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La ricerca è morta. L’Istituto per gli studi Filosofici di Napoli trasloca a Casoria

29 Set 2012 | Nessun Commento | 944 Visite
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Gerardo Marotta
Fissa gli scatoloni, tutti perfettamente catalogati. Scatoloni che contengono ben 300mila libri. Li fissa, l’avvocato Gerardo Marotta, mentre si chiede: «Come fa un giovane a consultare un libro di Benedetto Croce se sta chiuso in un pacco in un deposito?». Già, come fa? E poi si chiede pure: «Giordano Bruno perchè deve andare in un deposito?». Eppure ci andranno, almeno per ora. Il trasloco è in atto: destinazione un deposito di Casoria, provincia di Napoli.

La storia è lunga e ruota intorno all’Istituto per gli studi Filosofici di Napoli, fatto nascere dall’Accademia dei Lincei, nel 1975. Un istituto che prima riceveva fondi dallo Stato, ora non più. Che soprattutto, ricorda Marotta, nel 2008 si vide assegnata una sede per la biblioteca, in piazza Santa Maria degli Angeli. L’avvocato punta il dito contro una delibera della Regione Campania, del 2011, che avrebbe fermato tutto e che sarebbe responsabile della collocazione dei libri negli scatoloni visto che la sede affidata non è stata mai messa a punto. La Regione Campania, invece, precisa: «Abbiamo fatto completamente la nostra parte». E in una lunga nota spiega anche perchè.

«Per quanto riguarda la questione dell’immobile di santa Maria degli Angeli la Giunta Regionale, nel 2011, ha già deliberato e concluso l’acquisto dello stesso e ha liquidato 4.128.135 euro – spiega la nota di quattro assessori regionali – Con successivi provvedimenti la Giunta Regionale ha predisposto un piano di pagamenti sia per gli oneri contrattuali derivanti dall’acquisto dell’immobile, sia per indire la gara delle opere di manutenzione e adeguamento strutturale». Tra l’altro, si provvederà anche alla digitalizazione dei testi con un investimento di due milioni di euro. Ci sono, poi, altri, otto milioni di euro: quelli previsti dall’Accordo di Programma stipulato nel 2004 tra la Regione Campania e il ministero dell’Istruzione a favore dell’Istituto.

Gerardo MarottaEbbene, «tale accordo ha quasi completamente esaurito le proprie attività: resta, in questo momento, in sospeso una quota di circa 1 milione di euro per attività che l’Istituto dichiara di aver realizzato (ha presentato apposita rendicontazione delle attività) e che la commissione di monitoraggio presso il ministero dichiara di non poter valutare in quanto mancano (per stessa ammissione dell’Istituto) le relative quietanze di pagamento». La Regione ricorda che nel 2009 fu proposto un ampliamento, in merito all’Accordo, «ma il ministero dichiarò la propria disponibilita». E poi, ancora, «nel Grande Progetto sulla rigenerazione del Centro storico di Napoli e la valorizzazione del sito Unesco è stato previsto, tra gli interventi, che alcuni ambienti di Castel Capuano siano destinati ad attività in materia di studi filosofici. L’importo fissato per riqualificare e rifunzionalizzare il complesso è di 5 milioni di euro».
Disponibilità a risolvere la questione, è stata dimostrata anche dal sindaco Luigi de Magistris, che ha offerto uno spazio per i libri all’interno dell’Albergo dei Poveri, e da parte della Camera di Commercio di Napoli che col presidente Maurizio Maddaloni si dice pronta a sostenere l’Istituto con dei fondi. Ma, intanto, Marotta promette battaglia e annuncia un «ricorso al ministero per i Beni Culturali»: «Quella della Regione è una posizione che non riesco a spiegarmi. Le delibere originarie prevedevano che gli spazi fossero destinati solo ai nostri libri, poi è stato deciso di collocare anche i libri della Regione, così i nostri volumi rischiano di restare fuori. Soprattutto, così il progetto viene snaturato e, dunque, distratti fondi europei a tale scopo destinati».

«La cultura non si sfratta nè può essere immagazzinata in scatoloni. I testi di Giordano Bruno e Benedetto Croce sono un patrimonio dell’umanità e del pensiero di ogni uomo libero. Una follia mandare in un deposito quelle carte, la mancanza di riferimenti culturali rischia di essere la nuova peste di Napoli. Serve un piano concreto per arrestare questa deriva senza fine»: così Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia (Goi), commenta la vicenda dei 300.000 volumi, tra cui edizioni originali di Croce e Bruno, cuore della biblioteca dell’Istituto Italiano per gli Studi filosofici di Napoli, ora destinati a un deposito di Casoria perchè non ci sono più soldi per pagare l’affitto.

“La memoria del Mezzogiorno passa per quei libri – ricorda Raffi – perchè un popolo che non ha consapevolezza della propria storia non ha neanche un futuro da offrire ai propri giovani. Siamo al fianco dell’avvocato Gerardo Marotta, fondatore e anima dell’Istituto di Monte di Dio, di Aldo Masullo e di tutti coloro che vogliono davvero trovare una soluzione a questa ferita profonda all’identità di un popolo che merita un vero e nuovo umanesimo, liberandosi dal buio della criminalità e dalla mancanza di progetti di crescita”.

“Le istituzioni – è l’appello del Gran Maestro – non pensino solo all’effetto Atene: senza la cultura il Sud muore disperato. C’è un altro spread ancora più pericoloso, ed è il gap culturale tra i Paesi civili e quelli che non lo sono. L’Occidente che toglie i fondi alla cultura perchè la ritiene un bene sacrificabile in un periodo di crisi, è un mondo che si immola sull’altare delle logiche finanziarie ma che nel medio e lungo periodo non ha futuro. Il risveglio della storia – conclude – parte dalla conoscenza e dalle idee: questa è l’unica strada per non rinnegarsi e sprofondare in un’agonia culturale che brucia anche la speranza”.

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