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LA STORIA. Vito Grittani, una vita dedicata alla diplomazia

16 Set 2020 | Nessun Commento | 206 Visite
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Helmut kohl (defunto) Cancelliere della Repubblica Federale di Germania consegna un riconoscimento a Vito Grittani nel 1986

Che sia un’ambasciata italiana, la Banca Centrale Europea o un’organizzazione non governativa, per lavorare ed appassionarsi all’estero occorrono vocazione profonda e una solida preparazione di base. Ma al di là del fascino e dei luoghi comuni spesso legati a questo mondo esistono al mondo pochissime persone che come il nostro Vito Grittani ha ospitato nella sua Puglia, oltre centocinquanta diplomatici provenienti da ogni angolo del mondo, ed oggi è ambasciatore a disposizione dell’Abcasia.

Ultima in ordine di tempo è la visita fra qualche giorno di Esquia Rubin De Celis Nunez, console generale del Venezuela. La diplomatica della repubblica bolivariana con sede a Napoli e competenza per tutto il Sud Italia, sarà accolta da Vito Grittani, che annovera un nuovo tassello alla sua lunga lista di personalità diplomatiche che incontra a Bari e a Capurso (il vero quartier generale delle sue relazioni) come sempre accade da venticinque anni. Infatti, proprio nel 1995, il console generale tedesco a Napoli, Gunther Jacob, visitò Capurso. «Quella fu un’occasione molto particolare per me – spiega Grittani che è anche
Cavaliere della Repubblica Federale di Germania -: herr Jacob venne per consegnarmi simbolicamente un riconoscimento conferitomi dall’allora presidente della Germania Herzog per la mia attività di segretariato sociale a Francoforte»

A Vito Grittani ed al suo Osservatorio diplomatico internazionale è andato il Premio Nazionale Bonifacio VIII e il premio Internazionale Giovanni Paolo II, che la Bonifaciana ha voluto conferire per rimarcare questa collaborazione con il comune di Capurso che si occupa da anni di rapporti con gli Stati, le ambasciate e di tematiche legate ai fenomeni migratori

È proprio nella città sul Meno, infatti, che vede gli inizi della carriera di un giovanissimo Grittani. Il quale, nonostante i primi sintomi di una malattia rara, che in breve tempo lo costringerà su una sedia a rotelle, era diventato il punto di riferimento per tantissimi emigranti che, come lui, avevano cercato un futuro in Germania. Da allora, la Terra di Bari ha ospitato oltre centocinquanta rappresentanti diplomatici provenienti da ogni angolo della terra. La definizione che più gli si addice è quella di “collezionista di ambasciatori” che più che inorgoglirlo, incuriosisce Grittani.

Il momento della consegna della statua
della Madonna del pozzo alla Chiesa Cattolica in Transistria

«Certamente è simpatica. Mi sono sempre battuto per la giustizia e la pace, oltre che per l’abbattimento delle barriere architettoniche, facendo quel che potevo e quel che posso». Giustizia e pace che oggi si concentrano nell’attività per conto dell’Abkasia. La piccola repubblica confinante con la Georgia è riconosciuta da poche nazioni, tra cui la Russia di Putin, il Venezuela e poche altre. Grittani è stato nominato giusto poco più di quattro anni fa ambasciatore a disposizione, ed è ormai di casa a Sukum, la bellissima capitale. Dove è ormai di casa: «A settembre del 2018 sono stato nominato cittadino abkaso. Ci dice.

Consegna il premio Ambasciatore di Buona Volontà ODI-VG
al famoso cantante Pugliese Toni Santagata

Ora sono bipolide. Anche Capurso ha ospitato spesso delegazioni abcase, guidate da Kan Tanya, amico personale di Grittani, ex vice-ministro degli Esteri e oggi vice-presidente del Congresso mondiale degli abkasi, organizzazione che ha sede a San Pietroburgo. Un quarto di secolo, dunque, da Jacob a de Celis Nunez, dalla Germani al Venezuela. Da allora, le “feluche” si sono avvicendate: a Bari, in Municipio, in Regione, in Prefettura; a Locorotondo, a Trani, San Giovanni Rotondo, Otranto. E poi in Calabria, a Diamante. E naturalmente a Capurso. «Tra i primi fu il rappresentante del Ciad, Bamanga Malloum Abbas: era il 1997. Una volta – ricorda – l’allora sindaco Vito Scavelli, un medico che parlava correntemente il francese, fece da interprete tra i giornalisti e l’ambasciatore della Repubblica democratica del Congo. Tra i più simpatici, continua, l’ambasciatore della Repubblica Dominicana presso la Santa Sede, straordinariamente somigliante a San Nicola. Oppure l’ambasciatrice peruviana che in macchina, nel tragitto tra Capurso e Diamante, cantò innumerevoli inni sacri mariani in spagnolo.

Saluto al rettore dell’istituto delle belle Arti di Sukum nella Repubbblica di Abcasia

Oppure quello indonesiano che accompagnai personalmente a Putignano per acquistare delle galline asiatiche,Oppure ancora quello dell’Oman che nel 2008 arrivò con un mega-yacht nel porto di Bari e regalò orologi a tutti». Grittani, è anche il fondatore dell’ODI, l’Osservatorio diplomatico internazionale: «Uno strumento che nel suo piccolo sosterrà sempre la libertà e l’autodeterminazione dei popoli» ed è anche Cavaliere del Santo Sepolcro. Lunga vita a Vito Grittani portatore di pace e unione nel mondo.

In udienza con il Papa Karol Wojtila
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