale” della società è invece preda fin troppo facile degli interessi esteri (in Cambogia i turisti possono pagare solo con i dollari USA ed esiste ufficialmente una doppia economia), non permette un grande ottimismo sulla sua evoluzione che sembra segnata da modelli speculativi già visti in altre parti del mondo. E’ comunque un viaggio molto bello e coinvolgente attraverso luoghi carichi di storia , in territori prossimi a grandi cambiamenti e che proprio per questo meritano di essere visitati al più presto.

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