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La Suite Osa il 18 novembre trasmessa in streaming a Linecheck Music Meeting and Festival

13 Nov 2020 | Nessun Commento | 97 Visite
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Dopo l’anteprima di Matera, la Suite Osa, performance finale dell’Open Sound Festival 2020, verrà trasmessa mercoledì 18 novembre, in streaming, nel corso di Linecheck Music Meeting and Festival, la più importante music conference d’Italia, main content partner della Milano Music Week.

Linecheck, che è partner dell’Open Sound Festival, è giunto alla sesta edizione e, anche in una versione fortemente digitalizzata come quella del 2020, mantiene la sua vocazione all’internazionalità mettendo al centro dell’attenzione il mercato e la filiera musicale italiana ed europea con panel, masterclass e showcase in streaming su live.linecheck.it

La venue principale del festival sarà Milano, con quartier generale presso le musicROOMS del polo culturale Base Milano. Ma questa edizione ospiterà show in streaming anche da Roma, Matera, Ibiza, Londra e Parigi.

La Suite Osa, opera collettiva per musica elettronica, strumenti tradizionali, quintetto d’archi e pianoforte, inserita nel programma di Linecheck 2020, è una performance scritta e costruita esclusivamente per l’Open Sound Festival,  format basato proprio sulla creazione ed esecuzione dal vivo di produzioni originali, mai ascoltate prima, fondate sull’incontro fra musica elettronica contemporanea e suoni ancestrali della Basilicata.

La performance rappresenta il momento conclusivo di un lungo percorso di scouting, formazione e co-produzione intrapreso dall’Open Sound a luglio 2020: nella Suite, infatti, tre giovani producers (Mala Femmina, Enrico Lillo Dadone e Angelo Rosato Fanelli) selezionati con #OSA, la call internazionale di Open Sound Festival, si esibiscono insieme ai guests Stabber, Clap! Clap! e Yakamoto Kotzuga, accompagnati dal pianoforte e dagli archi dell’ensemble Solisti Lucani e con la partecipazione degli artisti lucani Alberico Larato (zampogna, chitarra e lira) e Agostino Cortese, alla guida del collettivo Agotrance, composto da suonatori di percussioni e cupa-cupa, uno degli strumenti più identificativi della tradizione lucana. La direzione creativa è di Nico Ferri (founder Open Sound Festival), la direzione artistica di Alioscia Bisceglia (Casino Royale), con la  direzione musicale di Giorgio Mirto, composer e docente del Conservatorio di Livorno. 


La Suite Osa è andata in scena, in anteprima, lo scorso 26 settembre, in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Basilicata, nel suggestivo scenario della Terrazza di Palazzo Lanfranchi a Matera, costruzione seicentesca, attuale sede del Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata, con una vista mozzafiato sugli antichi rioni dei Sassi, che ha aperto le porte ad uno spettacolo contemporaneo mai presentato prima. L’iniziativa si presta per sua natura ad un’azione di marketing delle risorse storico-culturali e paesaggistiche condivisa con l’Agenzia di Promozione Territoriale della  Basilicata (APT Basilicata).
La Suite, come gli altri show di Linecheck 2020, sarà trasmessa in streaming su live.linecheck.it.

OPEN SOUND 2020: dalla Call #Osa alla Suite finale


Open Sound, dopo la prima edizione co-prodotta da Multietnica e Fondazione Matera-Basilicata 2019 per il programma ufficiale di Matera Capitale europea della Cultura 2019, ha lanciato il suo progetto per il 2020 partendo nuovamente da #OSA, la  call per producers che ha visto la partecipazione di 67 candidati, affascinati dalla sfida di ricodificare, in chiave contemporanea, sonorità antichissime appartenenti al patrimonio lucano, presentando una traccia inedita costruita a partire dal repertorio di suoni raccolti nell’Open Sound Library (OSL). Tra i candidati ne sono stati selezionati 9 che, a fine agosto, hanno partecipato allOpen Sound Academy, realizzata in collaborazione con Sugar Music, presso il Cecilia, Centro per la creatività di Tito (PZ). Due giorni di seminari, ascolti, esperienze one to one, showcases e masterclass e, alla sera, le auditions/esibizioni, dei partecipanti che hanno permesso di individuare tre giovani talenti da coinvolgere nella produzione della Suite OSA. Dal 6 al 13 settembre i tre producers hanno lavorato in studio sugli inediti candidati per la call che sono stati co-prodotti assieme ai guests Stabber, Clap! Clap! e Yakamoto Kotzuga, con la supervisione del direttore artistico Alioscia Bisceglia. Ogni traccia, così lavorata in studio, è stata poi ottimizzata e riarrangiata per dialogare con la partitura e l’orchestrazione curate dal maestro Giorgio Mirto.

OPEN SOUND 2020 – 2022: il nuovo format coinvolge una rete di realtà artistiche lucane

Dal 2020 il format Open Sound riunisce altri tre festival e realtà artistiche consolidate del territorio lucano: Pollino Music Festival, Metaponto Beach Festival, Vulcanica Live Festival. Le tre associazioni promotrici dei festival e il Centro Cecilia, hanno infatti costruito una rete che, da qui ai prossimi anni, li vedrà lavorare fianco a fianco per generare un sistema regionale di festival basati su produzioni originali con un forte carattere identitario, legato al territorio, ma allo stesso tempo dal respiro nazionale e internazionale. Il prossimo passo per Open Sound, infatti, vuole essere proprio – spiega Alessandro Ottenga, Manager Culturale del progetto – quello di rendersi replicabile in una dimensione nazionale ed europea: ci sono tante comunità territoriali che possono mettere a disposizione un patrimonio culturale di questo tipo. Ecco noi vorremmo confrontarci con loro, conoscerle e sviluppare progettualità comuni.

Con questo progetto – racconta Nico Ferri, Founder e Direttore Creativo dell’Open Sound Festival – presentiamo contenuti artistici e musicali inediti, generati per essere rappresentati in anteprima durante il nostro festival, tenendo fede a quella che è la nostra mission: dare una nuova vita alle sonorità ancestrali della Basilicata rileggendole in chiave contemporanea attraverso i codici dell’elettronica. Siamo partiti a fine 2019 e siamo andati avanti, con un lockdown di mezzo, coinvolgendo, oltre che i 3 producers selezionati con la call e i 3 guest producers, un compositore/direttore musicale, un quintetto d’archi, una pianista e alcuni musicisti tradizionali . Poi tutto il lavoro di scouting, formazione e produzione di questi mesi è confluito nel momento finale della Suite OSA. Non è stato facile, considerato il clima di incertezza dovuto alla pandemia. Era, ed è, un sogno visionario. E, come in tutti i sogni visionari, nulla era  scontato. Ma poi tutto si è materializzato in un’atmosfera di collaborazione incredibile tra tutti i soggetti protagonisti ed il risultato è stato una meravigliosa opera collettiva generata in un luogo simbolico e affascinante

L’esperienza di Matera 2019 – commenta il Direttore dell’APT Basilicata Antonio Nicoletti – ha mostrato che la cultura e la creatività sono strumenti efficaci e potenti per promuovere e raccontare un territorio. Il progetto Open Sound Festival, espressione qualificata delle energie e delle competenze del settore culturale lucano, interpreta i suoni della nostra terra trasformandoli in musica con linguaggi rivolti a un pubblico eterogeneo e moderno. La presenza della Suite OSA al Linecheck music meeting and festival è quindi un’occasione per promuovere non solo un prodotto artistico originale “made in Basilicata”, ma la stessa terra in cui quel prodotto affonda le sue radici. 

È anche per questi motivi che l’iniziativa è sostenuta da APT Basilicata nell’ambito di un avviso per iniziative di co-marketing di rilevanza nazionale e internazionale. 

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